A ottobre è festa per Apple
Per la Apple recente, quella che ai Macintosh ha affiancato un prodigioso business che ruota attorno all’elettronica di consumo e alla distribuzione digitale, gli ultimi giorni di ottobre sono pieni di anniversari.
Se il 23 si festeggia la nascita dell’iPod in questi giorni ci sono però altre tre date importanti da festeggiare.
Una è relativa al primo modello speciale di iPod, l’iPod U2 Special Edition.
Arrivato -mentre scriviamo- alla sua terza generazione (o seconda con aggiornamento, a seconda di come la si guardi) è stato lanciato due anni fa e rappresenta il primo passo di una lunga collaborazione tra la band irlandese e l’azienda di Cupertino. Il leader del gruppo, Bono, è stato sul palco insieme a Steve Jobs ed è stato testimonial diretto ed indiretto in varie occasioni coinvolgendo a sua volta Applenell’iniziativa benefica (Product)Red con un iPod di colore rosso che contribuisce alla raccolta fondi nella lotta all’AIDS.
Sempre la stessa data, il 26 ottobre 2004, segna anche il lancio in massa dell’iTunes Music Store in Europa e nei due anni trascorsi i vari paesi europei (sedici, tra cui l’Italia) hanno contribuito significativamente alle fortune del sistema di distribuzione digitale di musica e poi video dell’iTunes (Music) Store.
Ricordiamo infine un ulteriore anniversario da celebrare a Infinite Loop: un anno da quando anche l’Australia si è unita alla lista di paesi in cui è attivo il negozio di contenuto multimediale della mela morsicata: il lancio dello Store di Apple nel continente australiano è infatti del 25 ottobre 2005.
Nota: tutti gli eventi citati -per cui si ringrazia anche l’attento iPod Journal.it- sono stati aggiunti al calendario di Storie di Apple.
Il Photoshop fantasma
Esiste una versione di Photoshop per Mac che non è stata mai commercializzata.
Si tratta di un prototipo di Photoshop 5, che Adobe preparò e mostrò nel 1998 in occasione della rituale conferenza per sviluppatori Apple.
Ufficialmente la prima versione di Photoshop per Mac OS X è stata la 7 ma in realtà già dopo solo un anno dall’acquisizione di NeXT, grazie all’incorporazione delle API Carbon, esisteva un porting di Photoshop funzionante su una delle release preliminari del sistema operativo di Apple, Mac OS X DP1.
Secondo le fonti fu un vicepresidente di Adobe, Greg Gilley a presentare questa release del programma di grafica e fotoritocco professionale alla platea e si affermò che per la conversione erano occorse meno di due settimane.
Dopo la dimostrazione alla WorldWide Developer Convention questo Photoshop scomparve però nel nulla e gli utenti dovettero attendere parecchi anni per usarlo su Mac OS X, sino alla primavera del 2002.
Immagine tratta da www.guidebookgallery.org
Il calendario di StoriediApple.it
Annunciamo una nuova iniziativa targata Storie di Apple.
Per seguire e festeggiare meglio gli eventi importanti della storia dell’azienda di Cupertino abbiamo creato un calendario online per tutti i lettori.
Il calendario si arricchirà con ricorrenze man mano che verranno pubblicati i relativi articoli ma ne contiene già due. Sono quelle relative ad Aperture e all’iPod.
Il calendario di Storie di Apple si può consultare in vari modi.
- Per gli utenti di Google e Gmail con un account presso il motore di ricerca ecco un pulsante per iscriversi:

- Il calendario si può seguire anche più comodamente su piattaforma Mac tramite il programma iCal di Apple.
Per abbonarsi dovrebbe bastare fare click su storiediapple {at} gmail(.)com/public/basic.ics">questo link.
In caso contrario in iCal dal menù “Calendario” (la quarta voce da sinistra) scegliere la voce “Sottoscrivi ” (“Subscribe” in inglese). Nella finestra che compare mettete l’url www.google.com/calendar/ical/storiediapple {at} gmail(.)com/public/basic.ics - Infine sono disponibili due ulteriori versioni per accedere ai dati.
Una è quella in HTML e l’altra tramite storiediapple {at} gmail(.)com/public/basic" target="new">il feed. Per informazioni su come leggere i feed su Mac si consiglia la lettura delle istruzioni su Faqintosh.
Immagine tratta da www.apple.com
Buon compleanno, iPod!
Oggi il riproduttore digitale di Apple compie cinque anni di vita.
I festeggiamenti in realtà sono cominciati da un po’ ma gli auguri andrebbero fatti oggi. La data di nascita dell’erede “made in Cupertino” del walkman è il 23 ottobre 2001, come recita il comunicato stampa originale in inglese. La disponibilità effettiva nei negozi invece fu solo nel mese successivo, per la precisione il 10 novembre.
L’arco temporale 2001-2006 costituisce per Apple un periodo denso di eventi e sopratutto di successi targati iPod, arrivati più volte a sorpresa e smentendo critiche e perplessità.
Due casi eclatanti di accoglienza inzialmente tiepida o proprio fredda sono costituiti dal primo iPod, nome in codice “Dulcimer”, e dalla linea degli iPod mini. Definiti inutili, costosi, limitati come funzioni furono però vendutissimi e contribuirono alla iPod mania, fenomeno mondiale tutt’ora in corso che ha accresciuto introiti e visibilità del marchio Apple permettendole di diventare l’erede della Sony e di mettere un piede nell’elettronica di consumo e nella distribuzione digitale di musica.
Chi si aspetta qualche tipo di celebrazione da parte di Apple rimarrà molto probabilmente deluso: l’azienda non ha festeggiato nemmeno il suo trentennale, nell’aprile del 2006 e guarda avanti a nuovi modelli e a nuovi mercati, chiave del successo dell’iPod rispetto alla concorrenza di inseguitori. A suo modo però Apple permette di ripercorrere la storia dell’iPod con una nota tecnica pubblicata sul suo sito in questi giorni che elenca i diversi modelli succedutisi sino ad oggi. In ordine cronologico inverso si va dal primo iPod con disco da 5 GB, schermo monocromatico, controlli meccanici e connessione esclusivamente Firewire all’attuale e superminimale Shuffle di seconda generazione e per i più curiosi esiste anche una guida alle connessioni e controlli dei ben 30 modelli che testimonia la costante ricerca sul design dei riproduttori digitali.
Se Apple non pare mostrare alcun tipo di emozione per l’anniversario probabilmente non è così per chi l’iPod lo ha ideato.
Il nome che si fa più spesso è quello di Tony Fadell che la leggenda vuole demiurgo dell’iPod in virtù della sua esperienza con palmari presso Philips e General Magic, iniziativa finanziata da Apple stessa.
Altri invece obiettano candidando piuttosto Jon Rubinstein fino a pochi mesi fa vicepresidente Apple responsabile dell’Hardware Engineering che a Fadell diede l’incarico di sviluppare il fortunato lettore. Certo è che la posizione raggiunta da Fadell nell’organigramma cupertiniano, dove dall’aprile di quest’anno è vice presidente senior della divisione iPod è un indice significativo della sua importanza storica.
Citiamo anche la tesi di Leander Kahney, autore dei libri “The Cult of Mac” e “The Cult of IPod” che suggerisce di usare il plurale e parlare di genitori dell’iPod. Secondo Kahney la creazione dell’iPod è stata un lavoro di gruppo e evidenzia il ruolo di varie figure dentro ma anche fuori Apple. Quindi Fadell e Rubinstein ma anche la Toshiba, con i suoi primi dischi da 1,8 pollici, e la startup PortalPlayer, da cui l’azienda di Cupertino comprò gli schemi elettronici di riferimento che modificò per creare l’iPod.
Da non sottovalutare l’apporto del designer Jonathan Ive, quello di Steve Jobs, che diede l’ok a Rubinstein per il progetto e supervisionò la trasformazione del programma Sound Jam MP in iTunes oppure quello di Phil Schiller, il braccio destro di Jobs, che pare abbia suggerito l’uso della ruota come controllo delle funzioni, da cui la tanto imitata “click wheel”, la ghiera cliccabile dell’iPod.
Particolare meno noto ma non trascurabile infine è che l’interfaccia utente di Apple, quella per cui Jobs & C. hanno dovuto riconoscere la paternità e versare a Creative 100 milioni di dollari poggia sull’opera di Paul Mercer e della Pixo, di cui sicuramente riparleremo in futuro.
Foto tratte da www.apple.com
