Un mese di Storie di Apple
E’ passato un mese dall’esordio di Storie di Apple ed è il momento di fare un primo bilancio e di rivolgere qualche invito.
Grazie per la calorosissima accoglienza da parte dei vari siti e blog (e prossimamente anche qualche rivista) e da chi ci segue regolarmente. I dati sugli accessi (web e feed) e i commenti sono un ottimo incentivo a proseguire l’opera di svelare o documentare meglio aspetti di Apple di cui si è parlato poco e di dedicare l’attenzione al passato laddove gli occhi sono prevalentemente puntati sul presente e sul futuro prossimo.
Per fornire un quadro il più possibile vario e ricco tutti i testi su Storie di Apple appartengono a categorie tematiche (spesso più di una) che possono essere lette sepratamente o come parti di un unico grande puzzle. Trovate quelle sugli eventi storici (inseriti nel calendario online) e sull’hardware e sul /software, sul design e sui personaggi che hanno contribuito a rendere grande Apple.
“Lo sapevate che…” è lo spazio che in cui raccogliere e presentare curiosità varie, controbilanciato da disamine più lunghe ed ambiziose come quella in corso sul rapporto tra Mac e Linux e altre in fase di stesura.
Ci sono infine anche le recensioni di libri e saggi di provata validità che ci forniscono anche spunti e conferme per le ricerche dietro ogni articolo. Ma altrettanto preziose possono essere le segnalazioni di chi ci legge, in particolare se utente Apple di lunga data: tra i fini di Storie di Apple c’è l’andare oltre la cronistoria di quanto è successo oltreoceano ma possibilmente narrare la penetrazione e l’impatto di Apple e dei suoi prodotti ed idee nello Stivale dando spazio a chi ha vissuto -privatamente e pubblicamente- momenti importanti del “made in Cupertino”.
Largo quindi alle vostre segnalazioni, suggerimenti ma anche consigli e critiche. Per farli potete usare i commenti (se quanto volete dire è in tema con un articolo) oppure scrivendo all’indirizzo storiediapple presso gmail (il link è sulla colonna di destra) o ancora tramite del.icio.us segnalando -se siete utenti- un url con il tag “for:storiediapple”.
Linux e Mac (4): largo al cane giallo
(continua dalla terza parte)
A partire dal 1999 il panorama delle offerte Linux per Apple sembra riproporre gran parte dello schieramento dei nomi ricorrenti per x86.
C’è però un’eccezione: manca Red Hat.
Al suo posto ecco una distribuzione che a Red Hat si appoggia e che fa tesoro di LinuxPPC ma che aggiunge parecchio di suo e punta con convinzione al mercato Apple, Yellow Dog Linux.
Questa distribuzione è in realtà cronologicamente tra le più anziane, apparsa in forma embrionale già nel 1998 e messa in evidenza nell’autunno come “caso” (di successo) da Apple stessa sul proprio sito con un’intervista al fondatore Kai Staats.
La prima versione ufficiale è però del marzo del ’99: da allora Yellow Dog Linux è giunta alla versione 5 e l’azienda produttrice, TerraSoft, non solo gode di ottima fama e salute ma ha venduto in prima persona hardware Apple già configurato anche a grossi clienti. Tra questi il più prestigioso (e remunerativo) è rappresentato dalla Lockheed per conto della Marina Statunitense a cui la Terrasoft ha consegnato due milioni di dollari in server Apple e più precisamente 260 Xserve G4, naturalmente con sopra installato il suo Linux.
Yellow Dog è una distribuzione che è però rimasta legata all’architettura PPC: TerraSoft dopo lo storico annuncio di Steve Jobs al WWDC nel giugno del 2005 decise e annunciò di non voler seguire Cupertino nel passaggio a Intel e ad oggi continua a fornire il sistema operativo del pinguino per le “vecchie” macchine RISC di Apple ma anche quelle imparentate tra cui la futura Playstation 3 di Sony.
(continua…)
Immagine tratta da www.tuxresources.org
Black Hardware
La storia di Apple è piena di modelli ed edizioni speciali e limitate dei suoi computer. Alcuni di questi sono resi unici oltre che da caratteristiche differenti anche per l’uso di un colore diverso dal solito, tradizione continuata nel 2006 dal MacBook.
Di seguito trovate una lista -in ordine cronologico- di hardware storico, più o meno noto ma quasi sempre ambito tra appassionati e collezionisti per i pochi esemplari prodotti e per l’uso del colore scuro.
Apple II (estate 1981)
Versione speciale dell’Apple II con plastiche nere e sul retro connettori aggiuntivi per uscita audio e video. Fu realizzato da Apple per Bell & Howell, produttore di apparecchiature audiovideo.
Macintosh TV (ottobre 1993)
Versione in un case nero del compatto LC 520. In più rispetto a quest’ultimo aveva un scheda sintonizzatore TV e un lettore CD-ROM. Fu ritirato all’inizio del 1994, pochi mesi dopo il lancio e nella sua breve vita ne furono realizzati solo 10.000 esemplari.
Power Mac/Performa 5400 (primavera 1996)
Esistono due versioni con case nero del compatto Power Mac/Performa 5400 sulla falsariga della variante Mac TV/LC520: i modelli sono il 5420CD e il 5400/180.
Questi 5400 speciali avevano anche una tastiera e mouse ADB coordinati neri. Non furono mai rilasciato negli Stati Uniti ma furono venduti solo in Europa.
Power Mac/Performa 5500 (primavera 1997)
Come sopra, il Power Mac/Performa 5500 ebbe una versione nera ma solo del modello di punta con clock a 275 MHz. Anche questo Mac fu esclusiva del mercato europeo.
Twentieth Anniversary Macintosh (TAM) (marzo 1997)
Realizzato per il ventennale della Apple fu però messo in commercio solo l’anno dopo a circa 10’000 USD in soli 12’000 esemplari.
Era basato (coincidenza?) sull’appena citato Power Mac 5500 ma l’hardware era inserito un design totalmente nuovo e originale nonché ricercato. Tra le caratteristiche particolari c’era un lettore CD-ROM in verticale sul davanti, un trackpad integrato nella tastiera (che aveva inserti di radica e pelle) e capacità audio e video raffinate: sintonizzatore TV/radio FM, porta di ingresso S-Video, e altoparlanti stereo incorporati e una sub-woofer separato, tutti targati Bose.
Si ringrazia Lucio D. per la consulenza ed i preziosi suggerimenti.
Immagini tratte da www.theapplemuseum.com , dal libro “Apple Design”, da www.everymac.com e da www.lowendmac.com
Apple nello spazio
Il primo portatile di Apple, il Mac Portable, fu usato dalla NASA e portato in orbita nel 1991 sullo Space Shuttle STS-43.
Il Portable durante questa missione fu usato per l’invio del primo messaggio di posta elettronica dallo spazio, grazie al servizio di connettività AppleLink. Dell’uso del bianco laptop di Cupertino esiste anche un filmato, disponibile online, in cui si mostra la curiosa combinazione dell’assenza di gravità e del meccanismo espulsione del floppy dal drive: il dischetto esce dal portatile e fluttua con grazia nell’aria.
In tempi più recenti ad andare nello spazio è stato invece un altro prodotto -questa volta più noto- di Apple, l’iPod.
Il merito è della prima turista spaziale di sesso femminile, Anousheh Ansari, infatti ha portato con sé sulla ISS, la stazione spaziale internazionale orbitante, il walkman digitale al fine di rilassarsi con un po’ di musica prima di andare a dormire.
