Apple nel 2006: un Mac al mese?
Durante il keynote del 9 gennaio 2007, il CEO di Apple Steve Jobs ha fatto il punto, come suo solito, sulle vendite dei computer con la mela mordicchiata. Tra le tante cose dette ci sono alcune affermazioni su cui è il caso di soffermarsi e magari sottoporre a verifica.
Nello specifico Jobs ha detto (riportiamo le parole trascritte nella cronaca dal vivo fatta da Macrumors.com) che:
one year ago up here announced switched to intel, a huge transplant
[...]
cranking out a new mac with intel every month during the transition
Sul primo punto ci siamo.
L’annuncio dello “switch” di Apple è dell’estate 2005 ma il lancio dei primi Macintosh in vendita al pubblico con processore di Intel risale al 9 gennaio 2006 proprio sul palco del Moscone Center.
Anche il secondo punto è innegabile.
L’operazione è enorme e lo sforzo dell’azienda e dei suoi partner gigantesco, tant’è che ci sono ancora diversi punti rimasti in sospeso, non solo nella conversione del parco software ma anche dell’hardware “made in Cupertino”.
Tutta da verificare è invece l’ultima affermazione.
Jobs parla di “un Mac nuovo al mese durante la transizione”. La transizione è terminata con la presentazione dell’ultima controparte dei Macintosh PPC, ed esattamente l’uscita del Mac Pro dell’agosto 2006, il che vuol dire che si afferma che nel corso dell’anno sarebbero usciti otto Macintosh, uno al mese da gennaio ad agosto.
Il modo migliore per controllare è fare riferimento all’archivio dei comunicati stampa di Apple stessa. Vediamo cosa ne esce fuori:
- Gennaio: iMac e MacBook Pro.
- Febbraio: Mac mini
- Marzo: nulla
- Aprile: Mac Book Pro 17″
- Maggio: MacBook
- Giugno: nulla
- Luglio: iMac entry level
- Agosto: Xserve e Mac Pro
Questi dati possono essere interpretati in due modi.
Il primo è che l’affermazione di Jobs sia falsa visto che in due mesi (marzo e giugno) non ci sono state novità hardware e in altri due si è al limite con il lancio di semplici varianti (aprile e luglio).
Il secondo è che la sovrabbondanza di nuovi Mac in alcuni mesi fa salire il totale di modelli introdotti da Apple nel 2006 a otto, proprio uno al mese da gennaio ad agosto. Coincidenza?
Immagine tratta da fr.wikipedia.org
Un salto nel passato
Uno degli obiettivi di Storie di Apple è di segnalare e fornire informazioni su eventi storici e cruciali della storia dell’azienda cofondata da Jobs e Wozniak e negli scorsi mesi abbiamo sfruttato diverse ricorrenze per ripercorrere l’evoluzione di prodotti vecchi e recenti.
Se novembre e dicembre sono abbastanza avari di eventi, il mese di gennaio è invece ricco di argomenti e anniversari. Questo perché nella prima metà ormai da diversi anni a San Francisco ha luogo la manifestazione del MacWorld dove Apple tradizionalmente presenta al pubblico locale e internazionale novità hardware e software.
Nelle scorse settimane abbiamo perciò scritto dei cinque anni di iPhoto, dei sei di iTunes e dei sette di Aqua.
Per causa di forza maggiore non è stato possibile pubblicare per tempo altri due articoli che celebrano anniversari legati all’hardware.
Lo facciamo retroattivamente in questi giorni e vi invitiamo perciò a fare un doppio “salto nel passato” leggendo “Due anni di Mac mini” e “Un anno di Mac Intel”.
Entrambi parlano di modelli di Macintosh noti e tutt’ora in produzione e sono un’occasione preziosa per ripercorrere la storia recente di Apple e due passi importanti come la sua ultima e discussa migrazione e l’ambiziosa marcia verso un “salotto digitale” con il marchio della mela morsicata.
Buona lettura!
Chris Espinosa: l’uomo dei manuali
Assunto nel 1976 e tutt’ora in Apple, Chris Espinosa è stato il più giovane impiegato di Apple, dove è entrato ancora adolescente guadagnandosi poi la tessera numero 8.
In questi decenni Espinosa è stato coinvolto in parecchi progetti importanti a Cupertino, dall’Apple II al Macintosh (sua è una delle firme all’interno del case del Mac originale) in HyperCard ed AppleScript ma anche in A/UX, Taligent, i Kaleida Labs, e infine Mac OS X. Attualmente è parte del team dell’ambiente di sviluppo Xcode, di cui è “development engineering manager”.
Ma torniamo al 1976. All’epoca Espinosa era alle superiori e il suo primo ruolo era di dimostratore al pubblico dell’Apple II presso l’azienda, o meglio il garage di Jobs, che raggiungeva in bicicletta (o con un motorino, ci sono due versioni). Più tardi Espinosa lasciò Apple e si iscrisse all’Università della California a Berkeley dove come studente anziano di riferimento si ritrovò Andy Hertzfeld e scopri il suo vero amore: la redazione di documentazione tecnica. A Berkeley gli fu infatti assegnato come compito produrre un manuale tecnico degno di questo nome per l’Apple II usando come base la raccolta fotocopiata incoerente di singole istruzioni ed appunti (tra cui pagine scritte a mano da Wozniak) che fino a quel momento era stato l’unico riferimento per gli utilizzatori.
La leggenda vuole che Espinosa abbia lavorato al progetto giorno e notte sul mainframe di Berkeley e a causa degli orari insoliti spesso non sia riuscito a tornare al dormitorio prima della chiusura dormendo sui divani del laboratorio di informatica o dove capitava. Il risultato di queste fatiche fu l’“Apple II Technical Reference Manual” noto come “Red Book” (dal colore rosso della copertina), una pubblicazione che rispondeva alle richieste di professionalità e ricercatezza volute da Jobs per il rivoluzionario Apple II e -secondo molti- rappresenta un punto fermo per la storia della manualistica informatica.
Anche se Espinosa sapeva programmare ed ha realizzato demo per l’Apple II in BASIC e parte della mitica calcolatrice originale del Mac OS il veterano di Apple si è sempre definito uno sviluppatore mediocre ma profondamente interessato e appagato dal lavoro di documentazione ed illustrazione del funzionamento del software.
Per nostra fortuna.
Un menu’ davvero speciale
Fino a Mac OS 9 le funzioni generali del sistema operativo dei Macintosh quali stop, spegnimento, riavvio non erano come in Mac OS X all’estrema sinistra sotto il simbolo della mela morsicata ma erano raccolte insieme ad altre sotto l’ultima voce dei menù testuali.
Questa voce nella versione “madre” (quella statunitense) del Mac OS si chiama “Special” ma nelle versioni localizzate cambia, ad esempio diventando “Altro” in quella italiana.
Esistono però altre varianti, interne e scherzose del menù “Special”: nelle versioni beta e preliminari del sistema operativo i programmatori di Cupertino si sono divertiti a rinominarlo “Shuswap”, (in Mac OS 7.1 beta) “Snowman” (in Mac OS 8.2 beta), “Scimitar,” “Simulcrum” (nelle beta di Mac OS 8.5) e “Spaz” (in Copland).
