I siti di Apple
Apple ha esordito su Internet con un suo sito web nel febbraio del 1987, venti anni fa.
In questo lasso di tempo la sua presenza in Rete si è fatta molteplice e articolata e sempre più rilevante per il funzionamento e le fortune dell’azienda.
Ne ha goduto la sua immagine, l’utenza (le pagine web sono strumento di informazione ed assistenza) e dal 1997, quando ha aperto il negozio online Apple Store, anche il suo fatturato.
A partire da questa settimana vi presenteremo perciò uno spazio a puntate con una lista ragionata di siti, sottositi, sezioni e servizi che ci saranno di ulteriore spunto per ripercorrere storia, curiosità, successi e anche insuccesi dell’azienda di Cupertino.
Cominciamo con una prima infornata di indirizzi noti e molto usati.
quicktime.apple.com
Ridireziona a: www.apple.com/quicktime/
Online da diversi anni, punta alla pagina di QuickTime sul sito principale. Quest’ultima conduce tra le altre cose alla sezione dei trailer cinematografici, molti dei quali hanno il loro bravo sottodominio fornito da Apple per filmato e altro materiale promozionale.
buy.apple.com
Ovvero “Where can I buy a Mac?”, “Dove posso comprare un Mac?”
Pagina con le risorse per individuare l’AppleStore o il rivenditore autorizzato Apple più vicino. È principalmente per gli U.S.A., essendo sul sito madre ma compaiono anche negozi internazionali come gli AppleStore.
developer.apple.com
Una delle sezioni più frequentate del dominio apple.com con tutte le risorse ed infomazion per sviluppatori ma anche smanettoni, nonché curiosi degli aspetti più tecnici del software e del sistema operativo.
discussions.info.apple.com
Ospita i vari forum via web di discussioni sull’hardware e software delle macchine di Cupertino, tra cui trucchi e informazioni tecniche ma anche accesi dibattiti su bug e problemi.
www.lists.apple.com
Ospita le varie mailing list ed è un buon esempio di integrazione e personalizzazione della solita paginetta del diffuso applicativo free software Mailman di cui anche Apple fa (proficuo) uso.
Il ThunderScan in Italia
L’ingegnoso sistema che sfruttava la meccanica della stampante ImageWriter e la trasformava in uno scanner a basso costo negli anni ‘80 fu disponibile anche sul mercato italiano.
Il Thunderscan realizzato da Andy Hertzfeld per la Thunderware era distribuito nella nostra penisola dalla Bits & Bytes e dalla Elcom (di cui riportiamo una pubblicità qui a fianco) già alla fine del 1985.
Secondo la guida ai prodotti riportata nel numero 19 di Applicando nel settembre dell’85 l’ingegnoso scanner costava al pubblico ben 807′120 Lire ed il suo software di gestione non era localizzato ma fornito solo nella versione inglese.
L’archivio documenti di Storie di Apple
In questa pagina sono messi a disposizione dei lettori di Storie di Apple -come testimonianza e riferimento futuro- una serie di testi, filmati e in generale documenti e materiali di particolare attualità o rilevanza storica.
Sono attualmente disponibili:
Prova su strada Macintosh
Audio tratto dalla cassetta “Prova su strada Macintosh”, localizzazione italiana di “Test Drive a Macintosh” del 1984 e scansione del foglietto accluso. Nota bene: i materiali sono e restano copyright di Apple e degli aventi diritto e sono forniti qui come documenti e in formato “degradato”, senza alcuno scopo commerciale ed esclusivamente a fini didattici e storici.
(1984, in lingua italiana, formato: MP3 bassa qualità / media qualità)
(1984, in lingua italiana, formato: JPG)
Cisco Vs. Apple
Complaint for trademark infringement, unfair competition, false description, and injury to business reputation – demand for jury trial
(2007, in lingua inglese, formato PDF)
iTunes Music Store – aprile 2003/giugno 2008
Foglio di calcolo con tutti i dati sulle vendite di brani audio nell’iTunes Store dall’apertura nell’aprile 2003 al giugno 2008. Ogni data riporta il link ai comunicati stampa online originali dell’epoca.
(2008, in lingua inglese, formato XLS, CSV, TXT)
Dal 2003 al 2008: 5 anni di Apple
Schermate usate come base per la presentazione nella prima tappa del tour di Storie di Apple tenutasi il 19 gennaio 2008 a Pescara presso Essedì.
(2008, in lingua italiana, formato Keynote, PDF, Flash, filmato interattivo QuickTime)
Think Different, Switch, Get A Mac: il mondo degli spot Apple
Schermate usate come base per la presentazione nella seconda tappa del tour di Storie di Apple tenutasi il 16 febbraio 2008 a L’Aquila presso Futura Grafica.
(2008, in lingua italiana, formato PDF e Flash)
Interview with John T. Draper – audio
Audio integrale dell’intervista a John T. Draper (meglio noto come Captain Crunch) realizzata in Italia al MOCA2008.
(2008, in lingua inglese, formato: MP3)
26 anni di mouse Apple
Schermate usate come base per la presentazione nella tappa bolognese del tour di Storie di Apple del 21 febbraio 2009 presso Tech-it.
(2009, in lingua italiana, formato Keynote, PDF)
La sottile innovazione Apple
Schermate usate come base per la presentazione al MacDay 2009 il 10 maggio 2009 a Casalecchio di Reno (BO).
(2009, in lingua italiana, formato PDF)
I Mac per rack prima dell’Xserve
L’esordio dell’Xserve non rappresenta la prima o unica volta che dei Macintosh sono stati resi disponibili in versione “rack”. Ben prima che Apple decidesse, nel 2002 di commercializzare un server facilmente inseribile nei datacenter, altre aziende fornivano già Macintosh adattati in “orizzontale”.
Due di queste rispondono ai nomi di Hardware Research e Marathon Computer e nella lista dei modelli commercializzati ci sono versioni con processori G3 e ancora prima con il PowerPC 603e e 604e.
Come nel caso di gran parte dei cloni (tra cui quelli della MaxxBoxx) questi Macintosh insoliti erano perlopiù basati su alcune schede madri fornite da Apple e nello specifico su quelle chiamate Tanzania e Tsunami, rispettivamente alla base dei Power Macintosh 4400 e 9500.
Delle due la Marathon Computer è stata probabilmente la più longeva e fortunata e si è spinta fino ad offrire versioni in rack dei G3, poi del G4 e infine dei G5 fino al dicembre 2005 quando ha chiuso i battenti. Tra le soluzioni della Marathon ce n’era anche una ingegnosa chiamata “The G-Rack” che non modificava l’aspetto esteriore del Mac ma permetteva di usarlo così com’era, con il case originale semplicemente ruotato di 90 gradi e incastrato in due supporti, in modo da essere comodamente fissato in orizzontale.

