Storie di Apple su Applicando
Ultima ma non meno prestigiosa (anzi!) rivista italiana a parlare di Storie di Apple è la storica Applicando, mensile che forse più di altri ha assistito e narrato la vita dell’azienda di Cupertino nel nostro paese.
Sul numero attualmente in edicola, il 249 targato febbraio 2007, a pagina 22 è dedicato un ampio riquadro nello spazio “community”, con lungo testo e logo bene in evidenza di Storie di Apple.
Per la segnalazione della nostra iniziativa va un grosso ringraziamente a Dario Tortora, ai colleghi e a tutta la redazione!
Page Maker, by Fininvest
Il primo distributore italiano di Page Maker per Macintosh fu la Fininvest.
Il rivoluzionario software di impaginazione chiave del nascente DTP su cui si basarono le fortune di Apple nella seconda metà degli anni ’80, fu infatti offerto dalla Italware, società appartenente al gruppo Fininvest. La Italware, capitanata dal giovane direttore marketing Alessandro Gioacchino, gestiva la rivendita e (almeno in teoria) la produzione in Italia di programmi per computer Apple.
Nata come “supporto interno alla meccanizzazione e informatizzazione del gruppo (Fininvest)”, la Italware nel 1985 si è trasformata diventando un’azienda che adattava software prima per MS-DOS e poi anche per Apple II e Mac. Per quest’ultimo la Italware distribuì anzitutto MacCash (un gestionale per la cassa) e poi nel 1986 aggiunse prodotti prestigiosi come Ensemble, l’intera linea di software Microsoft e, appunto, la primissima versione di PageMaker (di cui riportiamo la pubblicità originaria).
Immagine tratta da Applicando 24 del marzo 1986
Landon Fuller: uno smanettone al servizio della sicurezza
È da diversi anni che non lavora più a Infinite Loop 1 ma questo non gli ha impedito di rimboccarsi le maniche e diventare uno dei migliori alleati degli utenti Mac e un’spirazione per altri sviluppatori, ricercatori e smanettoni.
Stiamo parlando di Landon Fuller, con alle spalle un curriculum prestigioso in ambito Apple: per diversi anni è stato infatti membro del BSD Technology Group presso Apple, contribuendo alle “fondamenta” di Mac OS X ed al sistema di distribuzione del software di ambito Unix, Darwin Ports (poi diventato MacPorts).
Quando a inizio gennaio, dopo un ampio (forse fin troppo) battage sui media, è partita l’iniziativa “Month of Apple Bugs”, volta a pubblicare “buchi di sicurezza nel sistema operativo del Mac o in programmi di Apple che ci girano sopra”, Fuller ha deciso di provare a controbattere personalmente e a tappare i buchi ben prima dell’intervento di Apple.
Per l’intervento ufficiale di Cupertino, con un primo aggiornamento di sicurezza che sanava solo uno dei problemi ci sono infatti volute più di due settimane: nel frattempo Fuller è riuscito a fornire patch e contromisure per diversi giorni, spesso a poche ore di distanza dalla rivelazione del problema.
Ma non solo. Lo slancio dell’ex sviluppatore Apple ha stimolato la nascita di un gruppo che ha proseguito e collaborato alla realizzazione delle contromisure con il suo coordinamento. Il gruppo in futuro potrebbe trasformarsi in un “team di risposta rapida” composto da esperti per sanare in tempo quasi reale rischi di sicurezza per gli utenti Macintosh. Tra questi c’è Fuller stesso che è responsabile dell’infrastruttura di una software house e le cui postazioni Mac potrebbero beneficiare di security fix affidabili oltre che rapidi e indipendenti rispetto alle soluzioni Apple.
Immagine tratta da toxic.magnesium.net/~landonf/pictures/
Il passato Apple di Michael Robertson
Tra le reazioni all’annuncio dell’iPhone di Apple c’è stata, a metà gennaio, quella di Michael Robertson, che nella sua lucida critica svela non solo rispetto per la mela morsicata ma anche un passato targato Apple.
Definito dalla stampa come “serial enterpreneur”, Robertson è l’imprenditore californiano che da una decina d’anni vivacizza il panorama informatico con iniziative originali e coraggiose prese di posizione e una buona dose di sfacciataggine e vis polemica. A lui si devono il seminale MP3.com, la distribuzione commerciale di Linux Lindows/Linspire e sortite nel Voip con SIPPhone e Gizmo Project ma anche l’assunzione del guastatore norvegese Jon Johannsen e frequenti critiche a Cupertino, tant’è che in una conversazione dal vivo qualche anno fa a Milano affermò senza mezzi termini che “Apple is s**t!”.
Dalla lettura del suo testo “Apple Wiffs With iPhone, ‘er aPhone” si scopre però che Robertson nonostante tutto parla con rispetto ed ammirazione del Newton, del NeXT, di Steve Jobs (che in altra sede afferma di rispettare enormemente come uomo d’affari) e anche del Mac che il polemico ideatore di Mp3.com conosce molto bene in quanto ha iniziato la sua carriera proprio come “Macintosh consultant”.
Immagine tratta da www.michaelrobertson.com
