Nome in codice: Topolino

 19/03/2007 - Archiviato in: Design,Hardware,Personaggi 

Apple ADB Mouse II

Il mouse più riconoscibile della storia di Apple -e probabilmente dell’informatica sino ad oggi- porta la firma di Susanne Pierce fa parte dello stile di design “Espresso” in voga a Infinite Loop 1 nei primi anni ’90.

Noto ufficialmente come “Apple ADB Mouse II”, la rotondeggiante periferica fu messa in vendita all’inizio del 1993 ma fu ideata e raffinata tra il maggio e il dicembre 1991 ed è parte integrante di uno dei momenti più felici del design industriale Apple. Il gruppo di designer Apple dell’epoca si era concentrato sulla semplicità e familiarità delle forme, sull’impatto emotivo ma con notevole attenzione alle superfici, direttive note sotto il nome “Espresso” da una macchina da caffé italiana presente negli uffici dei designer.

Il nome in codice italiano del mouse non è un caso, come non è un caso la forma estremamente furba dell’oggetto, che racchiude i cardini di Espresso, ma è il frutto di molti mesi di lavoro e di una selezione tra ben 20 prototipi. La Pierce, che in seguito lavorò anche al Message Pad, sperimentò numerose varianti e modificò il modello scelto rendendolo il più essenziale possibile sia sotto l’aspetto estetico che quello produttivo nell’ottica di un oggetto che sarebbe divenuto “IL” mouse di Apple e prodotto in milioni di esemplari.


Mister Macintosh

 15/03/2007 - Archiviato in: Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

È un omino stilizzato con impermeabile e cappello che compare su alcune schede madri dei primi Macintosh e in rari oggetti di merchandising.

Mr. MacintoshMr. Macintosh, noto anche come “Macintosh Man” fu il frutto delle pressioni di Steve Jobs che tra il 1982 e il 1983 si convinse della necessità di un logo per il venturo Mac con un personaggio ed ideò anche una storiella su un omino “nascosto” in ogni Macintosh che ogni tanto sarebbe comparso, a sorpresa.

Prima che l’idea venisse accantonata, Jobs fece in tempo a commissionare il disegno del personaggio, un uomo con indosso l’impermeabile “Macintosh”, all’artista belga Folon che fu apposto su alcune schede logiche e spille. Jobs inoltre convinse Andy Hertzfeld a inserire un hack nel sistema operativo perché in futuro i colleghi sviluppatori Apple (e non) potessero richiamare a piacimento dalla memoria e far comparire sullo schermo l’immagine di Mr. Macintosh.

Immagine tratta da bitsavers.vt100.net


Piltdown Man: il computer che salvò Apple

 14/03/2007 - Archiviato in: Calendario,Eventi,Hardware,Novità 

Il 14 Marzo è una data da festeggiare per ogni utente Macintosh ma sopratutto per la Apple. La metà del mese segna infatti l’esordio pubblico, nel 1994, del primo Mac con processore PowerPC (il 601), il Power Mac 6100.

PM 6100 con monitorIl 6100 fu sviluppato inizialmente come versione poco ambiziosa di futuri Macintosh RISC e doveva essere un “anello di congiunzione” di questi con i processori 68k, da cui il nome in codice di ambito archeologico “Piltdown Man”.

A causa di ritardi il ciclopico progetto principale, noto come “Tesseract”, fu archiviato e il più modesto -ma funzionante- 6100 finì per diventare l’asso su cui Cupertino puntò tutte le sue fortune, anche per contrastare i PC basati sui primi Pentium. Il 6100 non tradì le aspettative e con qualche piccola modifica ed espansione e rappresentò una workstation generosa e apprezzata dagli utenti su cui, riciclando i case della linea Quadra, fu basata l’intera linea inziale di Power Macintosh che oltre a questo modello “Pizza Box” comprendeva anche i più voluminosi 7100 e 8100, l’ammiraglia di Cupertino.

Immagine tratta da www.cg.tuwien.ac.at/~schaelss/vintage/index.htm


I siti di Apple: altri servizi

 13/03/2007 - Archiviato in: Novità 

Seppure online da ormai un ventennio, Apple ha concentrato i suoi sforzi su Internet sopratutto dalla fine degli anni ’90 in poi. Cupertino ha sfruttato la Rete sempre di più ed ha spostato sul web molti dei servizi un tempo svolti attraverso canali più lenti e costosi.
Dopo quelli riservati agli addetti eccone alcuni pubblici:

iforgot.apple.com
È un utile nonché spiritoso indirizzo per chi “ha dimenticato” la propria password per accedere ai servizi online di Apple.

icona libritrain.apple.com
Sezione dedicata all’offerta di corsi sulle tecnologie e sui software di Apple. A questa risorsa si arriva anche tramite www.apple.com/training/ che però non è identico ed offre un quadro più ampio che include anche la saggistica. Interessante notare che tutto il materiale vero e proprio è in realtà ospitato su user.training.apple.com/ a cui però non si può accedere direttamente.

gemma.apple.com
Gemma sembrerebbe un mirror di developer.apple.com nota risorsa con documentazione sui prodotti e tecnologie Apple.

connect.apple.com
ADCDa qui si accede all’ADC, Apple Developer Connection, serie di affiliazioni (dal gratuito al molto costoso) per sviluppatori, programmatori e smanettoni interessati al mondo Apple con accesso ad anteprime, incontri, software ed altro ancora.

bugreport.apple.com
Ridireziona a bugreport.apple.com/cgi-bin/WebObjects/RadarWeb.woa
L’ “Apple Bug Reporter” punta direttamente ad una maschera di login come sviluppatore. Dall’url e dal suffisso reale dell’indirizzo vediamo che il servizio è realizzato, come la totalità delle pagine web di Apple, in Web Objects, tecnologia di sviluppo online ereditata da NeXT.

survey.info.apple.com
Momentaneamente vuoto ma a quanto afferma la (laconica) frase in inglese questo sotto-sito pare dedicato a sondaggi effettuati ogni tanto da Apple.

www.macsoftware.apple.com
Lista di software disponibili per Macintosh: a differenza di www.apple.com/software/ questa risorsa non si limita ai prodotti Apple ma elenca gran parte degli applicativi noti ed è particolarmente utile durante la transizione da processori PowerPC ad Intel.

starwars.apple.com/ep2/breathing/
Non possiamo infine dimenticare lo spazio dato ai trailer cinematografici in formato QuickTime, che, come nel caso di Star Wars (Guerre Stellari) si meritano un sottodominio tutto loro.



 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin