Gli scherzi di Woz – Largo allo Zaltair

 30/04/2007 - Archiviato in: Eventi,Novità,Personaggi 

Una delle burle più clamorose di Wozniak ebbe luogo alla prima “West Coast Computer Faire” nell’aprile 1977 proprio in concomitanza alla presentazione dell’Apple II.

Mike Markkula aveva fatto stampare 20’000 brochure e da questo particolare Wozniak capì che la manifestazione rappresentava una ghiotta occasione per un colossale scherzo.

ZaltairFondendo il nome del pionieristico elaboratore Altair della MITS con la moda dell’epoca di usare la lettera “Z” Woz ideò una sua personale brochure pubblicitaria per un nuovissimo e rivoluzionario (ma totalmente fittizio) computer chiamato Zaltair. La pubblicità fu infarcita di termini ridicoli come “perZonality” e “BaZic”, dichiarazioni di noti personaggi e persino confronti tecnici con altri computer tra cui quello di Apple.

Woz ideò e realizzò il volantino pubblicitario con un amico di Los Angeles e lì lo fece stampare in ben 8000 copie per non insospettire nessuno. Poi, con la compicità di Chris Espinosa e Randy Wiggington, fece circolare i volantini alla Computer Faire lasciandoli qui e lì e mischiandoli a quelli delle altre aziende. Da qui le pubblicità del fantomatico Zaltair finirono un po’ ovunque: nelle mani di Markkula e Jobs, ovviamente, in quelle di altri progettisti e produttori di computer (tra cui della MITS) e degli smanettoni che si riunivano al seminale Homebrew Computer Club.

Il clamore generato dal foglietto dello Zaltair divertì moltissimo Wozniak come anche la “caccia” a chi l’avesse realizzato dato che Woz furbescamente aveva inserito indizi e riferimenti ad altre ditte e sembrò a tutti che il buontempone fosse un collega della Processor Technology, Larry Ingram. Wozniak inoltre tenne il segreto a lungo e si svelò come l’ideatore dello Zaltair al suo amico e socio Steve Jobs solo sei anni dopo, regalandogli per un compleanno una copia incorniciata del volantino.

Immagine tratta da www.digibarn.com/collections/articles/allan-lundell/zaltair/


Quattro anni di Music Store

 28/04/2007 - Archiviato in: Calendario,Eventi 

Il 28 aprile 2003 il programma di gestione della musica digitale su Macintosh subiva una trasformazione radicale diventando un client per l’accesso al negozio di musica online iTunes Music Store.

La versione 4 di iTunes con il Music StoreNel comunicato stampa originale, come nella versione italiana si evidenziano a più riprese la facilità e semplicità del servizio, ben integrato nella versione 4 di iTunes, e la sua impostazione amichevole nei confronti dell’utente che poteva “masterizzare brani su un numero illimitato di CD [...] ascoltarli su un numero illimitato di iPod, riprodurli su fino a tre computer Macintosh® e utilizzarli in qualsiasi applicazione Mac”.

L’accesso all’iTunes Music Store inizialmente fu riservato solo a utenti Macintosh titolari di carta di credito con indirizzo di fatturazione negli USA: perché l’acquisto di musica fosse offerto anche agli utenti Windows si dovettero attendere sei mesi e ben diciotto perché arrivasse anche nella penisola italiana.

Immagine tratta da www.mytech.it


I siti di Apple: vecchie iniziative

 24/04/2007 - Archiviato in: Novità 

Concludiamo (per ora) la lunga serie dedicata ai siti web (ma non solo) di Apple con un’ultima informata di iniziative del passato e -quando possibile- gli equivalenti moderni (con indirizzi).

www.solutions.apple.com
Era il sito “Apple Marketing Solutions”. Ecco la descrizione trovata in rete: ” il server Internet per tutte le informazioni riguardanti i prodotti Apple Workgroup Server, Apple Network Server, Apple Internet Server Solution e gli altri prodotti correlati….” Oggi lo si etichetterebbe come risorsa per la clientela “enterprise”. e la cosa più simile oggi è www.apple.com/business/

Apple Multimedia Programwww.amp.apple.com
L’AMP dell’indirizzo sta per “Apple Multimedia Program” e la descrizione originaria recitava “Questo sito è il tuo accesso al multimedia per Apple Computer. Che tu sia un aspirante o attivo sviluppatore multimediale, coinvolto in ogni area del settore new media…”.

dev.info.apple.com
“Developer Services and Products”: probabile che fosse quello che oggi è il più volte menzionato developer.apple.com/. La descrizione originale recitava: “[...] informazioni fornite da Apple per aiutare a sviluppare applicazioni e soluzioni.” Il sito inoltre conteneva un “database di parti di terzi ” a cura dell’ex “mac-evangelista” Guy Kawasaki.

www.publicsource.apple.com
Ridireziona a developer.apple.com/opensource/index.html
Lo spazio “Public Source” ospitava inizialmente il software (binari e sorgenti) che Apple nella seconda metà degli anni ’90 ha iniziato a rilasciare, tra cui la prima versione di Darwin e il DriverKit.


L’era Sculley

 23/04/2007 - Archiviato in: Eventi,Personaggi 

Dopo Steve Jobs, John Sculley è il manager che più ha lasciato la sua impronta sulla storia di Apple.

Jobs e Sculley, il dinamico duoSculley è rimasto alla guida di Apple per un intero decennio dopo essere stato assunto nell’aprile del 1983 inizialmente come COO (Chief Operating Officer). La frase con cui Jobs convinse Sculley, ex manager di successo della Pepsi, a lanciarsi nell’informatica, è passata alla storia:” Vuoi vendere per il resto della tua vita acqua zuccherata o vuoi cambiare il mondo?”

Ironia della sorte è che dopo circa un anno di idillio tra i due tra l’aprile e il giugno del 1985 l’alleanza si trasformerà in uno scontro: Sculley diventerà il CEO di Apple e Jobs si dimetterà a settembre, perdente a sorpresa in un quadro aziendale per cui era divenuto personaggio scomodo perché ancora troppo impulsivo e visionario.

Anche Sculley però non ebbe vita facile e nei primi anni ’90 la fine del suo regno fu sofferta: vittima di uno plateale sgambetto da parte del rampante Michael Spindler, rivelatosi poi inadeguato come leader, le sue dimissioni furono un graduale stillicidio della sua carica e voglia di condurre Apple verso un futuro fatto non solo di Macintosh. John SculleyLo dimostra il suo caparbio supporto al progetto Newton ed all’esplorazione di dispositivi palmari, che al tempo stesso lo resero inviso a una dirigenza sempre più attenta ai guadagni immediati.

Se infatti le critiche all’operato di Sculley non mancano (una è quella di aver tradito lo spirito originario sia di Jobs che di Wozniak), è innegabile la sua mano decisa e competente nell’affermazione commerciale del Mac. Questo fu raggiunto in vari modi: anzitutto giocando la carta desktop publishing di cui Apple è stata a lungo sinonimo ma anche finalmente con l’uscita di Macintosh magari meno eleganti e compatti ma espandibili come il Mac II e di economici come l’LC e il Classic. Altrettanto lodabile è la incessante ricerca di Sculley di soluzioni per il computing personale come appunto il citato Newton o il futuristico“Knowledge Navigator”.

Immagini tratte da www.macworld.it e www.wikipedia.org



 


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