Gli scherzi di Woz – Divertirsi con la tecnologia
L’amore di Stephan Gary “Woz” Wozniak per scherzi e burle risale sin alla tenera età.
Alla Homestead High School, in quella che poi -anche per suo merito- divenne la Silicon Valley, Wozniak stampò etichette identiche a quelle ufficiali con cui rimescolò le aule per le lezioni provocando caos e confusione per ore. Peggio ancora: costruì persino una finta bomba con ticchettio incluso che causò l’evacuazione della scuola e a lui il suggerimento di sedute con uno psichiatra.
Al college Wozniak si divertì tantissimo con un generatore di interferenze televisive che riuscì ad infilare in un pennarello. Con questo aggeggio interrompeva e disturbava trasmissioni o anche lezioni (le classi numerose spesso usavano TV a circuito chiuso) divertendosi in particolare ad accendere e spegnere il congegno mentre i compagni provavano ad aggiustare l’antenna. Wozniak riattivava la visione quando i compagni erano in posizioni particolarmente ridicole o da equilibrista.
Anche quando non sono anonimi (e gran parte lo sono) gli scherzi di Wozniak puntano a scioccare o lasciare perplesse le persone, che siano amici o sconosciuti. Ad esempio un filmato del 2005 lo mostra fingere di elettrizzarsi i denti con un cavo Firewire di un Macintosh e per anni Woz ha pagato i conti con banconote da 2 dollari che strappava sul momento da blocchetti: il cofondatore di Apple infatti acquistava dal Tesoro fogli di banconote non tagliati e poi se li rilegava in blocchi e libricini.
Immagine tratta da historytech.org/i e da www.powerpage.org/
I siti di Apple: provaci ancora, Unix
È tutta dedicata al mondo Unix e Unix-like questa puntata dei siti web (scomparsi) di Apple. Sono almeno quattro risorse che ruotavano attorno ad altrettante sortite di Cupertino nel mondo Unix, sia in proprio, che fornendo servizi per la concorrenza che saltando sul fenomeno in crescita di Linux
ftp://aux.support.apple.com
L’ftp di supporto di A/UX, lo Unix sviluppato da Apple per macchine Mac con processore Motorola 68k.
www.mklinux.apple.com
MkLinux, il primo Linux per Macintosh, una collaborazione tra OSF (Open Group di Grenoble) ed Apple.
ppclinux.apple.com
PPC Linux, il secondo progetto di Linux per Mac (per l’esattezza per i modelli PowerPC) sostenuto ufficialmente da Apple.
www.mae.apple.com
Sito informativo per il Macintosh Application Environment (MAE), uno dei prodotti meno noti di Apple e trait d’union con le tecnologie Unix. Il MAE consentiva di utilizzare applicazioni Macintosh per Motorola 68K su workstation UNIX di HP e Sun.
Apple II: e in Italia?
Dai primi commenti alla nostra celebrazione dell’Apple II e del suo ruolo di “apripista” nell’informatica personale ‘o casalinga) sembra emergere un quadro italiano radicalmente diverso da quello statunitense.
Al di là di comprensibili ostacoli e ritardi temporali d’importazione sembra che in Italia l’Apple II sia stato penalizzato per il suo alto costo risultando in una diffusione limitata ed un effetto di informatizzazione trascurabile. Risultando inarrivabile al suo pubblico è stato scavalacato nel suo ruolo storico da altri prodotti, più economici e “vicini” (o percepiti come tali) come sono stati quelli di Sinclair e della Commodore.
Quello dell’Italia è uno scenario che varrebbe la pena approfondire (grazie ai vostri commenti e segnalazioni) perché pare richiamare quanto successo qualche anno dopo all’erede dell’Apple II.
Anche il “computer for the rest of us” si è infatti diffuso poco ed a fatica nella penisola ed rimasto marchiato come costoso oggetto da ricchi, nomea che permane ora che un Macintosh è alla portata di molti.
Immagine tratta da www.alfonsomartone.itb.it/jyzbyf.html
30 anni di Apple II
Trenta anni fa l’Apple II veniva presentato al mondo.
E il mondo non è stato più lo stesso. O perlomeno non lo è stata quella vasta fetta di mondo toccata dall’informatica “personale”, che si è intrufolata sempre di più nelle case e nelle vite delle persone comuni, grazie alla seconda creatura del duo Wozniak/Jobs.
Era il 16 aprile 1977 quando alla prima “West Coast Computer Faire”, manifestazione californiana della nascente industria basata sul silicio, un insolitamente elegante Steven P. Jobs introduceva i visitatori alla nuova meraviglia dell’azienda: l’Apple II.
Nello stand di Apple, vicino a un proiettore gigantesco e sotto il nuovo logo con la mela multicolore ideato da Rob Janoff, l’impettito Jobs metteva a frutto le sue capacità e decantava le molteplici meraviglie del nuovo computer mentre il mentore Mike Markkula stringeva accordi commerciali.
L’Apple II rappresentava sotto vari punti di vista un salto notevole rispetto al primo pionieristico Apple I. Il nuovo hardware ideato da Wozniak e realizzato con i suoi collaboratori (tra cui Randy Wiggington) offriva al grande pubblico un elaboratore con grafica a colori ad un prezzo sino ad allora impensabile.
Ma oltre all’aspetto tecnologico c’era anche quello commerciale e demografico.
L’elettronica di Apple non era più venduta così com’era, nuda e cruda e affidata al lavoro addizionale di entusiastici e competenti hobbysti ma proposta in una forma subito utilizzabile dalla massa: l’Apple II aveva un alimentatore ed una tastiera incorporata ed era racchiuso in un elegante case dall’aspetto professionale.
Il case, voluto fortemente da Jobs, valorizzava il geniale lavoro di Wozniak e fu parte del successo del’Apple II che conquistò rivenditori e stampa prima e (tanti) utenti poi per più di un un decennio.
Immagini tratte da techrepublic.com e dalla gallery storica di Tom Munnecke
