I siti di Apple: ricerca e formazione
Una componente importante delle attività di Apple sin dai primi anni ’80 è da sempre il lavoro di ricerca e la collaborazione con centri di formazione, sia come clienti che come partner in progetti e sviluppo di nuove tecnologie. Questa tradizione si è riflettuta anche sul web. Eccone qualche esempio degli anni scorsi:
cybertech.apple.com
Dietro a questo indirizzo c’era un tempo l’entità “Apple CyberTech Development group”, una risorsa per sviluppatori.
www.atg.apple.com
ATG stava per “Advanced Technology Group ” e lo scopo era “fornire alle divisioni di Apple Computer le Tecnologie Avanzate per mantenere la sua innovazione e differenziazione”.
edview.apple.com
Faceva riferimento all’iniziativa ALI (Apple Learning Interchange) di cui abbiamo parlato in “members only”.
www.education.apple.com e
hed.info.apple.com
Il primo era il sito “Apple Education Worldwide” mentre il secondo era un “campus virtuale” (“HED” è un acronimo che stava per “Higher EDucation”) con risorse fornite da Apple e rivolte a studenti, insegnanti e addetti delle facoltà. L’incarnazione attuale di HED è presso un altro url, www.apple.com/education/hed/students/ a cui si arriva esplorando la sezione /education dell’attuale sito Apple
sk8.research.apple.com/SK8
SK8 era dedicato ad un fantomatico “multimedia programming environment” tra la fine anni 80 e inizio 90 scritto in Macintosh Common Lisp e connesso con l’ambiente di programmazione Dylan.
www.cambridge.apple.com
Apple Cambridge (non è chiaro se collaborazione con l’università o semplice richiamo al nome e alla sua valenza) forniva “informazioni su Dylan, il nuovo linguaggio dinamico di Apple Computer”. Un url correlato era quello ftp, ftp.cambridge.apple.com/pub/ dove erano disponibili oltre al succitato Dylan, c’erano il “Macintosh Common LISP, Voodoo Monkey” e altri strumenti per sviluppatori.
Gli scherzi di Woz
Aprile è il mese degli scherzi e non è un caso che la prima incarnazione di Apple sia nata proprio nella giornata dei “pesci” o che in questi lunghi 30 giorni si festeggino diverse ricorrenze importanti.
Seppure Steve Jobs sia indubbiamente originale ed iimprevedibile, lo spirito scherzoso e irriverente di Apple si deve sopratutto all’altro cofondatore dell’azienda, Steven Wozniak, noto anche come “Woz”.
La sua carica e genialità irruenta accoppiata ad una capacità rara di manipolare la tecnologia (da vero hacker) non si è espressa solo nei primi innovativi e seminali prodotti come l’Apple I e II ma anche in una vita tutta a modo suo, piena di giochi, beffe e miriadi di scherzi ad amici, collaboratori e sconosciuti (tra cui alla futura moglie).
Visto l’interesse dimostrato verso Wozniak dai lettori di Storie di Apple nel sondaggio di qualche settimana fa sfruttiamo l’occasione di aprile per dare il via una serie di articoli sul geniale progettista a cui devono così tanto Infinite Loop e tutta l’industria dei PC (o degli “home computer”, come si chiamavano un tempo).
L’obiettivo? Capire meglio questo personaggio e di riflesso la Apple di allora ma anche solo e semplicemente divertirci. Proprio come piacerebbe a “Woz”.
Immagine tratta da www.oreillynet.com
Due regali tutti da aprire
Non fu sicuramente una mossa banale o prevedibile quella che portò nel 2000, l’azienda “chiusa” per eccellenza, Apple, a rilasciare tecnologia ed addirittura la base del suo sistema operativo.
Per gli annali di Cupertino il 5 aprile di sette anni fa rappresenta un punto di svolta con cui Apple confermava il nuovo corso e iniziava un esperimento che la porterà, tra alti e bassi, ad interagire con il mondo e le comunità del software “open”, offrendo sia Darwin 1.0 che un aggiornato Darwin Streaming Server.
Avendo basato il suo nuovo OS sulle tecnologie e filosofie NeXT, Apple si trovava ad avere messo le mani sul patrimonio di BSD generando una variante.
Seppure non costretta dalla licenza molto permissiva di quest’ultimo, l’azienda aveva deciso di tentare sviluppatori e smanettoni iniziando a rilasciare in forma di codice sorgente, sia per PPC che Intel, l’humus di Mac OS X in forma a sé stante, arricchendo al contempo il “bestiario” dei sistemi Unix-like con una nuova creatura (un ornitorinco, per la cronaca).
L’altro oggetto rilasciato in dono era una versione server, la prima di una lunga serie, open source del software di streaming per QuickTime, con cui l’azienda sperava, in un misto di furbizia e previdenza, di espandere ulteriormente la diffusione della sua soluzione audio/video. Sopratutto nel campo dei server era necessario aprirsi al futuro e provare a invadere anche altri campi: il software di streaming era perciò disponibile anche per Windows NT che nelle dichiarazioni di Philip Schiller si aggiungeva a piattaforme come FreeBSD, Linux e Solaris.
I siti di Apple: tecnologie scomparse
Proseguiamo la lista di siti di Apple o collegati direttamente all’azienda con indirizzi e nomi cui si fa menzione in rete qui e lì.
Ecco alcuni esempi ormai consegnati alla storia ma che hanno alle spalle un passato glorioso o promettevano di rivoluzionare il futuro dell’azienda e anche dell’informatica:
www.opendoc.apple.com
OpenDoc: chi era costui? Un altro colpo purtroppo mai andato a segno di Apple…
cyberdog.apple.com
Sito dedicato al (primo) browser di Apple, Cyberdog, e che con OpenDoc di cui era una filiazione, condivide l’oblio anche sul web.
qtvr.quicktime.apple.com
Era il sito dedicato a QuickTime VR, tecnologia ideata per la realtà virtuale ancora molto usata, ma per creare paesaggi e visioni panoramiche e a 360 di prodotti. Questo nonostante l’apatia di Apple che non ha una linea di prodotti aggiornata per l’attuale sistema operativo ma solo qualche strumento ben nascosto tra le pagine web per gli sviluppatori.
amt.apple.com
AMT sono le iniziali di Apple Media Tool, un sistema di assemblaggio e pubblicazione interattiva multimediale concorrente di Director della Macromedia.
chrp.apple.com
Era lo spazio curato da Apple sul progetto CHRP (Common Reference Hardware Platform), ideato in combutta con IBM e Motorola e legato al progetto dei processori PowerPC. Dopo il clamore dell’epoca non si è parlato più molto di questa tecnologia, abbandonata come il sito che le era stato dedicato.
