Un punto di rottura chiamato Mac OS 8
L’ottava release del Mac OS, nome in codice “tempo”, fu rilasciata nel luglio del 1997 e costituisce un punto di non ritorno nella storia di Apple.
Almeno due sono gli aspetti di rottura.
Anzitutto il Mac OS 8 era di un sistema operativo sviluppato e rivolto principalmente (e finalmente) ai Macintosh PowerPC ed è stato il canto del cigno per gli ultimi modelli con processore Motorola 68k. Sia l’8 che l’aggiornamento rilasciato dopo poco a 8.1 supportavano ufficialmente solo il 68040 ed erano preclusi ai computer con CPU 68000, 68020 e anche al 68030 (che si poteva abilitare all’uso del Mac OS 8 grazie all’utility Born Again.
Il secondo aspetto è legato al numero di versione: il nuovo sistema operativo era stato pensato e progettato originariamento come Mac OS 7.7 ed era (anche nell’aspetto, nonostante le modifiche al tema grafico) un figlio del “System 7″.
Ma così come Apple aveva rinominato il System in Mac OS per gestire il mercato dei cloni Macintosh, allo stesso l’azienda sfruttò la terminologia per porvi fine.
L’accordo tra Cupertino e i produttori indipendenti di Mac era basato sulla licenza del Mac OS nella sua versione 7. Con il cambio di numerazione a 8 l’accordo veniva meno ed Apple poteva rinegoziare i termini con i licenziatari, che non stavano aiutando la diffusione dei Mac ma piuttosto erodendo le quote della casa madre.
Immagini tratte da ifaq.wap.org e guides.macrumors.com
Gli scherzi di Woz – Macchine che passione
Tra le passioni di Steve Wozniak dopo c’è quella per le automobili.
E come per telefoni e tecnologia anche per le auto Woz prova un misto di interesse, curiosità e feticismo.
Negli anni ‘80 Woz ha fatto da testimonial la Datsun: in uno spot televisivo lo si vedeva sedersi compiaciuto alla guida della avanzata 280ZX, ha comprato (e poi regalato a un amico) la Porsche 924 e poi la 928 e attualmente possiede due veicoli decisamente agli antipodi come il mostruoso super-SUV Hummer H2 e la ibrida Toyota Prius, che secondo il cofondatore di Apple “si annullano a vicenda come impatto sull’ambiente”.
È perciò naturale conseguenza che alcuni degli scherzi di Wozniak vedano coinvolte le automobili.
Se da un lato si era divertito a denunciare sotto falso nome il suo amico Steve Jobs per aver parcheggiato nel posto per i idsabili, dall’altro Woz è arrivato a infrangere la legge. Qualche tempo fa, insieme al figlio, ha usato sull’autostrada dei puntatori laser (di cui è appassionato) rossi e blu simulando negli specchietti delle altre macchine la sirena della polizia e farsi così strada sulla corsia di sorpasso.
Meno rischioso ma forse ancora più divertente è stato lo scherzo che Woz tentò di tirare a Bill Gates e che solo per un pelo non andò in porto.
Wozniak qualche anno fa accompagnò in macchina Tandy Troweler, impiegato di lunga data di Microsoft e amico intimo di Gates. All’aereoporto, con la complicità di un amico in macchina, Wozniak finse un incidente durante il parcheggio e Troweler offrì di coprire le spese di riparazione e disse di mandare il conto (Bill) a Bill (Gates)”. Woz lo prese di parola fece recapitare dall’amico un finto conto gonfiato fino a ben 2400 dollari a Gates che però subodorò l’inganno chiedendo se si trattava di un tiro di Wozniak. Alla conferma il fondatore di Microsoft sembra sia scoppiato a ridere e abbia chiesto di poter tenere il conto per incorniciarlo.
Immagini tratte dal filmato promozionale per la Datsun e da Joy of Tech.
Le magie di Emagic
Risale al primo luglio 2002 l’acquisizione della software house tedesca Emagic da parte di Apple.
Fondata nell’autunno del 1992 ad Amburgo, in Germania, da Gerhard Lengeling, Chris Adam e Sven Junge, già autori del primo programma in assoluto di sequencing, Notator, sviluppato per la piattaforma Atari, la Emagic si è imposta a livello internazionale con il suo Logic Audio, uno dei software più usati in studio dai professionisti dell’audio, adottato più di 200.000 musicisti tra cui nomi di altissimo profilo quali Jean Michel Jarrè, Chick Corea, Herbie Hancock e David Torn.
Nello stringato comunicato stampa dell’epoca si annunciava che a partire dal settembre 2002 sarebbe stata interrotta la disponibilità di versioni per Windows, decisione basata anche sul dato che i “prodotti per Macintosh rappresentano più del 65% delle entrate di Emagic”.
Ma Apple non si è limitata semplicemente a proseguire lo sviluppo e la commercializzazione di Logic Audio: lo ha usato come base per un’offerta completa, con il rilascio nel 2003 di un software di sonorizzazione e composizione basata su sample, Soundtrack e nel 2004 di una versione sempre professionale ma più abbordabile, Logic Express.
Ma con le risorse acquisite ha completato anche la dotazione di base del Macintosh, secondo le direttive di Steve Jobs che lo aveva immaginato e proposto come un digital hub a cui collegare dispositivi e apparecchiature digitali di nuova generazione.
All’epoca dell’acquisizione si era fatto notare come a partire dal 1999 agli utenti della mela mordicchiata fossero stati forniti gratuitamente programmi “consumer” per l’ascolto di musica, iTunes, la gestione delle foto digitali iPhoto, la creazione di filmati (iMovie) nonché l’esportazione su Dvd (iDvd).
Fu necessario aspettare un po’ ma a questi software si aggiunse, nel gennaio del 2004, anche GarageBand, programma di base per la registrazione e composizione multitraccia su Mac, ultimo tassello dell’inglobamento di Emagic.
Immagini tratte da www.chickcorea.com e www.mytech.it
