iSync: l’inizio di qualcosa di grande
Il 30 settembre del 2002 Apple rilasciò un nuovo software, chiamato iSync.
iSync, che fu annunciato in una versione “beta” alla manifestazione MacWorld a New York, permetteva la sincronizzazione di dati quali rubrica contatti e agenda (Address Book e iCal) tra i Mac (ma solo con il servizio .Mac) e con cellulari, dispositivi Palm e iPod. La lista iniziale era molto striminzita e includeva quattro telefoni con Bluetooth di Sony Ericsson (T68i, T68, T39, R520), qualsiasi iPod (con versione 1.2 del software iPod) e i device Palm o Handspring sincronizzabili con con HotSync 3.0 e Palm Desktop 4.0 o superiore.
All’epoca Steve Jobs presentò l’utility iSync, poi inclusa nel sistema operativo Mac OS X, come l’inizio di qualcosa di davvero grande, frase che nel comunicato italiano fu tradotto con l’ancora più enfatico “l’inizio di una svolta di dimensioni titaniche”. Si trattava di un’affermazione che più di quattro anni dopo, in seguito all’annuncio dell’iPhone, assunse un significato all’epoca impensabile, forse anche per l’azienda stessa.
Immagini tratte dal sito web di Apple
Apple e il ‘Think Different’
Il 29 settembre del 1997 Apple lanciò una nuova campagna promozionale tramite video, stampa e cartelloni.
Si intitolava “Think Different”, concetto che fu inizialmente declinato in due spot televisivi da un minuto e 30 secondi sulla rete televisiva statunitense NBC.
Nel video si mostrava una sequenza di celebri personaggi storici dalla forte personalità a cui era abbinata la voce fuori campo dell’attore Richard Dreyfus che recitava il seguente testo:
“Here’s to the crazy ones. The misfits, the rebels, the troublemakers. The round pegs in the square holes, the ones who see things differently. They’re not fond of rules and they have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify or vilify them. About the only thing you can’t do is ignore them. Because they change things, they push the human race forward. And while some may see them as the crazy ones, we see genius, because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.”
Lo spot fu tradotto e trasmesso anche in Italia (dove era recitato da Dario Fo) con il seguente testo:
Questo film lo dedichiamo ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, spece i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno portebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero.
La campagna “Think Different” fu uno dei primi provvedimenti intrapresi da Steve Jobs per risollevare l’immagine dell’azienda, che negli anni precedenti si era offuscata. In una lettera agli impiegati dell’azienda da lui cofondata, Jobs spiegò la filosofia dietro la campagna tra cui il fatto che non era pensata per promuovere prodotti ma in generale il marchio Apple.
Joyeux anniversaire, Bonjour!
Nata inizialmente come Rendezvous e successivamente rinominata in Bonjour, è una delle tecnologie Apple più utili e al tempo stesso meno note. Essa consente di creare reti di computer (e periferiche) in maniera trasparente e autonoma grazie ad un sistema che rileva automaticamente i servizi che ogni device di rete mette a disposizione degli altri.
Bonjour è usato da Mac OS X per rilevare stampanti di rete o file server ma anche da vari software come iTunes o iPhoto nella ricerca di musica o fotografie condivise e iChat per “vedere” altri utenti locali.
Lanciata nel settembre del 2002 e co-ideata da Stuart Cheshire, la tecnologia in realtà affonda le sue radici nella fine degli anni ’90 e nei servizi di networking disponibili in Mac OS 9. Ancora più interessante è che Rendezvous/Bonjour è, come per Firewire, una semplice denominazione made in Cupertino di uno standard aperto, in questo caso noto con il nome generico IETF di Zero Conf (che sta per zero configuration).
In questi anni Apple vi ha investito diverse risorse e sforzi: nel charte di Zero Conf siede Cheshire per Apple e inoltre sono state rilasciate sia le specifiche di Bonjour che vari esempi e software, tra cui versioni per Windows.
Il cambio di nome da Rendezvous a Bonjour (entrambi di derivazione francese, mania di Steve Jobs) è avvenuto nel 2004, ufficialmente con la versione 10.4 di Mac OS X in seguito a un azione legale: il termine era già utilizzato da una azienda produttrice di software con cui Apple raggiunse un accordo senza procedere in tribunale.
I sopravvissuti di Pink. Anzi, di Clyde.
Pink era il nome in codice di un ambizioso quanto sfortunato progetto (uno dei tanti) di riscrittura del sistema operativo dei Macintosh.
Nella fase iniziale lo sviluppo di Pink fu avviato in una sede distaccata e lontana ben sette miglia dal campus Apple. Questa era nota come “Clyde”, per la tradizione dell’azienda di chiamare le sedi con il nome della strada in cui erano situate (un altro esempio era Bandley, da Bandley Drive).
Quando gli sviluppatori di Pink fecero il loro ritorno al campus Apple durante uno dei tanti riassestamenti e cambi di direzione, realizzarono una sarcastica maglietta commemorativa da post-catastrofe in cui, giusto per mantenere il clima di segretezza attorno al progetto, si autodefinirono come i “sopravvissuti di Clyde”.
