Rapsodia di una migrazione: da OpenSTEP a Rhapsody
Il rilascio nell’autunno del 1997 di Rhapsody rappresenta un importante passo intermedio verso il sistema operativo poi noto come Mac OS X.
In realtà i confini tra il sistema operativo offerto da NeXT e ciò che Apple avrebbe poi proposto nel 2001 a tutta la sua utenza sono molto sfocati. C’è addirittura chi, come Eryk Vershen, non vede differenze sostanziali tra Rhapsody e Mac OS X dato che il “core OS è in entrambi i casi un misto di [kernel] Mach e BSD”.
Il lavoro per il nuovo Mac OS prese il via dalla collaborazione degli ingegneri NeXT con il team (Mk)Linux di Apple per realizzare il porting su hardware PowerPC di una versione di OpenStep interna e mai rilasciata commercialmente. Le Developer Release di Rhapsody e poi le due versioni di Mac OS X Server hanno infatti anche una numerazione secondaria non ufficiale che di fatto si interseca e prosegue quella di OpenSTEP interrotta con la 4.x da cui si passa alla 5 (Rhapsody DR1) arrivando sino alla 5.6 (Mac OS X Server 1.2).
Rapsodia di una migrazione
Il 13 ottobre del 1997 Apple annunciava la disponibilità della prima versione per sviluppatori del suo nuovo sistema operativo, Rhapsody dopo averne mostrato le (prime) meraviglie il mese precedente alla consueta manifestazione WWDC (WorldWide Developer’s Conference).
Rhapsody DR1 (abbreviazione che sta per Developer Release 1) arrivò solo sette mesi dopo l’acquisizione e fusione di Apple con NeXT sul cui sistema operativo si basava.
Il futuro del Mac OS fu distribuito a 10’000 sviluppatori in un’anteprima più unica che rara: si trattava dell’offerta di un sistema operativo distinto per i server e le aziende mentre il mercato consumer sarebbe stato servito da quel Mac OS 8 rilasciato pochi mesi prima e che includeva i rimasugli utilizzabili della precedente ed abbandonata strategia di Cupertino, Copland.

Avie Tevanian, responsabile del Software Engineering di Apple (e architetto capo del NextStep e OpenStep) all’epoca sottolineò in alcune dichiarazioni i tempi estremamente ridotti della consegna della versione preliminare e la potenza di Rhapsody come ambiente di sviluppo per nuovi software nelle aziende e nel settore della formazione.
L’uso della DR1 richiedeva uno dei seguenti modelli di Power Macintosh con bus PCI: 8500, 8600, 9500 and 9600. Nei mesi successivi sarebbero state rilasciata altre versioni preliminari con supporto per altri tipi di Macintosh e sopratutto per PC con processori x86 nonché per Windows del solo ambiente di sviluppo Yellow Box da cui deriva l’attuale Cocoa.
Buon compleanno, Mac Classic!
Può succedere che improvvisamente una sera (praticamente di notte, erano le 24 passate) venga voglia di scoprire se quel vecchio Macintosh Classic ricevuto diversi mesi prima funzioni davvero.
E finire col passare alcune ore ad attrezzare una retropostazione in tutta regola composta da un Mac Classic con 4 MB di Ram, disco da (ben) 40 MB, tastiera ADB Apple Keyboard II (con tastierino numerico ma per il resto minimale, quasi in linea con i dettami di Steve Jobs), mouse ADB II (Topolino) e ben due floppy drive esterni Apple 800 Kb perfettamente funzionanti (ma da usare uno alla volta) nonché una periferica SCSI Syquest non supportata perché “troppo recente” (è del 1993). E può succedere anche di stupirsi e divertirsi a vederlo partire senza battere ciglio, avviarsi dall’hard disc, poi dal floppy e infine persino dalla ROM interna (una funzione poco nota ed esclusiva di questo modello) con tre diverse versioni del sistema operativo, sempre pronto all’uso nonostante gli anni passati.
E poi, più tardi ormai quasi verso la fine della giornata può capitare di scoprire, come spesso succede cercando tutt’altro, di aver probabilmente festeggiato in maniera degna il compleanno di questo piccolo grande computer.
Il Macintosh Classic è infatti stato lanciato sul mercato da Apple nel 1990 proprio in questi giorni, il 10 ottobre (o era il 15?) ben diciassette anni fa.
Che dire se non… buon compleanno, Mac Classic! :)
Ringrazio fperale per il piccolo grande regalo.
Immagini tratte dalla scheda su Wikipedia e dalle foto su Flickr di retromaccast
