2002: l’ultimo Titanium
Introdotto nella prima settimana del novembre 2002 e noto con i nomi in codice Antimony e P88, il Powerbook Ti 15″ con cpu G4 1 Ghz/867 Mhz (la Ti sta per “Titanio”) vanta numerose caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere.
Anzitutto quelle tecniche: fu reso disponibile da Apple in due configurazioni, una base a 867 MHz e l’altra che infrangeva la barriera del GigaHertz e che al tempo stesso montava anche una scheda video con 64MB di Ram ed il primo Superdrive su un PowerBook.
Proposto negli USA a prezzi da 2299 a 2999 dollari che secondo Apple History era “il prezzo più basso mai visto per PowerBook G4 di fascia alta”.
Poi il materiale: il Ti 15″ 867MHz/1GHz rimase sul mercato sino al settembre dell’anno successivo quando fu sostituito dal primo Powerbook 15″ in alluminio, che si univa ai due apripista, il minimale 12″ e l’enorme 17″.
Oltre a queste c’è un’altra caratteristica peculiare di questo modello è che è l’ultimo portatile prodotto a Cupertino su cui è possibile partire con il “vecchio” Mac OS. Alla voce sistema operativo minimo si legge infatt Mac OS 9.2.2, che si affiancava al Mac OS X (dal 10.2) in quello che è a tutti gli effetti l’ultimo PowerBook dual boot, trait d’union tra vecchia e nuova Apple.
Tra i motivi ulteriori che lo fanno archiviare tra gli “ultimi” c’è infine l’inclusione (per poco) come computer supportato dalla sesta versione di Mac OS X. La 10.5 (Leopard) pone infatti come requisiti minimi (arbitrari e discutibili, ma comunque da tenere in considerazione) nei G4 la frequenza di clock di 867MHz.
Message Pad 2100: l’ultimo dei Newton
Novembre 1997 (10 anni fa) veniva messo in vendita l’ultimo dei modelli del palmare Newton. Noto anche con il nome in codice “Q” il Newton 2100 era l’evoluzione del precedente 2000 ma con maggiore quantità di RAM (il quadruplo) e la nuova versione del sistema operativo, il Newton OS 2.1 (invece del 2.0): fu annunciato alla fine di ottobre e poi messo reso disponibile in novembre al prezzo di 1000 dollari mentre per 199 era disponibile un upgrade di memoria e sistema per il 2000.
Il 2100 ha sofferto della estrema confusione imperante all’epoca in Apple e dell’indecisione sulla strategia da seguire per i suoi rivoluzionari ma poco fortunati PDA.
A maggio del 1997 un comunicato dava per certa la separazione tra i Macintosh e i Newton con la formazione della Newton Inc, un’apposita e nuova azienda dedicata a questi ultimi.
La decisione fu però revocata da Steve Jobs nel corso dello stesso anno e Apple si “riprese” i palmari. Il davanti del 2100 riflette la situazione di indecisione: realizzato dalla Sharp ospitava già le scritte e i marchi Newton e Newton Inc. e vide l’aggiunta in maniera frettolosa ed approssimativa anche di una mela mordicchiata di Cupertino.
Il futuro dell’ultimo erede dei palmari voluti da Sculley e e resi realtà grazie agli sforzi Sakoman e Capps era però tutt’altro che al sicuro nella Apple del redivivo Jobs: pochi mesi dopo l’uscita, nel febbraio del 2008, l’azienda decise di dismettere il 2100 come l’eMate 300 e di archiviare definitivamente tutta la costosa avventura Newton.
Immagini tratte da www.apple-history.com e dalla copia su Archive.org del sito Apple
25 anni di attenzioni
Il servizio Apple Care compie un quarto di secolo.
Fu infatti nel novembre del 1982 che Apple annunciò l’offerta di un servizio di garanzia estesa a pagamento.
AppleCare originariamente fu lanciata per Apple II (ed accessori) ma nel corso di questi anni ha coperto varie famiglie di prodotti e periferiche come quella Macintosh e, dal 2001 in poi, anche l’iPod nelle sue varie incarnazioni.
