Jobs, NeXT e il portatile IBM
Nei primi mesi del suo ritorno in Apple, Steve Jobs non usava un Macintosh ma un computer di IBM.
Si trattava di un portatile Thinkpad su cui girava quella che sarebbe divenuta la base di Mac OS X, OPENSTEP, una combinazione che il cofondatore dell’azienda preferiva al Mac OS ed ai PowerBook dell’epoca perlomeno sino all’uscita dei Wallstreet, che aumentarono nettamente la risoluzione disponibile sino a 1024×768 pixel.
In particolare il Thinkpad venne usato da Jobs per la sua storica presentazione al Macworld a Boston nel 1997 in cui, seppure non ancora amministratore, mostrò i primi profondi cambiamenti che stava apportando all’azienda.
Ci sono poi indizi dell’utilizzo di strumenti non Apple da parte di Jobs almeno sino al 2001, data a cui risalgono messaggi di posta elettronica in merito agli affari della Pixar che sono stati spediti dal client Mail 4.2 sotto ambiente OPENSTEP.
Da Marc Driftmeyer parte del team che seguì Jobs in Apple, ci arriva un altro particolare interessante: lo stesso Thinkpad venne usato anche dal capo dello sviluppo Avie Tevanian per una presentazione all’allora amministratore delegato Gil Amelio, l’uomo responsabile del ritorno di Jobs.
Sul portatile in oggetto pare ci fosse ‘Telfon’ (?), nome in codice di una versione modificata ma mai rilasciata di OPENSTEP, probabilmente uno degli anelli di congiunzione tra gli OS di NeXT e Rhapsody forse proprio il prototipo a cui aveva lavorato freneticamente, tra gli altri, Eryk Vershen.
Immaginei tratte da www.romain-moisescot.com/steve e da www.2dayblog.com
Appuntamento a L’Aquila (e i materiali di Pescara)
Visto che la data si avvicina ricordiamo ai lettori che il prossimo sabato 16 febbraio 2008 alle ore 17:30 ci sarà la seconda tappa del tour di Storie di Apple in cui si parlerà della storia degli spot pubblicitari “made in Cupertino”.
Vedremo e parleremo di alcuni filmati noti e meno noti delineando le “serie” e le tematiche su cui dagli anni ’80 ad oggi ha puntato l’azienda, spesso riscuotendo un successo o un’eco paragonabile a quella dei suoi computer e prodotti.
La sede è Futura Grafica a L’Aquila (in Via San Flaviano 38) che per l’occasione ha deciso di voler accogliere i partecipanti all’incontro con uno sconto speciale del 5% su tutti i prodotti in vendita.
Colgo anche l’occasione per segnalare che nell’archivio documenti è disponibile il materiale illustrativo usato nella prima tappa, durante la presentazione tenuta il 19 gennaio a Pescara presso Essedì.
La sequenza di schermate, ovviamente priva di tutto l’intervento a voce, è stata realizzata con Keynote ma è scaricabile e visualizzabile anche in altri formati, tra cui PDF e Flash.
p.s. Dopo la presentazione a L’Aquila si andrà a cena insieme al proprietario ed acuni amici dell’ABMUG. Chi vorrà unirsi sarà il benvenuto.
Codice e… ironia
L’umorismo degli sviluppatori e addetti alla documentazione in Apple non è limitato alle guide e note tecniche online ma ha fatto capolino anche sui supporti distribuiti a chi era isciritto ai Developer Programs.
Ecco di seguito tre release in CD-ROM dei primi anni ’90, tutte basate su citazioni, doppi sensi e giochi di parole:

Il riferimento di questo disco (invernale) è al libro di John Steinbeck, “The Winter of Our Discontent” “Riccardo III” di Shakespeare.

Titolo ed illustrazione citano il celeberrimo libro di Verne, anche grazie all’assonanza in inglese di “Sea” con la pronuncia di “CD”.

Sulla superficie del disco si legge “A ROM with a View” con riferimento al titolo del classico britannico noto in italiano come “Camera con vista”
Il lungo addio al G3
È durato dal novembre 1997 all’ottobre del 2003 il “regno” del processore G3. Noto agli addetti come PowerPC 740 e 750 (e relative varianti) fu prodotto prima da Motorola e poi da IBM e ha accompagnato l’utenza Apple, a guardare le date, esattamente per sei anni.
Grazie alla sua potenza, “Arthur” (questo era il suo nome in fase di sviluppo) diede una spinta notevole alle potenzialità grafiche prima e di videoediting poi dei Macintosh divenendo anche protagonista di alcuni spot in cui era mostrato surclassare il Pentium II di Intel.
Anche se commercialmente archiviato da Cupertino con l’uscita dell’iBook G4 a 900 MHz, il G3 è rimasto supportato dall’azienda per diversi anni. Oltre ai circa due anni di assistenza e ricambio (dovuti anche ai piani di assistenza AppleCare) ci sono i quattro anni del sistema operativo. Fu infatti solo nell’ottobre 2007, col rilascio di Mac OS X 10.5, Leopard, che il G3 venne definitivamente[1] archiviato e consegnato alla storia.
[1] Nelle fasi iniziali dello sviluppo di Leopard il G3 era supportato, come dimostrano alcuni utenti avventurosi che sono riusciti a far funzionare, seppure con alcuni problemi, le developer release sui Mac con questa architettura.
Immagine tratta da Wikimedia.org
