Sulle ali di Microsoft

 18/03/2008 - Archiviato in: Lo sapevate che..., Software

Quando si volge lo sguardo alla metà degli anni ‘80 e si esamina il rapporto tra Apple e Microsoft la tendenza è di concentrarsi sui presunti debiti e sui mitici contrasti tra le due in merito all’interfaccia grafica. Chi si stupisce come mai a Bill Gates sia stato concesso, da Jobs e dai suoi, un accesso così straordinario e significativo alle idee e alla tecnologia del Macintosh, deve sostituire al punto di vista attuale quello della seconda metà degli anni ‘80.

Il supporto ed il tempismo dei produttori di software era fondamentale per il successo del neonato Macintosh e Microsoft, già uno dei colossi del mercato non lesinò risorse ed investimenti. Se il pensiero comunemente va a Excel ed a Word in realtà da Redmond originò una selezione di software estremamente ricca e variegata.

Microsoft orchestra Mac- Marzo 1986

Come si può constatare da una pubblicità del 1986 Microsoft offriva un ampio ventaglio di soluzioni anche in Italia dando la possibilità al Mac di dispiegare le sue giovani (e grafiche) ali nei cruciali ambiti office e dello sviluppo software. Quindi linguaggi agli opposti come complessità e potenzialità quali il Basic e il Fortran ma anche prodotti per i database come il misconosciuto File (che venne surclassato sul mercato da FileMaker) e la curiosa (e in apparente conflitto) triade di Multiplan, Chart ed Excel.

Quest’ultimo, proposto come “soluzione globale”, esordì sul Macintosh nel 1985, due anni prima della versione per MS-DOS e decisamente . Degno di nota è però che Excel fu preceduto nel 1984 da Multiplan. Quest’ultimo, seppure sprovvisto di strumenti per grafici per cui esisteva e veniva proposto Chart, insieme al Basic fu tra i primi software per Mac ed in assoluto il primo foglio di calcolo per il “computer for the rest of us”.


La causa a Microsoft

 17/03/2008 - Archiviato in: Novità

Il 17 marzo del 1988 Apple intentò una causa contro Microsoft e Hewlett-Packard.
Oggetto principale del contendere era l’interfaccia grafica di Windows e la sua imitazione dei capisaldi introdotti con il Lisa e poi diffusi con il Macintosh.

Apple e Microsoft: insiemeL’azienda di Cupertino chiedeva all’epoca 5 miliardi e mezzo di dollari per danni ma non aveva fatto i conti con un accordo di tre anni prima. Nel novembre del 1985 c’era stato un primo contrasto legale dopo l’uscita di Windows 1.0, ma quando Gates minacciò di interrompere lo sviluppo di software per Macintosh, l’amministratore delegato John Sculley aveva concesso a Microsoft il diritto di usare alcuni elementi dell’interfaccia utente del Mac.

Su questo elemento si basò la difesa con il risultato fu che nel settembre del 1994 il tribunale si pronunciò in favore dell’azienda di Redmond (e la faccenda fu definitivamente archiviata nel 1997). Apple, ormai ai minimi storici come presenza sul mercato, si ritrovò con un nulla di fatto e 10 milioni di dollari di spese legali da pagare.


Apple Design – The Work of The Apple IDG

 13/03/2008 - Archiviato in: Design, Hardware, Letture, Personaggi

“Apple Design – The Work of The Apple Industrial Design Group”
Autore: Paul Kunkel (testo) e Rick English (fotografie)
Editore: Graphis Inc.
Altre informazioni: 288 pp di grandi dimensioni – lingua: inglese

Apple Design - scorcio di copertinaCamuffato dietro l’aspetto (ed il costo) di un libro per addetti ai lavori e facoltosi appassionati “Apple Design – The Work of The Apple Industrial Design Group”, è in realtà una delle fonti più preziose e complete sulla storia di Apple.

Lo fa partendo dal design degli oggetti progettati dai vari reponsabili e gruppi di design industriale (da cui il titolo) succedutisi dai primi anni ‘80 alla seconda metà degli anni ‘90: il contributo di Paul Kunkel e di Rick English è perfettamente complementare alle varie storie edite dell’azienda e dei suoi leader, fornendo dettagli inediti e svelando retroscena dalla prospettiva del design illustrando come si è giunti alle spesso premiate forme degli oggetti “designed in California”.

L’appeal maggiore del tomo è ovviamente costituito dalle numerosissime immagini, non tutte di English, che formano la parte centrale e che mostrano non solo quanto è stato commercializzato ma anche i tantissimi prototipi e studi, fornendo uno scorcio su strade non intraprese o semplicemente fornendo un quadro complessivo più chiaro delle strategie progettuali e commerciali della mela mordicchiata.

Apple Design - Apple III e Apple LisaAd avvolgere e contestualizzare l’iconografia c’è l’enciclopedico testo di Kunkel che documenta con minuzia certosina nascita, sviluppo ed evoluzione di singoli oggetti e linee di prodotto incorporando dichiarazioni e commenti dei vari designer coinvolti.

La trattazione approfondita di testo ed immagini copre un tutto il design Apple: computer, stampanti, monitor, periferiche. Si va dal Macintosh originale al design dei mouse passando per il Newton: dal Knowledge Navigator al Pippin, dalla QuickTake a sistemi modulari o supercomputer mai prodotti con un’attenzione notevole a portatili, palmari e tablet computer.

Apple Design - scorcio di copertinaA chi si chieda cosa voglia dire “numerosissime immagini” rispondiamo “più di quattrocento, 404 per l’esattezza”. E dal conteggio sono esclusi i circa 40 ritratti dei (pochi) dirigenti e (tanti) designer e progettisti corredati di brevi profili biografici. Se alcuni di questi al momento dell’uscita di “Apple Design” erano già figure mitiche (pensiamo a Jerry Manock, a Helmut Esslinger o al nostro Giorgetto Giugiaro) altre lo stavano per diventare ma nel frattempo avevano già contribuito alla premiata produzione di oggetti raffigurati nel libro

La sequenza di oggetti esaminati si ferma con il TAM, il Macintosh commemorativo dei 20 anni di Apple arrivando quindi fino al 1997 e al di là di questo limite, evidenziato dall’ulteriore impressionante evoluzione stilistica degli anni successivi, sono oggettivamente poche le critiche che si possono fare al volume di Kunkel e English.

Una di queste è forse la patinatissima quanto gratuita sequenza finale. Sono quattro foto che raffigurano dettagli di altrettanti nuovi prodotti ma che finiscono per risultare distanti dall’eccellente resto del volume il cui univo vero difetto è che non esista (ancora?) un aggiornamento o un seguito di pari livello.

Immagini tratte da RedLightRunner


Jef Raskin lascia Apple

 03/03/2008 - Archiviato in: Eventi, Personaggi

I primi di marzo del 1982 segnano l’abbandono di Apple da parte di Jef Raskin, l’ideatore nonché anima visionaria per molto tempo del “progetto Macintosh”.

Rara foto con Steve Jobs e Jef RaskinRaskin lasciava l’azienda di Cupertino dopo solo quattro anni perché sostanzialmente messo in un angolo dal cofondatore Steve Jobs con cui era in contrasto da su come doveva venire realizzato il computer economico.

Dopo aver preso le redini sia dello sviluppo hardware che software del Mac Jobs aveva relegato Raskin a curare la documentazione, come si può notare in un grafico del 1981 che mostra l’organigramma della “Mac Division”.

Immagine tratta da http://myoldmac.net





 


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