I sistemi operativi che non vedremo mai: A/UX 4.0
Nel 1995 Apple rilasciò quella che sarebbe divenuta l’ultima versione di A/UX, lo “UNIX for the rest of us”.
A/UX 3.1.1 sarebbe rimasta l’evoluzione finale e più sofisticata di un singolare tentativo di combinare la linea di comando con l’interfaccia grafica in una soluzione potente quanto versatile per la sua doppia compatibilità con lo standard AT&T che il System di Apple.
Purtroppo per una serie di motivi A/UX non aveva riscosso il successo previsto, complice forse anche il prezzo estremamente elevato che ne aveva limitato la diffusione a università, centri di ricerca e grosse aziende. Alle scarse fortune commerciali si sommò però un altro grosso ostacolo nella ulteriore evoluzione del sistema operativo: durante la metà degli anni ’90 Apple passò infatti ai processori PowerPC abbandonando i Motorola 68k.
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I sistemi operativi che non vedremo mai: OPENSTEP 4.5
L’ultima versione di OPENSTEP è la 4.2, rilasciata nel maggio 1997 ormai da Apple dopo la sua acquisizione di NeXT.
È però opinione diffusa che Rhapsody sia a tutti gli effetti OPENSTEP 5. Per la precisione è la quinta release di “OPENSTEP Mach” per Intel e PowerPC ma mutato nel look (che è un miscuglio di Mac OS 8 e Copland) e con l’aggiunta di tecnologie proprietarie di Apple vecchie e nuove come ColorSync, QuickTime e NetBoot.
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“I Macintosh made in Italy” su Applicando 269
È in edicola Applicando 269 (datato ottobre 2008) con il secondo articolo targato “Storie di Apple”.
Dalle addetti Apple questa volta l’attenzione si sposta ai computer con la mela mordicchiata: in “I Macintosh made in Italy” si approfondisce la commercializzazione nella seconda metà degli anni ’90 di alcuni cloni ufficiali Mac molto particolari perché targati CHL, Centro HL (e non solo).
Si tratta di un argomento su cui purtroppo si trovano poche informazioni online ma grazie a ricerche sulle riviste dell’epoca e la disponibilità di alcune persone informate dei fatti -che ringrazio- è stato possibile assemblare un quadro un po’ più completo e veritiero sull’offerta e sulle vicissitudini di questi Mac “italiani”.
Sono benvenuti commenti, feedback e quant’altro sull’articolo e sulla rubrica.
Nel frattempo… buona lettura!
