Le mani di Cupertino
Se si esamina il materiale informativo e promozionale prodotto da Apple si scopre una costante: l’uso delle mani.
Nel corso di più di 30 anni l’azienda di Cupertino ha ideato, realizzato e proposto innumerevoli prodotti e strategie ma è stata incredibilmente coerente. Che si trattasse di spiegare ad un pubblico di neofiti il funzionamento del mouse, di mostrare l’ingombro ridotto sulla scrivania del computer o il poco spessore del riproduttore, i risultati professionali ottenibili, l’originalità dell’interfaccia oppure raffigurare la facilità della connettività, l’approccio “hands on” e estremamente personale emerge con incredibile forza dall’iconografia scelta da Apple per le sue numerose pubblicità.



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Boynton, Hullot, Serlet, Ohlfs: dove sono adesso?
Il Workspace Manager di NeXTSTEP è la parte del sistema operativo con cui l’utente ha che fare quotidianamente nella manipolazione di documenti e nell’uso dei programmi. Funzionalmente equivalente al Finder del vecchio Mac OS ne differisce per il suo design, alcune funzionalità e per la sua navigazione a colonne, che Mac OS X ha ereditato.
Richiamando la finestra delle informazioni, come autori di Workspace Manager compaiono quattro i nomi, quelli di Lee Boynton, Jean-Marie Hullot, Bertrand Serlet e Keith Ohlfs.

A più di dieci anni di distanza vediamo dove sono e cosa stanno facendo.
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Addio, Apple II
Quindici anni fa, nel novembre 1993, terminava la commercializzazione degli Apple II.
Nel dicembre 1992 era stato ritirato il rivoluzionario IIgs e nel novembre 1993 toccò anche all’ultimo modello in produzione, il glorioso IIe che rimase quindi in vendita per più di dieci anni.
Il bilancio complessivo della piattaforma Apple II era invece di 16 anni abbondanti (a partire dall’aprile 1977) e circa cinque milioni di unità vendute nel complesso.
Il sito VAW, che presenta una interessante cronologia delle vicissitudini dell’Apple II ricorda il saluto fatto all’epoca dal Washington Post. Il giornale dedicò all’evento un paragrafo intitolato “One Good Apple: A Farewell to the Marvel at the Core of the PC Boom”, “Una buona mela: diamo addio alla meraviglia cuore del boom del PC”, sottolineando il ruolo cruciale del secondo computer di casa Apple nel creare e affermare il concetto di personal, che dalla metà degli anni ’80 è stato impropriamente associato alla sola IBM.
Immagine tratta da www.tevac.com/applehistoryitalia
Dal Mac al VAX
Nel dicembre 1989 Apple rilasciò una serie di soluzioni che gettavano un ponte tra due mondi agli antipodi: i suoi Macintosh e le proposte server della DEC (Digital Equipment Corporation).
Si trattava dei frutti di un accordo annunciato nel gennaio 1988 sul palco del Moscone Center da John Sculley e da Kenneth H. Olsen, amministratore di DEC. All’epoca fu vista come un’alleanza contro IBM dato che Digital tallonava Big Blue nei business computer e Apple nei personal.
L’accordo prevedeva la collaborazione su un sistema di comunicazione standard e il risultato furono “CL/1 Developer’s Toolkit for Macintosh” e il “CL/1Server for VAX/VMS”. Si trattava di software che fornivano una piattaforma client-server ufficiale per sviluppare applicativi Mac che accedevano a database SQL residenti su host remoti e nello specifico sui computer della Digital. Parte del pacchetto, cosviluppato da Apple con la Pacer Software, era il supporto per la versione 2.1 di VMS del protocollo AppleTalk, che consentiva di collegare ai VAX fino a 16m nodi Mac.
Immagine tratta da una presentazione Apple di fine anni ’80
