CLImax: un’altra linea di comando prima di Mac OS X
Prima dell’avvento di Mac OS X una delle critiche storiche al sistema operativo dei Macintosh per anni è stata l’assenza di una “shell”. Le lamentele sulla mancanza di una “linea di comando” non solo dimostravano la poca comprensione della filosofia del Mac OS ma erano anche sostanzialmente errate vista che in realtà esistevano software che fornivano l’agognata interfaccia a caratteri.
Anche se è vero che solo a partire dal 2001 ne venne fornita una “di fabbrica”, per anni sono state rese disponibili alcune shell testuali a partire da quella contenuta nell’ambiente di sviluppo MPW della stessa Apple.
Tra le molte soluzioni di terzi ce n’è stata una chiamata CLImax risalente ai tempi del System 7 e facente uso di AppleScript, il linguaggio di scripting ufficiale di Infinite Loop.
Ne parliamo perché l’autore è quel Drew Thaler che abbiamo intervistato a proposito della sua collaborazione con Apple.
Abbiamo chiesto perciò a Drew di raccontarci di CLImax e di come sia nata questa CLI (Command Line Interface) per il cosiddetto Mac OS “Classic”.
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Gli scherzi di Woz: l’Apple II chiama casa Jobs
Nel 1975 Steve Wozniak incaricò il phreaker John Draper, conosciuto come Captain Crunch, di creare una scheda per interfacciare l’Apple II alla linea telefonica.
Questa scheda, chiamata “Charlie Board”, purtroppo non venne mai messa in produzione a causa delle pressioni della compagnia telefonica AT&T che ne temeva i potenziali abusi da parte degli smanettoni.
Ci fu però almeno uno smanettone che riuscì ad esplorare questo potenziale: fu Steve Wozniak che durante la fase di progettazione si divertì a usare la scheda per perpetrare uno dei suoi (pesanti) scherzi, come racconta Draper stesso.
Così scrissi i programmi in basic per pilotare la scheda e farle eseguire delle operazioni. Scrissi un piccolo software dimostrativo che chiamava un numero, preparai una nota per Woz che ne spiegava il funzionamento e poi me ne andai a casa a riposare. Ero stato in piedi metà della notte a lavorarci e nella nota scrissi a Woz che sarei tornato sul tardi il giorno dopo aver fatto una bella dormita. Gli lasciai la cassetta [con il software] sulla scrivania.
La mattina dopo [...] appena entrato Jobs mi saltò addosso urlando e lamentandosi che l’avevo chiamato a casa più volte di notte, dando fastidio i suoi genitori. Quando entrai nel laboratorio Woz e [Randy] Wigginton stavano ridendo forte [...]. Woz mi disse che la scheda funzionava bene e mi rivelò con orgoglio che l’aveva programmata perché chiamasse di continuo casa Jobs.
Foto di Wozniak e Draper tratta da http://macenstein.com.
I siti di Apple: la missione impossibile di Apple
Tra i vari sottodomini web speciali approntati da Apple in passato alcuni sono stati dedicati a produzioni cinematografiche.
Non fa eccezione www.mission.apple.com
Il sottodominio fu creato per l’uscita del film “Mission Impossible” con cui Apple aveva imbastito una sinergia promozionale e conclude il filmato pubblicitario realizzato per l’occasione.
Da una copia ancora disponibile su Internet Archive risalente al novembre 1996 si può dare un’occhiata a cosa conteneva: filmato, informazioni e pubblicità ma anche iniziative originali e materiali correlati come premi e giochi interattivi online.
Merita una nota finale il link in basso che recita “About this Server”: puntava alle soluzioni NetServer (precedenti all’avvento di Mac OS X Server) sul già trattato sottodominio www.solutions.apple.com.
“Il PowerBook serie 500″ su Applicando
Segnalo che in edicola trovate il numero 271 di Applicando del dicembre 2008 che contiene il quarto articolo targato “Storie di Apple”.
Dopo iPod, cloni Macintosh e artefici dell’iPod è la volta di parlare di portatili, con un modello di PowerBook, il 500, che ha lasciato il segno nella storia dell’informatica portatile e in quella del design industriale nonché è stato uno dei primi successi di Daniele De Iuliis dell’IDG.
Come al solito auguro buona lettura ed attendo commenti e feedback sia online che all’indirizzo della redazione della rivista.
p.s. Da alcune settimane è disponibile una pagina-archivio visuale di quanto uscito su Applicando con copertine di ogni numero.
