La voce del Macintosh
Alla presentazione agli azionisti nel gennaio 1984 Steve Jobs non si limitò a mostrare le capacità grafiche del Macintosh ma anche quelle audio, facendolo parlare poco dopo averlo estratto dalla borsa in cui era nascosto.
Le sue capacità di sintesi vocale furono impiegate per alcuni paragrafi in cui il piccolo Mac salutò il mondo pronunciando con voce robotica parole piene di cordialità ed ironia.
Da allora il Macintosh ha avuto numerose occasioni di far sentire (letteralmente) al mondo la sua voce e in questi venticinque anni ha parlato, cantato e persino rappato in numerosi brani.
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Il segreto di un Keynote perfetto?
I “Keynote” e in generale le presentazioni di Steve Jobs delle novità Apple sono un appuntamento imperdibile per utenti, appassionati e anche esperti di comunicazione pubblicitaria. Tra questi ultimi c’è chi ha addirittura consigliato lo studio e l’analisi dell’introduzione dell’iPod fatta nel 2001 quale lezione esemplare di marketing.
Tra i “segreti” dei Keynote oltre a una indiscutibile bravura personale, il famigerato “Reality Distortion Field”, c’è anche una gestione sapiente degli argomenti e dei tempi. Una presentazione, specie se composta da più punti e novità, è un meccanismo complesso e sarebbe ingenuo pensare che non ci sia una qualche forma di traccia. Ad esempio una scaletta, come quella immortalata almeno in due occasioni negli ultimi anni.
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Il pesce di Babele di Apple
Babelfish era il nome dato ad una tecnologia parte della sfortunata collaborazione Apple-IBM nota come Taligent nei primi anni Novanta.
Non aveva nulla a che fare con il noto servizio di traduzione di traduzione (ora di Yahoo!) se non quello di citare Douglas Adams: il Babelfish di Apple era un framework di comunicazione di rete e il nome era stato scelto perché supportava molteplici protocolli.
Si può dire che Babelfish sia sparito senza lasciare tracce, fatta eccezione per la rituale the t-shirt promozionale realizzata da team di sviluppo, sulla cui manica si può ammirare anche il logo di Taligent.
La t-shirt contiene anche un altro elemento geek oltre al nome: il pesce che campeggia non è un’illustrazione originale ma è tratto da una stampa di M.C. Escher.
Storie di Apple a Bologna
Ricordo l’appuntamento per il prossimo sabato, 21 febbraio, a Bologna per la prima tappa del tour 2009 di Storie di Apple.
L’incontro si terrà alle 17 presso presso Tech-it, che si trova in Viale della Repubblica, 21/B (e sul sito trovate le istruzioni su come arrivare sia in auto o con i mezzi pubblici).
Per l’occasione il rivenditore -che ringrazio per la disponibilità e complicità- sarà luogo di una presentazione inedita su retroscena e curiosità della storia di Apple seguita da qualche sorpresina finale.
L’argomento che affronteremo questa volta sarà il quarto di secolo (e passa) di mouse Apple ed in particolare del Macintosh, di cui ripercorremo le tappe salienti e sarà possibile toccare con con mano una serie di esemplari storici selezionati dalla collezione del sottoscritto.
Come in passato invito tutti gli appassionati Apple nonché di storia dell’informatica della zona ad assistere, discutere o semplicemente passare a salutare. ;-)
