Made in Italy – Intervista a Matteo Da Pont
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Matteo Da Pont: Sono passato alla piattaforma Mac durante gli studi di ingegneria, attratto inizialmente dall’interfaccia “eye-candy” di Mac OS X, ma in breve tempo mi sono reso conto di quanto fosse potente il motore che girava sotto questa stupenda interfaccia utente e ho cominciato a scrivere piccole applicazioni che venissero incontro ad alcune mie esigenze.
Una volta entrato in Ovolab, probabilmente l’unica società italiana unicamente dedita allo sviluppo sulla piattaforma di Cupertino, ho quindi avuto la possibilità di scrivere codice con grandi menti della programmazione come Alberto Ricci, Marco Piovanelli e Alessandro Levi Montalcini e questo mi ha sicuramente permesso di fare un balzo qualitativo.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MDP: Principalmente l’ambiente di sviluppo Apple: Xcode e Interface Builder.
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Made in Italy – Intervista a Marco Balestra
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Marco Balestra: Preparando una BBS su Mac nel 1991, e successivamente continuando a lavorare tra AppleScript, Perl, javascript e x-javascript, XSLT ecc.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MB: BBEdit, Script Editor, XUL Runner, XCode (applescript Studio), perl
BBEdit è *il* text editor definitivo per sviluppatori. Programmabile ed estensibile con praticamente tutti i linguaggi disponibili, dispone anche di moduli linguaggio codeless che permettono di estenderne le snippets (funzionalità di editing) in modo estremamente personalizzabile. Costa circa $100, richiede un qualunque Mac con Tiger.
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Made in Italy – Gli italiani che sviluppano per il Mac
A partire da oggi Storie di Apple inizia a pubblicare, con cadenza settimanale, una serie di interviste realizzate nel corso del 2008 a una dozzina di sviluppatori italiani di programmi per Macintosh.
Le interviste, pubblicate originariamente su Applicando 271, pongono le stesse identiche domande ad un ampio gruppo che include giovani leve quanto veterani del software “Made in Italy”. A tutti è stato chiesto come hanno cominciato, di svelare gli strumenti con cui lavorano e che feeling c’è (se c’è) con Cupertino.
In coda a ogni intervista c’è la scheda che segnala il programma principale o quello più rappresentativo dello sviluppatore.
L’idea era di mettere in luce un panorama poco noto ma ricco di strumenti, dalle utility ai software multimediali sino a quelli per la grafica, e di dare la parola ai creatori, di cui spesso vediamo solo di sfuggita i nomi nelle descrizioni e nelle finestre “Informazioni su…”.
A tutti va un ringraziamento da parte mia per aver condiviso il loro mondo, oltre che per i piccoli e grandi programmi che hanno creato e rilasciato, arricchendo l’offerta e il potenziale del “Computer for the rest of us”.
“Mac Team: venticinque anni dopo” in Applicando 284
Segnalo che è in edicola il numero 284 di Applicando, targato gennaio 2010.
Questo mese non troverete la consueta rubrica di “Storie di Apple” ma, continuando a sfogliare la rivista, un po’ più avanti c’è uno speciale di sette pagine, tutte dedicate alla storia del “computer for the rest of us”.
Da pagina 80 a pagina 87, con il titolo “Mac Team: venticinque anni dopo”, Applicando pubblica una (tardiva) celebrazione del primo quarto di secolo del Macintosh.
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