Made in Italy – Intervista a Matteo Rattotti
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Matteo Rattotti: Danilo Bonardi, Giordano Fracasso ed io (Matteo Rattotti) ci siamo conosciuti all’università e abbiamo cominciato a creare programmi per le nostre esigenze, quasi per gioco. Successivamente le applicazioni sono cresciute e abbiamo iniziato a rilasciarle gratuitamente. Il feedback degli utenti ci ha travolto e da allora l’idea di metterci in proprio non ci ha mai abbandonato.
Shiny Frog è nata 3 anni fa, dopo 2 di esperienza come sviluppatori freelance. Il nostro motto “Keep it simple” ci spinge a creare prodotti validi ma non troppo complicati e la nostra filosofia di base “Do one thing and do it well” ci permette di concentrare le energie su una cosa per volta, senza mettere troppa carne al fuoco.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: XCode, Interface Builder, Svn, Terminal e ovviamente i developer tools che Apple fornisce. Come editor di testo prediligiamo Vim, che ora utilizziamo sotto forma di MacVim, un port specifico per Mac. In generale cerchiamo di utilizzare prodotti open source per lo sviluppo, in quanto il mondo Unix ne è pieno.
[continua la lettura della storia]
Made in Italy – Intervista a Lorenzo Puleo
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Lorenzo Puleo: Ho iniziato all’università. Mi sono laureato in architettura con una tesi in “Scienza delle costruzioni” che includeva la realizzazione di un software per il calcolo strutturale. Una volta imparato a programmare non ho smesso più. Ho progressivamente lasciato la professione di architetto per dedicarmi “tout court” all’informatica.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
LP: Principalmente uso i tools di Apple: XCode e Interface Builder. I frameworks che uso di più sono Cocoa, OpenGL e QuickTime. Il linguaggio che uso di più è Objective-C.
SdA: Su che hardware?
LP: Se sono in studio, lavoro su un MacPro 8-core per avere la massima velocità di compilazione e di esecuzione. E dato che mi occupo di software di animazione 3D in tempo reale (Kinemac) uso una scheda grafica Nvidia GeForce 8800 che garantisce prestazioni di alto profilo.
[continua la lettura della storia]
Jerry York e Apple
Jerome B. York è entrato a far parte del consiglio d’amministrazione di Apple nell’agosto 1997 ed è ha mantenuto il suo ruolo per quasi tredici sino alla sua scomparsa, avvenuta nel marzo 2010.
L’aggiunta di York al consiglio rientrava nell’opera di ricostruzione del marchio di Apple da parte di Steve Jobs, che al Macworld Boston ’97 descrisse il dirigente in questo modo:
Jerry ha messo in atto molti cambiamenti alla Chrysler e in IBM ed è estremamente noto e rispettato negli ambienti finanziari per quanto ha fatto.
Per il Macworld venne inoltre realizzato un video che conteneva varie dichiarazioni dei nuovi dirigenti che si univano al consiglio d’amministrazione tra cui Gareth Chang della Hughes International, Bill Campbell della Intuit, Larry Ellison di Oracle e Ed Woolard della DuPont.
Ecco cosa disse York* a proposito di Apple e sui concetti di realtà, esperienza, obiettivi e passione, ritenuti cruciali da Jobs per la ripresa dell’azienda:
- Le aziende devono prendere in esame tutte le loro attività e individuare [...] quali sono le componenti chiave, le parti fondamentali della loro attività.
- Alla Chrysler abbiamo dovuto ridurre i costi di quasi quattro miliardi di dollari per renderla davvero competitiva, in particolare rispetto ai giapponesi.
- Apple ha una posizione molto forte in due settori di mercato: il primo è quello della formazione e il secondo è la creatività.
- Quando si ha una posizione forte in un settore di mercato la si può sfruttare.
- Per costruire il proprio marchio le aziende possono arrivare a spendere miliardi di dollari. Apple non ne ha bisogno: l’ha già fatto.
* Il testo originale in inglese si può leggere su Stories of Apple.
Made in Italy – Intervista a Claudio Procida
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Claudio Procida: Ho iniziato quasi per scherzo creando una Dashboard Widget per Tiger (batterystatus) sviluppandola “alla cieca” su Panther (l’aiuto degli utenti di it.comp.macintosh è stato fondamentale per effettuarne il testing).
Poi da cosa nasce cosa, ho appreso l’Objective-C, iniziato ad utilizzare Xcode ed Interface Builder, studiato diversi libri e dopo quasi un anno avevo già sviluppato la mia prima applicazione Cocoa (GuidaTV).
Ad oggi sviluppo attivamente tre applicazioni principali e cinque Dashboard widgets che servono una base di circa 100,000 utenti sparsi in tutto il mondo.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
CP: Come IDE per Cocoa utilizzo la coppia Xcode ed Interface Builder, per la gestione del codice mi affido a Subversion in esecuzione su un PC che fa da server domestico.
Quando c’è qualcosa che non va nel codice ricorro al debugger gdb integrato in Xcode e altri strumenti diagnostici come Shark, MallocDebug etc.
Come editor utilizzo molto spesso anche TextMate, dal momento che è ben integrato con Subversion, per scrivere codice Javascript, HTML, CSS e a volte Ruby.
Per il resto tanto GNU make e shell script
[continua la lettura della storia]

