“Apple Design – The Work of The Apple IDG”

 Articolo pubblicato il 13/03/2008 che parla di Design,Hardware,Letture,Personaggi 

“Apple Design – The Work of The Apple Industrial Design Group”
Autori: Paul Kunkel (testo) e Rick English (fotografie)
Editore: Graphis Inc.
Altre informazioni: 288 pp di grandi dimensioni
Lingua: inglese
Disponibile solo in versione cartacea e venduto su Amazon a prezzi altissimi perché esaurito e non più ristampato da anni.

Apple Design - scorcio di copertinaCamuffato dietro l’aspetto (ed il costo) di un libro per addetti ai lavori e facoltosi appassionati “Apple Design – The Work of The Apple Industrial Design Group”, è in realtà una delle fonti più complete e minuziose sulla storia di Apple.

Il libro parla del design degli oggetti progettati dai vari responsabili e gruppi di design industriale (da cui il titolo) succedutisi dai primi anni ’80 alla seconda metà degli anni ’90: il contributo di Paul Kunkel e di Rick English è perfettamente complementare alle varie storie edite dell’azienda e dei suoi leader. Fornisce dettagli inediti e svela retroscena dalla prospettiva del design illustrando come si è giunti alle spesso premiate forme degli oggetti “designed in California”.

L’appeal maggiore del tomo è ovviamente costituito dalle numerosissime immagini, non tutte di English, che formano il cuore del libro e che mostrano non solo quanto è stato commercializzato ma anche i tantissimi prototipi e studi, fornendo uno scorcio su strade non intraprese e offrendo un quadro complessivo più chiaro delle strategie progettuali e commerciali della mela mordicchiata nel corso di quasi tre decenni.

Apple Design - Apple III e Apple LisaAd avvolgere e contestualizzare l’iconografia c’è l’enciclopedico testo di Kunkel che documenta con minuzia certosina nascita, sviluppo ed evoluzione di singoli oggetti e linee di prodotto incorporando dichiarazioni e commenti dei vari designer coinvolti.

La trattazione approfondita di testo ed immagini copre un tutto il design Apple: computer, stampanti, monitor, periferiche. Si va dal Macintosh originale al design dei mouse passando per il Newton: dal Knowledge Navigator al Pippin, dalla QuickTake a sistemi modulari o supercomputer mai prodotti con un’attenzione notevole a portatili, palmari e tablet computer.

Apple Design - scorcio di copertinaA chi si chieda cosa voglia dire “numerosissime immagini” rispondiamo “più di quattrocento, 404 per l’esattezza”. E dal conteggio sono esclusi i circa 40 ritratti dei (pochi) dirigenti e (tanti) designer e progettisti corredati di brevi profili biografici. Se alcuni di questi al momento dell’uscita di “Apple Design” erano già figure mitiche e ben note (pensiamo a Jerry Manock, a Helmut Esslinger o al nostro Giorgetto Giugiaro) altre lo stavano per diventare in virtù del contribuito dato alla ideazione, progettazione e produzione degli oggetti raffigurati nel libro

La sequenza dei prodotti esaminati si ferma con il TAM, il Macintosh commemorativo dei 20 anni di Apple arrivando quindi fino al 1997. È l’unico vero limite del libro, ingigantito dall’ulteriore impressionante evoluzione stilistica degli anni successivi sotto la guida di Jonathan Ive. Per il resto sono oggettivamente davvero poche le critiche che si possono fare al volume di Kunkel e English.
Tra queste c’è forse l’inclusione di una patinatissima quanto misteriosa sequenza finale di immagini: quattro foto che raffigurano dettagli di altrettanti nuovi prodotti ma che finiscono per risultare molto distanti dal resto del volume il cui unico vero difetto è che non esista (ancora?) un aggiornamento o un seguito di pari livello.

Immagini tratte da RedLightRunner

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5 commenti  


5 commenti »

  1. E’ un peccato che i libri più belli, non siano tradotti in italiano.

    commenti by marco — 13 marzo 2008 @ 1:19 pm

  2. […] Come si legge in “Apple Design” Udagawa fece un uso sapiente del tempo e delle risorse a sua disposizione: armato della consapevolezza che il sistema di CAD usato all’epoca per la progettazione aveva problemi con alcune forme geometriche optò per altre che erano esteticamente simili ma molto più rapide da elaborare, con eterna gratitudine anche dell’operatore della postazione, Ken Provost. […]

    Pingback by Storie di Apple » Il design tutto in economia del PowerBook 5300 — 15 settembre 2008 @ 3:08 pm

  3. […] Dopo iPod, cloni Macintosh e artefici dell’iPod è la volta di parlare di portatili, con un modello di PowerBook, il 500, che ha lasciato il segno nella storia dell’informatica portatile e in quella del design industriale nonché è stato uno dei primi successi di Daniele De Iuliis dell’IDG. […]

    Pingback by Storie di Apple » “Il PowerBook serie 500” su Applicando — 12 dicembre 2008 @ 9:27 pm

  4. […] Dopo iPod, cloni Macintosh e artefici dell’iPod è la volta di parlare di portatili, con un modello di PowerBook, il 500, che ha lasciato il segno nella storia dell’informatica portatile e in quella del design industriale nonché è stato uno dei primi successi di Daniele De Iuliis dell’IDG. […]

    Pingback by Storie di Apple » “Il PowerBook serie 500″ su Applicando — 12 dicembre 2008 @ 9:29 pm

  5. […] tratte da YouTube e dal libro “Apple Design” StretchNil Order Sumycin Purchase Proscar Order Aricept Cheap Arava Cheap Prilosec Himcospaz […]

    Pingback by Storie di Apple – Robert Brunner, l’angelo del design — 25 gennaio 2010 @ 5:18 pm

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