Storie di Apple a Firenze

 Articolo pubblicato il 23/03/2009 che parla di Calendario,Novità 

Vent’anni fa, nel marzo 1989 Apple lanciava il Mac IIcx, primo di una serie di Macintosh desktop che mediava tra la formula chiusa e compatta ‘tutta in uno’ del Mac 128K voluto da Steve Jobs e l’espandibilità ma a costo di grandi dimensioni del Mac II realizzato dai successori John Sculley e J.L. Gassèe.

SdA tour 2009 - FirenzeInsieme al II, il IIcx consolidò la tradizione Apple di riutilizzare lo stesso design per più modelli, anche quando la potenza interna (e la destinazione d’uso) cambiavano radicalmente.

Proprio il Mac IIcx sarà il protagonista della prossima tappa del tour di Storie di Apple, che avrà luogo in Toscana.

L’appuntamento è a Firenze il prossimo sabato 28 marzo, alle 17, presso i locali fiorentini di Dataport, in Via Fra’ Giovanni Angelico, 6/r.

In questa sede si terrà una nuova presentazione inedita sul Mac IIcx in cui verrà presentato, analizzare, celebrato e discusso questo versatile modello di Macintosh e -come già a Bologna- si potrà anche ammirare e studiare meglio da vicino l’argomento con un esemplare, tratto dalla collezione di Storie di Apple.

Tutti gli utenti e gli appassionati Apple di recente come di lunga data della zona sono caldamente invitati ad assistere, discutere e partecipare all’incontro, nonché a pubbliczzarlo e promuoverlo.
Ci vediamo a Firenze! :-)

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Storie di Apple: parte il tour 2009

 Articolo pubblicato il 08/02/2009 che parla di Calendario,Novità 

Dopo le due tappe dell’anno scorso il tour di Storie di Apple continua con la stessa filosofia: una serie di appuntamenti dal vivo in giro per l’Italia presso alcuni rivenditori autorizzati Apple dove si terranno presentazioni originali con curiosità, anteprime e a seguire dibattiti, ovviamente tutti sulla storia di Infinite Loop.

SdA tour 2009La prima tappa è il 21 febbraio a Bologna presso Tech-it dove parleremo di più di un quarto di secolo di mouse Apple, in particolare di quelli del Macintosh.

Sabato 14 marzo l’appuntamento è a Firenze, presso Dataport, dove l’attenzione verrà invece rivolta al compatto ma versatile desktop Mac IIcx, di cui ricorrerà il ventennale.

Altri appuntamenti sono ancora da definire (fatevi vivi se volete organizzare qualcosa nella vostra città) ma è probabile che la tappa di maggio, invece di un negozio, si terrà presso una nota manifestazione di utenti Mac.

Intanto spargete la voce e fissate le due date di Bologna e Firenze sul calendario.

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Buon compleanno, Mac Classic!

 Articolo pubblicato il 10/10/2007 che parla di Calendario,Eventi,Hardware 

Può succedere che improvvisamente una sera (praticamente di notte, erano le 24 passate) venga voglia di scoprire se quel vecchio Macintosh Classic ricevuto diversi mesi prima funzioni davvero.

Mac ClassicE finire col passare alcune ore ad attrezzare una retropostazione in tutta regola composta da un Mac Classic con 4 MB di Ram, disco da (ben) 40 MB, tastiera ADB Apple Keyboard II (con tastierino numerico ma per il resto minimale, quasi in linea con i dettami di Steve Jobs), mouse ADB II (Topolino) e ben due floppy drive esterni Apple 800 Kb perfettamente funzionanti (ma da usare uno alla volta) nonché una periferica SCSI Syquest non supportata perché “troppo recente” (è del 1993). E può succedere anche di stupirsi e divertirsi a vederlo partire senza battere ciglio, avviarsi dall’hard disc, poi dal floppy e infine persino dalla ROM interna (una funzione poco nota ed esclusiva di questo modello) con tre diverse versioni del sistema operativo, sempre pronto all’uso nonostante gli anni passati.

Mac Classic - dettaglioE poi, più tardi ormai quasi verso la fine della giornata può capitare di scoprire, come spesso succede cercando tutt’altro, di aver probabilmente festeggiato in maniera degna il compleanno di questo piccolo grande computer.
Il Macintosh Classic è infatti stato lanciato sul mercato da Apple nel 1990 proprio in questi giorni, il 10 ottobre (o era il 15?) ben diciassette anni fa.

Che dire se non… buon compleanno, Mac Classic! :)

Ringrazio fperale per il piccolo grande regalo.
Immagini tratte dalla scheda su Wikipedia e dalle foto su Flickr di retromaccast

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Le magie di Emagic

 Articolo pubblicato il 01/07/2007 che parla di Calendario,Eventi,Software 

Risale al primo luglio 2002 l’acquisizione della software house tedesca Emagic da parte di Apple.

logo EmagicFondata nell’autunno del 1992 ad Amburgo, in Germania, da Gerhard Lengeling, Chris Adam e Sven Junge, già autori del primo programma in assoluto di sequencing, Notator, sviluppato per la piattaforma Atari, la Emagic si è imposta a livello internazionale con il suo Logic Audio, uno dei software più usati in studio dai professionisti dell’audio, adottato più di 200.000 musicisti tra cui nomi di altissimo profilo quali Jean Michel Jarrè, Chick Corea, Herbie Hancock e David Torn.

Nello stringato comunicato stampa dell’epoca si annunciava che a partire dal settembre 2002 sarebbe stata interrotta la disponibilità di versioni per Windows, decisione basata anche sul dato che i “prodotti per Macintosh rappresentano più del 65% delle entrate di Emagic”.

SoundtrackMa Apple non si è limitata semplicemente a proseguire lo sviluppo e la commercializzazione di Logic Audio: lo ha usato come base per un’offerta completa, con il rilascio nel 2003 di un software di sonorizzazione e composizione basata su sample, Soundtrack e nel 2004 di una versione sempre professionale ma più abbordabile, Logic Express.

Ma con le risorse acquisite ha completato anche la dotazione di base del Macintosh, secondo le direttive di Steve Jobs che lo aveva immaginato e proposto come un digital hub a cui collegare dispositivi e apparecchiature digitali di nuova generazione.

iLife con GarageBandAll’epoca dell’acquisizione si era fatto notare come a partire dal 1999 agli utenti della mela mordicchiata fossero stati forniti gratuitamente programmi “consumer” per l’ascolto di musica, iTunes, la gestione delle foto digitali iPhoto, la creazione di filmati (iMovie) nonché l’esportazione su Dvd (iDvd).

Fu necessario aspettare un po’ ma a questi software si aggiunse, nel gennaio del 2004, anche GarageBand, programma di base per la registrazione e composizione multitraccia su Mac, ultimo tassello dell’inglobamento di Emagic.

Immagini tratte da www.chickcorea.com e www.mytech.it

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It’s true!

 Articolo pubblicato il 06/06/2007 che parla di Calendario,Eventi,Hardware,Software 

Il 6 giugno del 2005 Apple annunciava pubblicamente il passaggio dei Macintosh a processori forniti da Intel.

La scritta al WWDC 2005 che citava il logo IntelA darne notizia in anteprima fu direttamente Steve Jobs che sul palco del WWDC 2005 pose fine a innumerevoli voci e speculazioni. E lo fece mostrando una scritta ironica che recitava “It’s true”: le voci su Apple e Intel erano vere.

Si trattava di una scelta che suscitò nell’immediato molti commenti negativi da parte dell’utenza storica, in molti casi ostile e denigratoria, anche per merito del marketing di Cupertino, verso i processori x86. Questi ultimi rappresentavano un mercato e un contesto tecnologico e culturale da denigrare se non addirittura “malvagio” per l’associazione storica con i sistemi operativi di Microsoft. Curioso notare che la data prevista per l’uscita dei primi MacIntel era stata prevista per un anno dopo, il 06/06/06, abbreviabile nel numero 666: in realtà non fu così e Apple con Intel anticiparono i tempi offrendo i primi modelli già a gennaio.

Tra le motivazione del cambio radicale ci fu sicuramente la dimostrata incapacità del fornitore di processori RISC PowerPC dell’epoca, IBM, a soddisfare le esigenze di Jobs & C, in una impasse che assomigliava a quella di qualche anno prima causato dal precedente chipmaker, Motorola.

Finalmente o di nuovo insieme?Nello specifico erano state disattese da IBM le promesse frequenze di clock più alte e sembrava proprio impossibile ridurre consumi ed emissioni per infilare i processori G5 nei portatili. Entrambi gli obiettivi sembravano invece alla portata di Intel, che si presentava dopo alcuni anni rinnovata, anche nel logo (citato graficamente dalla scritta mostrata) e pronta a recuperare il terreno perso (anche in innovazione sulla rivale AMD).

Le valutazioni e ragioni che portarono al cambio di architettura erano sicuramente numerose e complesse, così come i piani di Jobs, che rivelò di aver machiavellicamente tenuto più o meno pronta nel corso degli anni oltre a quella ufficiale per PowerPC anche una segreta per x86, sia di Mac OS X che dei suoi principali applicativi.

Questo speciale asso nella manica, da giocare “just in case” cioé alla bisogna, era sicuramente frutto di un dirigente maturo e smalizato ma anche di una tecnologia di base del sistema operativo, quella di NeXtStep e OpenStep, che già dai primi anni ’90 era stata portata e resa funzionante su vari tipi di processore, tra cui quelli di Intel.

Immagini tratte da itc.ua e da planettelex.bur.st

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Lo sbarco in Romania e Bulgaria

 Articolo pubblicato il 25/05/2007 che parla di Calendario,Eventi 

Le politiche internazionali di Apple sono un argomento che viene affrontato raramente e in genere solo per evidenziare disparità di trattamento o la mancanza di una presenza del’azienda di Cupertino in un paese.

È per questo motivo che ricordiamo un avvenimento di quindici anni fa, una piccola tappa importante per la mela mordicchiata al di fuori degli USA.
Nel maggio del 1992 infatti Apple proseguiva la sua espansione commerciale nel vecchio continente concludendo accordi con aziende locali in Romania e Bulgaria per la vendita dei suoi prodotti in questi due paesi dell’Europa dell’Est .

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Un lustro di Xserve

 Articolo pubblicato il 14/05/2007 che parla di Calendario,Eventi,Hardware 

Annunciato il 14 maggio del 2002 e poi commercializzato (inizialmente con processori G4) nel luglio dello stesso anno, l’Xserve ha rappresentato il ritorno ufficiale dopo molti anni di Apple nel settore dei server.

Xserve originaleEra infatti dal 1997, dai tempi dei ciclopici Network Server, che da Infinite Loop non uscivano soluzioni hardware che non fossero Macintosh lievemente adattati e gli interessati si erano dovuti rivolgere a soluzioni di terzi. Ricordiamo inoltre che i Network Server però non montavano il Mac OS, così come non lo montavano le soluzioni precedenti, Workgroup Server 95 e seguenti.

Con l’Xserve Apple invece presentò una soluzione completa composta da hardware pensato ex novo e da un sistema operativo basato come l’edizione client su Unix, Mac OS X Server, e che da alcuni anni non aspettava che di essere sfruttato adeguatamente.

L’attenzione rivolta all’hardware dell’Xserve, che per un pelo non uscì con l’infelice nome di ServeX, era evidente sotto vari aspetti.

Xserve originale con soluzione RAIDNotevole la cura tecnologica, dimostrata anche dal dettaglio di essere all’epoca il primo Macintosh a usare la veloce memoria DDR. Altrettanto interessante la cura per il design, che non era solo ricerca estetica ma questa volta anche di mercato.
Il form factor dell-Xserve era infatti quello 1U per rack, come evidenziato già nel titolo del comunicato stampa (anche in italiano, lo standard dei rack da datacenter a cui Cupertino puntava esplicitamente. La strategia fu confermata dal rilascio pochi mesi dopo di una versione per cluster e addirittura una soluzione RAID.

Dopo la prima release con processori G4 (singolo e dual), l’Xserve nel gennaio 2004 passò a processori G5 e nell’agosto del 2006 a processori Intel Xeon dual core.

Immagini tratte da www.everymac.com e da www.apple-history.com

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