30 anni di Apple II

 16/04/2007 - Archiviato in: Calendario,Eventi,Hardware 

Trenta anni fa l’Apple II veniva presentato al mondo.

E il mondo non è stato più lo stesso. O perlomeno non lo è stata quella vasta fetta di mondo toccata dall’informatica “personale”, che si è intrufolata sempre di più nelle case e nelle vite delle persone comuni, grazie alla seconda creatura del duo Wozniak/Jobs.

Jobs e Wozniak nel 1977Era il 16 aprile 1977 quando alla prima “West Coast Computer Faire”, manifestazione californiana della nascente industria basata sul silicio, un insolitamente elegante Steven P. Jobs introduceva i visitatori alla nuova meraviglia dell’azienda: l’Apple II.

Nello stand di Apple, vicino a un proiettore gigantesco e sotto il nuovo logo con la mela multicolore ideato da Rob Janoff, l’impettito Jobs metteva a frutto le sue capacità e decantava le molteplici meraviglie del nuovo computer mentre il mentore Mike Markkula stringeva accordi commerciali.

Apple IIL’Apple II rappresentava sotto vari punti di vista un salto notevole rispetto al primo pionieristico Apple I. Il nuovo hardware ideato da Wozniak e realizzato con i suoi collaboratori (tra cui Randy Wiggington) offriva al grande pubblico un elaboratore con grafica a colori ad un prezzo sino ad allora impensabile.

Ma oltre all’aspetto tecnologico c’era anche quello commerciale e demografico.
L’elettronica di Apple non era più venduta così com’era, nuda e cruda e affidata al lavoro addizionale di entusiastici e competenti hobbysti ma proposta in una forma subito utilizzabile dalla massa: l’Apple II aveva un alimentatore ed una tastiera incorporata ed era racchiuso in un elegante case dall’aspetto professionale.
Il case, voluto fortemente da Jobs, valorizzava il geniale lavoro di Wozniak e fu parte del successo del’Apple II che conquistò rivenditori e stampa prima e (tanti) utenti poi per più di un un decennio.

Immagini tratte da techrepublic.com e dalla gallery storica di Tom Munnecke


Il TAM compie 10 anni

 20/03/2007 - Archiviato in: Calendario,Design,Eventi,Hardware,Personaggi 

20 marzo 1997: è la data in cui è uscito un Macintosh molto speciale, che doveva festeggiare il ventennio di Apple Computer. Dietro l’acronimo “TAM” si celano infatti le parole “Twentieth Anniversary Macintosh” e il computer, prodotto in serie limitata e venduto inizialmente a quasi diecimila dollari, ha degnamente celebrato l’anniversario dell’azienda, almeno esternamente.

TAMIl TAM è opera di due dei più importanti designer di Cupertino e fa da spartiacque tra la Apple -in difficoltà- degli anni ’90 e quella della rinascita del ritorno di Steve Jobs. Il progetto fu iniziato da Robert Brunner ma fu terminato da Jonathan Ive, che sotto la guida di Jobs ha raggiunto nuove vette nel design industriale.

Infatti più che le caratteristiche hardware, simili a quelle del PowerMac 5500 (processore 603e a 250 MHz e scheda video ATI 3D RAGE II), il TAM, noto anche come Spartacus e Pomona, si stagliava per la forma insolita, per la dotazione audio-video e la raffinatezza e cura nei dettagli tant’è che è tutt’ora molto richiesto e apprezzato.

A sviluppo verticale con piedistallo semicircolare e con monitor piatto LCD, il Mac del ventennale aveva ingresso video, un sintonizzatore TV e radio FM, un lettore CD-Rom sempre in verticale e uno speciale altoparlante della Bose con subwoofer. Tocco di classe era infine la sua tastiera, che sposava in modo inedito elementi dei desktop con quelli dei portatili. La tastiera incorporava un trackpad con poggiapolsi di vera pelle, ma all’occorrenza queste parti si potevano rimuovere e il pad si poteva sostituire con un classico mouse.

Immagine tratta da www.applefritter.com


Piltdown Man: il computer che salvò Apple

 14/03/2007 - Archiviato in: Calendario,Eventi,Hardware,Novità 

Il 14 Marzo è una data da festeggiare per ogni utente Macintosh ma sopratutto per la Apple. La metà del mese segna infatti l’esordio pubblico, nel 1994, del primo Mac con processore PowerPC (il 601), il Power Mac 6100.

PM 6100 con monitorIl 6100 fu sviluppato inizialmente come versione poco ambiziosa di futuri Macintosh RISC e doveva essere un “anello di congiunzione” di questi con i processori 68k, da cui il nome in codice di ambito archeologico “Piltdown Man”.

A causa di ritardi il ciclopico progetto principale, noto come “Tesseract”, fu archiviato e il più modesto -ma funzionante- 6100 finì per diventare l’asso su cui Cupertino puntò tutte le sue fortune, anche per contrastare i PC basati sui primi Pentium. Il 6100 non tradì le aspettative e con qualche piccola modifica ed espansione e rappresentò una workstation generosa e apprezzata dagli utenti su cui, riciclando i case della linea Quadra, fu basata l’intera linea inziale di Power Macintosh che oltre a questo modello “Pizza Box” comprendeva anche i più voluminosi 7100 e 8100, l’ammiraglia di Cupertino.

Immagine tratta da www.cg.tuwien.ac.at/~schaelss/vintage/index.htm


Due anni di Mac mini

 11/01/2007 - Archiviato in: Calendario,Eventi,Hardware 

Introdotto l’11 gennaio 2005 al Macworld con slogan quali “il Mac più conveniente della storia”, “riappropriatevi del vostro spazio”, “enormemente mini”, il Mac mini rappresentava la risposta di Apple alle innumerevoli richieste nel corso degli anni di un Mac “entry level” economico.

Steve Jobs con il Mac miniProposto senza tastiera nè mouse, era un G4 di media potenza rivolto ad un pubblico di “switcher”, gli utenti provenienti dal mondo Windows a cui l’azienda puntava con sempre maggiore forza anche grazie all’effetto di attrazione e conversione dell’iPod. Grazie al Mac mini i neoutenti potevano riciclare le proprie periferiche e entrare nel mondo Apple con una spesa contenuta, 499 dollari: due elementi che contribuivano ad abbattere la ritrosia contro ii Macintosh perché percepiti come computer costosi.

Ma il Mac mini era un progetto ambizioso non solo come mercato ma anche come design, ben lontano dall’LC o dai Performa del passato.

Mac miniGli ingegneri di Cupertino reinventarono la già diffusa formula dei mini PC e basandosi sulla scheda madre dei portatili realizzarono un raffinato rettangolo grigio e bianco con gli angoli smussati e dalle dimensioni ridotte: poco più di 16 cm per lato e uno spessore di circa 5 cm. Un oggetto curato e discretamente potente che si prestava a numerosi usi e pubblici: postazione di navigazione, server casalingo, trasportabile per nomadi della Net Economy, “carputer” ma sopratutto piattaforma per l’home entertainment.

Il Mac mini era la prima zampata di Apple verso il salotto digitale sino ad allora prerogativa del Windows Media Center di Microsoft, seguita nell’ottobre dall’arrivo di FrontRow e telecomando Apple Remote e a fine 2006, dopo il passaggio ad Intel di tutta la linea dei Macintosh, di Apple TV, anello di congiunzione tra mela morsicata e televisione.

Nota: l’evento citato è stato aggiunto al calendario di Storie di Apple.

Immagini tratte da www.mytech.it



 


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