Il Power Mac G4 Cube

 Articolo pubblicato il 04/07/2012 che parla di Design,Hardware 


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Ambizioso, potente, elegante, fuori da ogni schema. E sfortunato, tanto che la sua avventura commerciale durò solo dodici mesi. Il Power Mac G4 Cube venne lanciato in pompa magna da Steve Jobs, non nuovo a computer cubici, nel luglio del 2000 con un suggestivo spot con musica di Jimmy Hendrix.

Apple G4 CubeIl Cube aveva un processore PowerPC G4 a 450 MHz, 64 MB di memoria RAM, un disco fisso da 20 GB, un lettore di DVD, due porte FireWire e due USB, una porta Ethernet 10/100Base-T e un modem 56K V.90. Il tutto era racchiuso in un piccolo involucro cubico di acrilico trasparente di venti centimetri per lato, raffreddato a aria (niente ventole).

Secondo Apple, per dimensione e potenza, il Power Mac G4 Cube rappresentava “una classe completamente nuova di computer” al punto tale che la rigida griglia pro/consumer che Jobs aveva ideato al suo ritorno venne forzata per far posto al nuovo, piccolissimo e silenziosissimo “supercomputer”.

G4 Cube con schermo e altoparlantiIl più piccolo dei Power Mac G4 era proposto con uno schermo LCD piatto, un nuovo mouse ottico trasparente, una nuova tastiera e un sistema di altoparlanti -sempre trasparenti- prodotti dalla Harman Kardon. Il design, firmato da Jonathan Ive, era oggettivamente spettacolare tanto che si conquistò un posto nella collezione del MoMA, il Museo statunitense di arte moderna di New York.

Il Cube, però, si rivelò un flop e venne ritirato dal mercato dopo solo un anno e 250’000 esemplari venduti.
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Un tocco di verde shuffle

 Articolo pubblicato il 01/02/2011 che parla di Design 

iPod shuffle 1gen - cartolina pubblicitariaLe prime tre generazioni dell’iPod shuffle dimostrano come Apple continui a far evolvere e reinventare la sua offerta. Ma al tempo stesso l’azienda punta a comunicare un senso di continuità con il passato, affermando che, nonostante tutto, l’identità ed i concetti base del prodotto sono immutati.

Nel caso dell’iPod shuffle questo è comunicato per mezzo di un elemento comune a tutti i modelli lanciati sinora: l’uso del colore verde. Apple, all’inizio, ha scelto di associare il verde all’atto dello shuffling, del rimescolamento e della riproduzione casuale del contenuto audio e quindi all’iPod shuffle stesso.

iPod Shuffle 1gen back - shuffle onL’iPod shuffle originale di prima generazione, lanciato nel gennaio 2005, impiegava il verde a profusione sia nel packaging che nella promozione.
Verde era lo sfondo dello spot televisivo e delle pubblicità stampate e verde era anche il colore dominante della confezione in cui lo shuffle veniva venduto così come verde era il colore sotto il pulsante da spostare per accendere e mettere il dispositivo nella modalità di riproduzione continua o in quella casuale (shuffle).

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I tower – E in principio fu… il Quadra 700

 Articolo pubblicato il 01/11/2010 che parla di Design,Hardware 

È grazie a una sapiente scorciatoia nel design che nell’ottobre 1991 fece la comparsa uno dei primi modelli tower, il Quadra 700.

La definizione esatta sarebbe quella di “mini-tower” viste le dimensioni molto ridotte (14 cm di altezza x 30 cm di larghezza x 36,5 cm di profondità) che coincidevano con quelle del Mac IIcx rilasciato più di due anni prima, e di cui il 700 è una versione ruotata a 90 gradi.

Macintosh Quadra 700Se però tutte (o quasi) le descrizioni si limitano a evidenziare le indubbie similarità dei due computer a guardare più da vicino si notano piccole quanto significative differenze nel design.

Linee di fuga, logo e pulsanti del Quadra 700 mostrano che a differenza del IIcx il posizionamento verticale era un obiettivo preciso ed esplicito del team di progettisti Apple e non una ulteriore variante d’uso.

A queste differenze estetiche vanno aggiunte quelle tecniche, con un hardware dalle caratteristiche notevoli per l’epoca che rivaleggiavano con quelle dell’altro modello tower, l’enorme ed espandibilissimo Quadra 900.
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Il sorprendente successo dell’iPod mini

 Articolo pubblicato il 02/07/2010 che parla di Design,Hardware 

iPod mini - pinkL’iPod mini venne lanciato da Apple nel gennaio 2004 al Macworld e presentato come “il più piccolo player musicale portatile in grado di contenere fino a 1000 canzoni in qualità CD”.

Il mini venne messo in vendita negli Stati Uniti alla fine di febbraio ma arrivò nel resto del mondo (Italia inclusa) solo a luglio, e non in aprile come originariamente annunciato, a causa di uno strabiliante successo che tra le altre cose lo rese il modello in assoluto più venduto tra tutti gli iPod.


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In un comunicato stampa di febbraiosi poteva leggere che Apple aveva avuto “oltre 100’000 preordini” e Philip Schiller, Senior Vice President del Worldwide Product Marketing, affermò che la risposta del pubblico era stata al di là di ogni previsione. L’accoglienza riservata all’iPod mini sembrò lasciare di sorpresa anche Apple che aveva ideato il mini per insidiare il settore dei riproduttori di fascia alta basati su memorie flash.

Alla fine di marzo l’azienda dovette diffondere un altro comunicato in cui avvisava di aver posticipato a luglio la data di disponibilità internazionale “in seguito alla fortissima domanda di iPod mini negli Stati Uniti, superiore alle attese, che ha superato di molto le forniture pianificate fino alla fine di giugno”. Nello stesso comunicato Tim Cook, Executive Vice President Worldwide Sales and Operations, precisava che “iPod mini aumenta il successo di iPod, che è già il lettore di musica digitale più famoso e venduto al mondo.”

Un’occhiata alle statistiche dell’epoca rende ancora più evidente l’effetto dell’iPod mini sulle fortune di Apple.
In meno di tre anni l’azienda cofondata da Steve Jobs aveva conquistato il 31% del mercato statunitense di player mp3. Grazie all’iPod mini durante il 2004 la percentuale di mercato crebbe ben oltre le stime e nel gennaio 2005 era più che raddoppiata, arrivando al 65%.
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Il Pismo

 Articolo pubblicato il 24/02/2010 che parla di Design,Hardware 

Noto ufficialmente come “PowerBook (Firewire)” il Pismo è stato presentato nel febbraio 2000 ed è l’ultimo dei portatili professionali basati sul processore G3.

PowerBook G3 (Firewire)Il suo erede sarà infatti il PowerBook G4 con cui Apple abbandonerà definitivamente l’uso dellle forme svasate, del colore nero e della plastica sui modelli di fascia alta nonché il sistema di espansione tramite moduli laterali intercambiabili e estraibili.

Evoluzione del precedente PowerBook G3 (Bronze keyboard), noto come Lombard, il Pismo -il cui nome in codice è un omaggio alla città di Pismo Beach in California– ne ripropone forme, dipensioni e soluzioni ma prosegue l’evoluzione verso nuove tecnologie, in particolare nella connettività.

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Robert Brunner, l’angelo del design

 Articolo pubblicato il 01/01/2010 che parla di Design,Hardware,Personaggi 

Bob BrunnerIl rischio di Robert “Bob” Brunner è quello di passare alla storia come “l’uomo che ha assunto Jonathan Ive”, come ha ironizzato lui stesso in pubblico. Forse proprio per questo vale la pena ricordare e sottolineare i meriti innegabili del biondissimo ed occhialuto progettista, meriti che lo fanno rientrare di diritto tra i designer più importanti della storia di Apple se non dell’informatica degli ultimi vent’anni.

Nato nel 1955 e figlio di un ingegnere della IBM, Brunner ha collaborato con Apple sin dalla fine degli anni ’80 anzitutto come titolare dello studio Lunar Design e poi come responsabile in capo dell’IDG (Industrial Design Group) a Infinite Loop dal 1990 al 1996, dove ha apposto la sua firma su numerosi prodotti chiave dell’azienda.

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I primati del PowerBook serie 500

 Articolo pubblicato il 01/12/2009 che parla di Design,Hardware,Personaggi 

Ci sono momenti nella storia di Apple in cui sono state fatte delle scelte nuove che hanno anticipato radicalmente i tempi o mostrato strade diverse. È sicuramente merito della dimensione di Apple ma anche di una cultura insita all’azienda, che sin dai tempi di Wozniak ha operato scelte spesso coraggiose e insolite rispetto al resto del mercato. Esempi sono l’adozione dei floppy da 3,5 e poi nel 1997 la loro dismissione o l’adozione della SCSI nei primi Macintosh e la scelta di passare, in occasione del lancio dell’iMac, alle connessioni USB per tutte le periferiche.

Uno di questi momenti di innovazione è rappresentato dall’introduzione del Powerbook serie 500 nel maggio 1994.

Sviluppato con il nome in codice “Blackbird”, il 500, disponibile in cinque varianti (di cui una esclusiva per il Giappone), vanta vari primati rispetto alla concorrenza ma anche ai Mac portatili che lo hanno preceduto.


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