“Apple: storia della mela più sexy del mondo”

 Articolo pubblicato il 16/04/2019 che parla di Letture 

“Apple: storia della mela più sexy del mondo – La lussuria del marchio secondo Steve Jobs”
Autore: Marco Giamberini
Editore: Termidoro Edizioni
Anno di pubblicazione: 2012
Altre informazioni: 207 pp brossurate – lingua: italiano
Prezzo: 16 Euro

Il libro è diviso in cinque capitoli: Tra idealismo e strategia, Trasmettere l’esperienza, Critiche, L’origine del successo, Steve Jobs.
Il primo capitolo è il più corposo e occupa i 3/4 della foliazione, offrendo al lettore informazioni storiche, aziendali e aneddoti vari, mentre nel resto del libro si cerca di trarre conclusioni e fornire una prospettiva analitico-critica su Apple e sul suo cofondatore.

Apple: storia della mela più sexy del mondo - La lussuria del marchio secondo Steve Jobs“Apple: storia della mela più sexy del mondo – La lussuria del marchio secondo Steve Jobs” è abbastanza piacevole e scorrevole, ma ha alcuni difetti importanti, per cui è tutto sommato una lettura evitabile, o quantomeno da farsi con cautela.

Perché?
Anzitutto perché il libro non dice nulla di davvero nuovo o offre tesi inedite per chi abbia letto (per dirne uno) “Insanely Great” e, anzi, ci sono scelte che minano la credibilità dell’autore e sono in contrasto con quanto promette al lettore, in particolare di svelare “le strategie operative, le filosofie perseguite e i segreti del marketing, approfondendo il ruolo decisivo di Steve Jobs.”.

Giamberini a volte riporta in maniera pedissequa dettagli di secondo o terzo piano liquidando o sorvolando su eventi dal significato ben più rilevante dal punto di vista storico e commerciale.
Un esempio significativo lo si trova nel capitolo 1.14, “Uno contro uno”, dove vengono sciorinati tutti i premi in palio per gli acquirenti al raggiungimento dei traguardi, mentre si liquida in un paragrafo di una dozzina di righe l’epocale passaggio dei Macintosh dai processori PowerPC agli x86 di Intel.

A questo si aggiungono numerose affermazioni discutibili, imprecisioni o errori tout court.
Eccone alcuni, a titolo esemplificativo.
[continua la lettura della storia]

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“Chi sarà il prossimo Steve Jobs?”

 Articolo pubblicato il 12/03/2015 che parla di Letture 

“Chi sarà il prossimo Steve Jobs?”
Autore: Nolan Bushnell e Gene Stone
Editore: Hoepli
Altre informazioni: 236 pp
Lingua: italiano

Prima di Apple, nella prima metà degli anni Settanta, Steve Jobs lavorò presso Atari come operaio specializzato. La sua personalità urticante e la sua scarsa igiene gli fecero quasi perdere il posto, ma Nolan Bushnell, il cofondatore di Atari, si sforzò di non farselo sfuggire, avendo intravisto in lui “qualcosa di speciale”.

Nolan Bushnell Campus Party BrasilSecondo Bushnell, Jobs era “la persona che lavorava più duramente che avesse mai conosciuto” e “a questa qualità univa una profonda conoscenza della filosofia e ottime letture.”

Bushnell non è stato solo “il primo e unico boss di Steve Jobs”, ma è uno dei pionieri del mercato dell’elettronica e dell’informatica e nello specifico del mondo dei videogame, che ha reso una realtà di mercato. Nel corso degli anni si è mantenuto in contatto con Jobs, in un rapporto basato sulla stima reciproca.

Nel 2013 Bushnell ha scritto per Simon & Schuster “Finding The Next Steve Jobs: How to Find, Keep, and Nurture Talent”, prontamente tradotto in italiano da Hoepli come “Chi sarà il prossimo Steve Jobs? Come trovare un talento e farlo crescere in azienda”.
[continua la lettura della storia]

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“Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro” / “Steve Jobs, la storia continua”

 Articolo pubblicato il 30/01/2015 che parla di Letture 

“Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro”,
“Steve Jobs, la storia continua”

Autore: Jay Elliot
Editore: Hoepli
Altre informazioni: 258 pp / 236 pp
Lingua: italiano

Libri su Steve Jobs di Jay Elliot

Jay Elliot è stato vicepresidente di Apple addetto alla risorse umane dal 1980 al 1986, come raccontato in un’intervista a Storie di Apple. L’esperienza lavorativa è stata estremamente formativa per Elliot e dopo averla condivisa con altri autori di testi su Apple, nel 2011 ha fatto uscire un libro a suo nome. Intitolato “The Steve Jobs Way: iLeadership for a New Generation”, nel 2012 ha avuto un seguito, “Leading Apple With Steve Jobs: Management Lessons From a Controversial Genius”. Entrambi i testi sono stati prontamente tradotti ed editi in italiano da Hoepli.

In entrambi i volumi, l’obiettivo di Elliot e del giornalista William L. Simon che lo assiste come coautore, non è quello di scrivere una biografia ma di proporre una guida sull’innovazione nel management aziendale prendendo spunto dalle scelte (giuste e sbagliate) di Jobs nel corso della sua carriera.
Elliot, che all’epoca ha spesso lavorato fianco a fianco del cofondatore di Apple, si è basato su un mix di ricordi degli anni passati nell’azienda di Cupertino e di analisi di eventi successivi al suo periodo nell’azienda californiana.

Il punto di vista di Elliot è molto personale e di parte e tende a celebrare la figura Jobsiana, mostrando il fianco con qualche imprecisione su eventi e dati tecnici. Nonostante questo, i due libri risultano non solo piacevoli da leggere ma anche interessanti per l’appassionato di storia di Apple.

Il primo tomo, in particolare, ha il pregio di essere complementare ai testi di altri autori e personaggi che hanno raccontato quanto avvenuto nella prima metà degli anni ’80 e offre una prospettiva diversa (e forse più smaliziata) su responsabili di progetto e dirigenti dell’azienda di Cupertino in uno dei suoi momenti di maggiore crescita e innovazione.

“Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro” è disponibile in versione cartacea in su Amazon e in digitale per Kindle e per i dispositivi Apple è su iBooks Store
Anche “Steve Jobs. La storia continua” si può acquistare in versione cartacea su Amazon mentre in digitale c’è per Kindle e su iBooks Store per i dispositivi Apple.

Una versione preliminare di questo testo è stata pubblicate su www.nicoladagostino.net e su Panorama.it

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“The Perfect Thing”

 Articolo pubblicato il 30/01/2009 che parla di Letture,Personaggi 

“The Perfect Thing: How the iPod Shuffles Commerce, Culture, and Coolness”
Autore: Steven Levy
Editore: Simon & Schuster
Altre informazioni: 304 pp
Lingua: inglese
Disponibile in versione cartacea su Amazon, formato digitale
per Kindle e per i dispositivi Apple su su iBooks Store.

Il libro è stato tradotto (con qualche incertezza) anche in italiano e pubblicato da Sperling & Kupfer solo in versione cartacea come “Semplicemente perfetto”.

The Perfect Thing: How the iPod Shuffles Commerce, Culture, and Coolness Il nome di Steven Levy dovrebbe essere familiare agli appassionati di Apple oltre che a quelli di informatica. Suo è il memorabile “Insanely Great” e con questo libro del 2007 ha affrontato un altro, più recente mito targato Apple, quello dell’iPod.

In “The Perfect Thing”, Levy ricostruisce la genesi dell’iPod dalla progettazione fatta in gran segreto alla trasformazione del lettore in un fenomeno culturale e commerciale di massa.

Particolarmente affascinante è l’attenzione prestata ai “padri dell’iPod” ed in generale all’evoluzione della tecnologia degli mp3 player e della musica digital online. Abbiamo così una ricostruzione del ruolo di Tony Fadell e Jon Rubinstein, dell’acquisizione di Sound Jam e la trasformazione in iTunes ma anche informazioni storiche sui primi walkman digitali come il Diamond Rio e chiacchierate con pionieri come Michael Robertson.

Il libro scorre ed è discretamente avvincente, costellato di curiosità e retroscena, risultando leggibile sia tutto d’un fiato che per capitoli. Levy inoltre prova ad andare al di là della mera storia dell’iPod, soffermandosi sulla funzione pseudo-casuale Shuffle o sul rapporto personale degli utenti con l’iPod. Purtroppo il risultato non è dei migliori e invece di arricchire il quadro queste parti risultano delle simpatiche ma tutto sommato superflue divagazioni in un libro per il resto di buon livello.

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“Apple Design – The Work of The Apple IDG”

 Articolo pubblicato il 13/03/2008 che parla di Design,Hardware,Letture,Personaggi 

“Apple Design – The Work of The Apple Industrial Design Group”
Autori: Paul Kunkel (testo) e Rick English (fotografie)
Editore: Graphis Inc.
Altre informazioni: 288 pp di grandi dimensioni
Lingua: inglese
Disponibile solo in versione cartacea e venduto su Amazon a prezzi altissimi perché esaurito e non più ristampato da anni.

Apple Design - scorcio di copertinaCamuffato dietro l’aspetto (ed il costo) di un libro per addetti ai lavori e facoltosi appassionati “Apple Design – The Work of The Apple Industrial Design Group”, è in realtà una delle fonti più complete e minuziose sulla storia di Apple.

Il libro parla del design degli oggetti progettati dai vari responsabili e gruppi di design industriale (da cui il titolo) succedutisi dai primi anni ’80 alla seconda metà degli anni ’90: il contributo di Paul Kunkel e di Rick English è perfettamente complementare alle varie storie edite dell’azienda e dei suoi leader. Fornisce dettagli inediti e svela retroscena dalla prospettiva del design illustrando come si è giunti alle spesso premiate forme degli oggetti “designed in California”.

L’appeal maggiore del tomo è ovviamente costituito dalle numerosissime immagini, non tutte di English, che formano il cuore del libro e che mostrano non solo quanto è stato commercializzato ma anche i tantissimi prototipi e studi, fornendo uno scorcio su strade non intraprese e offrendo un quadro complessivo più chiaro delle strategie progettuali e commerciali della mela mordicchiata nel corso di quasi tre decenni.

Apple Design - Apple III e Apple LisaAd avvolgere e contestualizzare l’iconografia c’è l’enciclopedico testo di Kunkel che documenta con minuzia certosina nascita, sviluppo ed evoluzione di singoli oggetti e linee di prodotto incorporando dichiarazioni e commenti dei vari designer coinvolti.

La trattazione approfondita di testo ed immagini copre un tutto il design Apple: computer, stampanti, monitor, periferiche. Si va dal Macintosh originale al design dei mouse passando per il Newton: dal Knowledge Navigator al Pippin, dalla QuickTake a sistemi modulari o supercomputer mai prodotti con un’attenzione notevole a portatili, palmari e tablet computer.

Apple Design - scorcio di copertinaA chi si chieda cosa voglia dire “numerosissime immagini” rispondiamo “più di quattrocento, 404 per l’esattezza”. E dal conteggio sono esclusi i circa 40 ritratti dei (pochi) dirigenti e (tanti) designer e progettisti corredati di brevi profili biografici. Se alcuni di questi al momento dell’uscita di “Apple Design” erano già figure mitiche e ben note (pensiamo a Jerry Manock, a Helmut Esslinger o al nostro Giorgetto Giugiaro) altre lo stavano per diventare in virtù del contribuito dato alla ideazione, progettazione e produzione degli oggetti raffigurati nel libro

La sequenza dei prodotti esaminati si ferma con il TAM, il Macintosh commemorativo dei 20 anni di Apple arrivando quindi fino al 1997. È l’unico vero limite del libro, ingigantito dall’ulteriore impressionante evoluzione stilistica degli anni successivi sotto la guida di Jonathan Ive. Per il resto sono oggettivamente davvero poche le critiche che si possono fare al volume di Kunkel e English.
Tra queste c’è forse l’inclusione di una patinatissima quanto misteriosa sequenza finale di immagini: quattro foto che raffigurano dettagli di altrettanti nuovi prodotti ma che finiscono per risultare molto distanti dal resto del volume il cui unico vero difetto è che non esista (ancora?) un aggiornamento o un seguito di pari livello.

Immagini tratte da RedLightRunner

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“Revolution In The Valley”

 Articolo pubblicato il 29/01/2008 che parla di Hardware,Letture,Personaggi,Software 

“Revolution In The Valley: The Insanely Great Story of How the Mac Was Made”
Autore: Andy Hertzfeld & AAVV
Editore: O’Reilly
Altre informazioni: 296 pp illustrate
Lingua: inglese
Disponibile in versione cartacea su Amazon e in formato digitale per Kindle e per dispositivi Apple, sull’iBooks Store statunitense.

Revolution In The Valley: The Insanely Great Story of How the Mac Was Made può essere definito senza ombra di dubbio il libro definitivo sulle origini del Macintosh la cui lettura è altamente consigliata. Può sembrare una dichiarazione esagerata ma l’autore e i personaggi coinvolti, in più occasioni come coautori, ne sono la migliore garanzia possibile.

Il testo, riccamente illustrato, deriva da un sito, Folklore.org che Andy Hertzfeld ha ideato già nel 1996, dopo la (dis)avventura. Il sito web ha esordito molto dopo, nel 2003 ma verso la fine degli anni ’90 Hertzfeld scrisse la prima serie di cronistorie sulla Apple dei primi anni ’80 e sullo sviluppo del Mac.

L’assunto di base del sito, e del libro che ne è scaturito per interesse dell’editore Tim O’Reilly, è di una narrazione corale, cioè che fosse proprio chi c’era all’epoca a raccontare e comporre il mosaico di retroscena, dettagli, idee e eventi che portarono alla creazione e commercializzazione del computer “for the rest of us”.

Tra gli autori troviamo infatti nomi come quelli di Steve Capps, Donn Denman, Bruce Horn e Susan Kare, i cui preziosi ricordi si aggiungono al calderone pseudocasuale di storie di Hertzfeld, coinvolgente guida al mondo di prototipi, interfacce, hack, scherzi ma anche scontri di personalità del team che creò il Macintosh. Questo calderone nell’edizione a stampa difetta – ovviamente – dei link della natura ipertestuale, ma oltre ad una cura grafica notevole è arricchito da contenuti extra e sopratutto da una ricchissima iconografia, fornita in parte da Apple stessa. L’azienda pare infatti avere un archivio enorme, caotico e pieno di piccole e grandi gemme. Proprio come la sua storia.

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L’archivio documenti di Storie di Apple

 Articolo pubblicato il 21/02/2007 che parla di Eventi,Letture,Novità 

In questa pagina sono messi a disposizione dei lettori di Storie di Apple -come testimonianza e riferimento futuro- una serie di testi, filmati e in generale documenti e materiali di particolare attualità o rilevanza storica.

Nota bene: i materiali sono e restano copyright di Apple e degli aventi diritto e sono forniti qui come documenti e in formato “degradato”, senza alcuno scopo commerciale ed esclusivamente a fini didattici e storici.

Sono attualmente disponibili:

Prova su strada Macintosh
Audio tratto dalla cassetta “Prova su strada Macintosh”, localizzazione italiana di “Test Drive a Macintosh” del 1984 e scansione del foglietto accluso.
(1984, in lingua italiana, formato: MP3 bassa qualità / media qualità)
(1984, in lingua italiana, formato: JPG)

Dylan WWDC ’94 brochure
Conversione in PDF (bitmap) della brochure informativa sul linguaggio di programmazione Dylan distribuita alla WWDC del 1994.
(1994, in lingua inglese, formato PDF)

Cisco Vs. Apple
Complaint for trademark infringement, unfair competition, false description, and injury to business reputation – demand for jury trial
(2007, in lingua inglese, formato PDF)

Dal 2003 al 2008: 5 anni di Apple
Schermate usate come base per la presentazione nella prima tappa del tour di Storie di Apple tenutasi il 19 gennaio 2008 a Pescara presso Essedì.
(2008, in lingua italiana, formato Keynote, PDF, Flash, filmato interattivo QuickTime)

Think Different, Switch, Get A Mac: il mondo degli spot Apple
Schermate usate come base per la presentazione nella seconda tappa del tour di Storie di Apple tenutasi il 16 febbraio 2008 a L’Aquila presso Futura Grafica.
(2008, in lingua italiana, formato PDF e Flash)

Interview with John T. Draper – audio
Audio integrale dell’intervista a John T. Draper (meglio noto come Captain Crunch) realizzata in Italia al MOCA2008.
(2008, in lingua inglese, formato: MP3)

26 anni di mouse Apple
Schermate usate come base per la presentazione nella tappa bolognese del tour di Storie di Apple del 21 febbraio 2009 presso Tech-it.
(2009, in lingua italiana, formato Keynote, PDF)

La sottile innovazione di Apple
Schermate usate come base per la presentazione al MacDay 2009 il 10 maggio 2009 a Casalecchio di Reno (BO).
(2009, in lingua italiana, formato PDF)

iTunes Music Store – aprile 2003/settembre 2010
Foglio di calcolo con tutti i dati sulle vendite di brani audio nell’iTunes Store dall’apertura il 28 aprile 2003 al primo settembre 2010. Ogni data riporta il link ai comunicati stampa online originali dell’epoca o in alternativa a una fonte terza.
(2010, formato XLS, CSV, TXT)

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