Le altre novità di Mac OS 9
La funzione più pubblicizzata di Mac OS 9 era Sherlock 2, ma il sistema operativo conteneva diverse altre novità, quasi tutte inerenti allo sviluppo e all’arrivo del nuovo OS per Macintosh derivato da NeXT, Mac OS X.
Mac OS 9 infatti aggiungeva tra le altre cose la multiutenza, le password vocali, il portachiavi, la condivisione dei file e l’aggiornamento software via Internet, la crittografia, AppleScript via TCP/IP e un Network Browser con supporto per l’FTP. Molte erano funzioni presenti anche in Mac OS X, sviluppate in contemporanea o frutto di backporting.
L’obiettivo di Apple era non solo di rendere il Mac OS più potente e al passo coi tempi ma anche di preparare il terreno alla migrazione verso OS X, che all’epoca si pensava sarebbe cominciata già agli inizi del 2000.
MacBook di ottobre 2009: addio alla Firewire
MacBook (maggio 2006)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Late 2006) (novembre 2006)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Mid 2007) (maggio 2007)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Late 2007) (novembre 2007)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Early 2008) (febbraio 2008)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Early 2009) (gennaio 2009)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Mid 2009) (giugno 2009)
USB: 2 2.0
Firewire: 1
MacBook (Late 2009?) (novembre 2009)
USB: 2 2.0
Firewire: non presente
Nota: il titolo (e l’indirizzo) riportava per errore il mese di novembre invece di ottobre.
I Macintosh made in Italy
Sono in pochi a saperlo e ancora in meno ad averne avuto uno tra le mani ma per un breve periodo il Mac è stato prodotto anche in Italia. Per la precisione si tratta di cloni Macintosh: tra le aziende autorizzate nella seconda metà degli anni ’90 c’è stata anche la catena nostrana Centro HL.
La versione ufficiale ricostruita da archivi online afferma che CHL produsse tre modelli su licenza di Umax, uno dei primi e più noti nomi che strinsero accordi con Cupertino.
Da indagini ulteriori siamo però venuti a sapere che più che produrre si trattava di commercializzare sotto nuovo nome senza progettare o cambiare nulla: i cloni di CHL erano in tutto e per tutto degli Umax rimarchiati di questi venivano usate le componenti che venivano poi assemblate in un laboratorio a Firenze (e pubblicizzate sulla stampa locale).
I modelli proposti da Centro HL furono i seguenti.
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Dylan fa causa a Apple
Nell’estate del 1994 il cantante folk Bob Dylan fece causa a Apple per violazione di trademark. L’obiettivo del musicista era di impedire all’azienda di Cupertino di impiegare il suo nome in prodotti software.
La causa verteva sul fatto che Apple aveva creato un nuovo linguaggio di programmazione per Macintosh ispirato allo Scheme e al Lisp e l’aveva chiamato ‘Dylan’.
Il linguaggio era stato ideato nei primi anni ’90 e pensato originariamente per sviluppare la piattaforma Newton. Sfortunatamente l’implementazione non era abbastanza matura e gli fu preferita una combinazione di C e di NewtonScript, linguaggio inventato da Walter Smith.
Internamente Dylan era noto con il nome in codice Ralph ed assunse solo in seguito il suo vero nome che, secondo lo sviluppatore James Joaquin, era l’acronimo di “DYnamic LANguage”.
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