Apple PhotoFlash

 Articolo pubblicato il 02/02/2012 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Macintosh PhotoFlashQuasi dieci anni prima di iPhoto Apple disponeva già di un software per gestire e modificare su Macintosh le immagini scattate con una macchina fotografica digitale. Il programma si chiamava PhotoFlash ed era stato realizzato da Apple con l’assistenza fondamentale della Storm Software. La Storm era un’azienda di Mountain View specializzata nell’elaborazione di foto e immagini e oltre a Apple aveva collaborato o dato in licenza le sue tecnologie a nomi quali Kodak, Aldus, Radius e DayStar Digital.

Dalle note di Copyright di PhotoFlash si apprende che il software venne rilasciato nel 1993, probabilmente in una prima versione. È però nel 1994 e con la release 2 che fece timidamente capolino su riviste, cataloghi software e soprattutto su qualche Macintosh.

Macintosh PhotoFlash 2.0.1 - About box

Photoflash 2 non solo era in vendita (a 360’000 Lire, in Italia) ma venne anche fornito gratuitamente da Apple in bundle con la sua seminale fotocamera digitale QuickTake 150. Installando i driver della 150 ci si ritrovava anche questo misconosciuto software che permetteva di visualizzare le immagini trasferite dalla QuickTake, come anche di modificarle, organizzarle in raccolte e altro ancora.
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Il PPC 603e: dai Mac allo spazio

 Articolo pubblicato il 27/09/2011 che parla di Lo sapevate che... 

5200La seconda generazione di processori PowerPC esordì nell’aprile del 1995 con l’arrivo del Power Macintosh 5200 LC. Il computer era dotato di un nuovissimo chip PPC 603 a una frequenza di 75 MHz, una cache di primo livello di 8 KB e un bus da 37,5 MHz.

Il 5200 – insieme al più potente 6200, del maggio 1995 – rimase però uno dei pochi modelli di Macintosh a utilizzare il PowerPC 603 nella sua versione originale. Si scopri infatti che la cache ridotta di cui era dotato il processore non andava per nulla d’accordo con il sistema operativo. All’epoca il Mac OS era in buona parte composto da codice per i processori 68000 e veniva quindi emulato sui PowerPC: con poca cache le performance erano pessime tant’è che i primi Mac con il 603 si guadagnarono una cattiva fama.

Il problema venne risolto creando una variante del processore, il PPC 603e, con una cache aumentata a 16 KB (la stessa dimensione presente sui PPC 601) e la possibilità di spingersi a 200 MHz e in seguito sino a 300 MHz dal massimo originario di 120 MHz. Queste caratteristiche permisero uno sfruttamente molto più esteso del processore e l’impiego sui portatili, che per la prima volta vennero dotati di PowerPC.

Così al Macworld Expo di Boston, nell’agosto 1995, Apple presentò tra i vari prodotti anche il PowerBook 5300 e il PowerBook Duo 2300, due computer agli antipodi come concezione e target ma accomunati da un hardware sostanzialmente identico.
Uno era l’ambizioso ma sfortunato successore della serie 500 e l’altro un ultimo colpo di cosa della minimale linea Duo. Entrambi, però, avevano la stessa scheda madre con sopra lo stesso processore, un PowerPC 603e a 100 MHz.
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La Mac OS Anthology

 Articolo pubblicato il 11/04/2011 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Nel maggio 1999, durante la conferenza WWDC, Steve Jobs annunciò tra le novità anche un prodotto rivolto agli sviluppatori per aiutarli nei test dei loro software. Si trattava della “Mac OS Anthology” ed era una raccolta ufficiale di Apple di molti dei suoi sistemi operativi per il Macintosh.

La prima Mac OS AnthologyLa Mac OS Anthology venne inizialmente presentata nella forma di un cofanetto contenente 4 DVD dati che comprendevano tutti le release dei sistemi operativi per Macintosh dal System 7 sino all’attuale Mac OS 8.5.

Grazie al sito web Applefritter riportiamo la descrizione sul retro del primo cofanetto:

Worldwide System Software for Developers
1999 Edition
From System 7 to Mac OS 8.5 and beyond
This DVD-ROM set is the first DVD offering from the Apple Developer Connection. The DVD format was selected because it delivers so much useful data on one convenient and easy-to-use medium. This collection is designed to assist you in extending your product’s reach into international markets and environments.

La Mac OS Anthology era un prodotto a pagamento e riservato ai programmatori registrati al programma ufficiale ADC di Apple. Almeno nelle intenzioni originarie doveva incoraggiare a puntare alla massima compatibilità dei software in fase di sviluppo, perché fossero eseguibili senza problemi su varie combinazioni di computer e versioni del Mac OS.
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Get unwired (e gioca) con AirPort

 Articolo pubblicato il 20/09/2010 che parla di Hardware,Lo sapevate che... 

La tecnologia AirPort venne presentata da Apple nel 1999 ma solo nel corso dell’anno seguente l’azienda riuscì a rendere tutta la sua linea Macintosh compatibile con la sua nuova connettività WiFi 802.11b.

Logo AirportNel 2000 non solo gli iBook ma anche gli iMac, i PowerBook e i Power Mac (Cube incluso) erano predisposti per accogliere una scheda interna Airport e potevano così connettersi alla (prima) base Airport.

Per illustrare le possibilità del networking senza fili Apple mise online sul suo sito web una demo, sotto forma di giochino in QuickTime. Realizzato da Greg Gilman usando LiveStage Pro, il gioco mostrava la pianta di un appartamento e, sulla sinistra, tre pulsanti numerati.

Premendo il primo pulsante si poteva selezionare un Macintosh (e il suo colore) e trascinandolo posizionarlo in qualsiasi punto della casa. Il secondo pulsante serviva invece a prelevare una scheda AirPort e aggiungerla ai Mac.

Facendo click sul terzo pulsante veniva svelata una base AirPort: non appena veniva posizionata in un punto qualsiasi della casa (o anche fuori, cosa poco plausibile) la demo si animava con onde grafiche che mostravano le trasmissioni WiFi da e verso i computer.

L’Internet Archive ha alcune copie della pagina ma purtroppo la demo nonfunziona perché manca il filmato QuickTime Movie. Fortunatamente facendo alcune ricerche è emersa una copia del file .mov su un sito di terzi così che anche a un decennio di distanza è possibile “Get unwired” (dimenticare i fili) e giocare con la tecnologia AirPort.

Le immagini del logo Airport e del sito Apple.com sono “Courtesy of Apple”.

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I molti sistemi operativi del Lisa

 Articolo pubblicato il 02/09/2010 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Se ad uno dei (pochi) fortunati utenti dell’Apple Lisa si pone la domanda “quanti sistemi operativi ci sono per il Lisa? la risposta più probabile è “uno, il Lisa OS!”, magari accompagnato da apologetiche spiegazioni sulla breve vita e poca fortuna dell’antesignano del Macintosh.

Apple Lisa - 1983

Lisa OS stava per Lisa Office System, ambiente operativo che offriva i vari software di produttività personale realizzati e forniti da Apple con il computer. I software erano LisaWrite, LisaCalc, LisaDraw, LisaGraph, LisaProject, LisaList e LisaTerminal; in seguito furono proposti col nome “Lisa 7/7″, in riferimento al numero dei programmi.

Lisa Office System

Qualche appassionato potrebbe però correggere il tiro e incrementare il conteggio dei sistemi operativi del Lisa a due, menzionando MacWorks XL.
Più che di un SO si trattava però di un emulatore, che implementava la compatibilità con la ROM da 64K del Macintosh e quindi con il suo parco applicativi.

Grazie a MacWorks XL, lanciato nell’aprile 1984, il Lisa visse una seconda esistenza e il modello 2/10 venne poi riproposto a partire dal gennaio seguente con il nome di Macintosh XL.

MacWorks XL

Per la cronaca, dopo la dismissione del Lisa, il software continuò ad essere sviluppato dalla Sun Remarketing, azienda che aveva rilevato lo stock rimanente di Lisa da Apple.
Le versioni seguenti presero il nome di MacWorks Plus, che supportava il System 6.03 (e il Mac Plus con le sue ROM da 128k) e di MacWorks Plus II. Quest’ultimo, sviluppato dalla Dafax Processing Corp., arrivò addirittura alla compatibilità con il Mac OS 7.5.5: era un limite “fisico” legato all’utilizzo del Motorola 68000, CPU che era stata usata sia nei primi modelli di Macintosh che nel “vecchio” Lisa.

Il numero dei sistemi operativi sviluppati per il Lisa in realtà non si ferma qui e include due OS di primo piano: UNIX e il CP/M.
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Steve Capps… Guitar Hero!

 Articolo pubblicato il 01/06/2010 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Steve Capps si diverte con JaminatorNel 1986, dopo aver abbandonato lo sviluppo del Macintosh e prima di intraprendere quello del Newton, Steve Capps si prese una “pausa estiva”.

Il risultato fu che in poche settimane sviluppò da solo ben tre software musicali per il Mac ed architettò un’innovativa quanto divertente chitarra virtuale.

Il più noto e importante dei tre software musicali era SoundEdit, passato alla storia come il primo editor audio grafico a larga diffusione per Macintosh. Per molti anni punto di riferimento per chi elaborava audio, SoundEdit fu commercializzato da Macromedia ma per il primo rilascio fu necessario aspettare quasi due anni. All’epoca in cui fu sviluppato il Macintosh non disponeva di un ingresso audio di fabbrica (e non ne avrebbe avuto uno sino al 1990) quindi SoundEdit esordì nel gennaio 1988 insieme a MacRecorder Sound System, un prodotto hardware della Farallon che aggiungeva l’agognato input.

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P.A. Semi ed Apple: storia di un matrimonio rimandato

 Articolo pubblicato il 02/04/2010 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Furono in molti a stupirsi quando nell’estate del 2005, sul palco della World wide Developer Conference (WWDC), Steve Jobs annunciò il passaggio dei Macintosh da processori RISC PowerPC di IBM ai Core Duo di Intel, evoluzione dei criticati e sbeffeggiati Pentium.

Logo della PA SemiLo stupore più grande in assoluto fu però quello di un gruppo di sviluppatori di microchip che nei giorni seguenti si aggirarono nei corridoi di Infinite Loop in preda a shock. Si trattava del personale della P.A. Semi, un’azienda di Palo Alto (da cui le iniziali nel nome) giovane e piccola ma con un pedigree prestigioso che stava collaborando con Apple su una futura evoluzione dei PowerPC.

Come riferì nel 2006 The Register, gli sviluppatori erano all’opera da mesi ed avevano unito le loro forze a quelle di Apple. L’obiettivo era quello di capire se Mac OS X poteva essere oggetto di un porting sui nuovi microprocessori della Semi. Quando arrivò la notizia che l’azienda di Cupertino aveva raggiunto un accordo con Intel, la sorpresa fu tanta e foriera di problemi: come affermò una persona informata dei fatti “la P.A. Semi ci contava proprio” e dopo il passaggio ad Intel “non avevano alcuna idea di cosa sarebbe successo”. Lo sapeva invece Apple, e molto bene, ma prima di arrivare alla conclusione facciamo un passo indietro.

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