Cinque anni di… Storie di Apple su Applicando

 Articolo pubblicato il 06/08/2013 che parla di Novità 

copertina Applicando 268Come accennato qualche giorno fa, nella segnalazione dell’uscita di Applicando 327, la rubrica di Storie di Apple sulla rivista ha appena compiuto cinque anni di vita visto che la prima, “La Macintosh Division”, è comparsa nel settembre del 2008, sul numero 268 della rivista, che annunciava l’arrivo dell’iPhone 3G.

Spero che in questo lasso di tempo lo spazio con le Storie di Apple, in genere verso pagina 22, sia diventato un appuntamento gradito sia ai lettori più vecchi che seguono Applicando (ed Apple) da decenni, che a quelli più giovani, ad esempio quelli arrivati in seguito all’acquisto di un iBook, o di un Macintosh con processore Intel, oppure di un dispositivo iOS, e curiosi di conoscere le evoluzioni e curiosità dell’azienda.

Dando un’occhiata ai quarantasei articoli pubblicati sinora, noto che la parte del leone l’ha fatta l’hardware, con una ventina di pezzi. Segue una decina di testi su argomenti vari e poi altri due capisaldi di Storie di Apple, ricostruzione ed approfondimenti su software (nove articoli) e sui personaggi (sette articoli) che hanno reso notevoli Apple e i suoi prodotti, in primis il suo cofondatore, Steve Jobs (ben tre articoli).

Ricordo che gli articoli vengono progressivamente (ri)pubblicati anche su questo sito, in genere a distanza di un annetto dalla comparsa su carta (dove potete leggere le cose più nuove, com’è giusto che sia).

Nella pagina che elenca tutte le rubriche trovate di volta in volta link all’annuncio dell’uscita su rivista, al sommario del numero (facendo clic sulla copertina) e al testo della rubrica (clic sulla pagina della rubrica)

Se volete avere un colpo d’occhio più globale delle rubriche, le trovate anche su Pinterest, dove potete “pinnarle” ed aggiungerle alle vostre bacheche.

Grazie e… buona lettura!

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Disponibile CRUX PPC 3.0

 Articolo pubblicato il 17/06/2013 che parla di Novità,Software 

cruxppcNel settembre 2011 ho intervistato Nico Macrionitis, uno dei curatori (italiani) della versione per processori PowerPC della distribuzione Linux CRUX.

A distanza di quasi due anni segnalo con estremo piacere che il progetto è ancora vivo. In questi giorni è infatti stata resa disponibile la versione 3.0 del CRUX PPC.

Come spiegato nell’intervista, questo OS può rivelarsi utile per chi vuole usare e/o rivitalizzare un (ormai) vecchio Macintosh con processore RISC PowerPC, utilizzando software libero e gratuito e un po’ più sicuro e più aggiornato di quello fornito da Apple all’epoca e ormai vetusto, discorso che purtroppo vale anche per gli strumenti di terzi, nonostante lodevoli eccezioni come Classilla e TenFourFox.

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Un sito un po’ più sociale

 Articolo pubblicato il 09/04/2013 che parla di Novità 

Da qualche giorno Storie di Apple si è aperto un po’ di più ai servizi di social networking.

In passato, vicino al titolo di ogni articolo, era presente il pulsante di Google Plus, così come era segnalata la pagina ufficiale. Questo pulsante è stato spostato in fondo al testo, per non distrarre dalla lettura, ed è stato affiancato da altri tre: Twitter, Facebook e anche LinkedIn.

I quattro pulsanti vi permettono di segnalare più facilmente un articolo che vi è piaciuta particolarmente ai vostri contatti su uno o più servizi, a seconda di quello o quelli che amate, usate e frequentate. In questo modo aiuterete Storie di Apple a essere un po’ più conosciuto e apprezzato dagli appassionati italiani della mela morsicata di Cupertino.

Aggiungo che ho anche modificato e integrato un po’ delle voci nella colonna di destra e reso meno tecnico il modo in cui si elencano le categorie tematiche e i tag/argomenti in calce, che vi ricordo essere un ottimo modo per scoprire e leggere altre storie di Apple già pubblicate in questi anni.

Buona lettura!

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Correzioni

 Articolo pubblicato il 16/07/2012 che parla di Novità 

Gli articoli pubblicati su questo sito non sono scolpiti nella pietra e soprattutto sono perfettibili. Quando trovo nuove informazioni o noto errori o imprecisioni, torno a correggere e integrare.

È quello che ho fatto per un paio di testi pubblicati nel 2008, che parlano di tecnici hardware e sviluppatori software seminali per la nascita del primo computer Apple con interfaccia grafica e per il sistema operativo del NeXT (su cui è basato l’attuale Mac OS X).

  • “Le figure chiave del Lisa”
  • “Boynton, Hullot, Serlet, Ohlfs: dove sono adesso?”
  • Vi invito a a rileggerli, o a leggerli se non l’avete ancora fatto.

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    Quark prima di Xpress

     Articolo pubblicato il 01/06/2012 che parla di Lo sapevate che...,Novità,Software 

    Da più di vent’anni al nome “Quark” si fa seguire subito quello di “XPress”: il software e l’azienda che lo produce sono identificati da molti con il concetto stesso di impaginazione digitale, soprattutto dopo aver scalzato il pioniere Page Maker.

    Quark Word Juggler AdMa prima di divenire il leader nel settore del DeskTop Publishing su Macintosh (e poi anche su Windows), le attenzioni di Quark erano dedicate a un altro computer di Infinite Loop, l’Apple II, per cui l’azienda produceva software, e si è cimentata anche con dell’hardware.

    La Quark Inc. è stata fondata nel 1981 con il nome “Quark Engineering” da Tim Gill e Mark Pope e fino al 1986 il suo prodotto principale è stato il programma di videoscrittura Word Juggler.
    Disponibile per l’Apple IIe e l’Apple IIc, Word Juggler era un prodotto professionale che veniva venduto a oltre duecento dollari. Fu uno dei primi software a girare sul “nuovo” sistema operativo ProDos e ne venne realizzata anche una versione per lo sfortunato Apple III/III+ che sfruttava le 80 colonne e la maggiore memoria disponibile ma costava quasi trecento dollari.

    Quark Word Juggler and Lexicheck AdInsieme a Word Juggler Quark aveva sviluppato e proponeva anche un suo correttore ortografico, chiamato Lexicheck, che nel 1984 vantava un dizionario di (ben) cinquantamila termini e veniva venduto in bundle o a sè stante, a poco più di un centinaio di dollari.

    Un altro software di Quark della prima metà degli anni ’80 rispondeva al nome di Catalyst. Si trattava di un’utility riservata agli utenti Apple II che possedevano un disco fisso e permetteva di lanciare e usare da questa periferica i software progettati e forniti originariamente su floppy disk. Per un breve periodo Catalyst fu parecchio popolare e venne distribuito insieme all’Apple IIe, a cui si poteva affiancare un hard disk targato… Quark.

    Già. Per un paio d’anni ci fu una divisione apposita dell’azienda chiamata Quark Peripherals che si cimentò anche nella produzione di dischi rigidi esterni. Il primo (e probabilmente unico) prodotto era il Quark QC10, che si poteva collegare anche a un macintosh (tramite la porta floppy) e offriva una capienza di 10 MB. Venne proposto inizialmente al prezzo di 1995 dollari e nelle recensioni dell’epoca ricevette critiche per il prezzo, le performance non esaltanti e una manualistica poco chiara.

    Nel 1987 la Quark Peripherals venne chiusa e i dischi rimasti vennero ceduti alla Sun Remarketing, non nuova a rilevare prodotti del mondo Apple. La Quark si concentro sul suo nuovo programma per Macintosh, Xpress, che aveva lanciato proprio quell’anno. E il resto è storia.

    Nota: le pubblicità di Word Juggler e LexiCheck sono tratte da InfoWorld del febbraio 1985 e marzo 1984.

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    Storie di Apple in Google Currents

     Articolo pubblicato il 19/05/2012 che parla di Novità 

    Storie di Apple in Google Currents per iPadGoogle Currents è uno strumento per la lettura su cellulari e tablet di news e contenuti online in forma di rivista, reso di recente utilizzabile anche nel nostro paese.

    Segnalo a chi ha il software di Currents, installabile gratuitamente sia per iPhone e iPad che per cellulari e tablet Android, che è ora disponibile una “edizione” ufficiale di Storie di Apple, ovvero una versione ottimizzata degli articoli di questo sito web per l’app (e quindi per la lettura “mobile”).

    Il link per aggiungerla alle vostre letture dentro Google Currents è il seguente:
    www.google.com/producer/editions/CAowloCXCQ/storie_di_apple
    ma in alternativa potete usare il pulsante “+” direttamente nell’app e poi affidarvi alla ricerca nel catalogo.

    Aggiungo che oltre a quella di Storie di Apple, in Google Currents c’è anche un’edizione di Stories of Apple, che da qualche anno offre versioni in inglese degli articoli interviste e di Storie di Apple e – di tanto in tanto – anche qualche anticipazione e inedito.

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    Il Macintosh di Prince in Graffiti Bridge

     Articolo pubblicato il 09/01/2012 che parla di Novità 

    Nelle sequenze di apertura e chiusura di “Graffiti Bridge” Prince, regista e protagonista del film, viene mostrato intento a lavorare sulla sua musica, davanti allo schermo di un Macintosh compatto.

    A Mac in Graffiti Bridge 01 zoomSe nel 1986, in “Purple Rain”, Prince componeva al pianoforte e con spartiti di carta, sei anni dopo, nel seguito non ufficiale del film, la tecnologia la fa ormai da padrone e il musicista di Minneapolis ha nel suo antro, la stanza sotto il palco del locale “Glam Slam”, un “computer for the rest of us”.

    Anche se le riprese del Mac sono tutte nella semioscurità e la macchina da presa ci concede un primo piano solamente dello schermo, è evidente che si tratta di un modello compatto.
    Proviamo a indovinare quale.

    Cominciamo subito con lo scartare il Mac originale, del 1984, che con i suoi 8 MHz e soli 128k di RAM è sottodimensionato per fare musica. Lo stesso ragionamento si può fare per il Fat Mac, che è del 1985 ma che rispetto al primo Mac aveva solo più memoria RAM. Da scartare anche il Classic, che poteva montare sino a 1MB, ma che aveva sempre la stessa CPU e che soprattutto venne lanciato giusto un mese prima dell’uscita del film.

    La rosa si riduce perciò a soli tre modelli: il Mac Plus, l’SE e l’SE/30. Fortunatamente nei pochi secondi in cui il Mac è ripreso si scorge un dettaglio che aiuta nell’identificazione: lo slot del drive per i floppy è in basso. Questo particolare esclude il Plus che come tutti i primi modelli aveva il drive in una posizione a metà tra base del computer e il bordo dello schermo. Di contro l’SE aveva un’ampia zona libera sotto lo schermo ornata da linee orizzontali di fuga e in cui poteva alloggiare anche un secondo drive.

    È altamente probabile che quello che si vede nel film sia un Mac SE, messo in commercio nel marzo 1987, oppure il più potente SE/30, che è del gennaio 1989. Il Mac è nella versione a un solo floppy, quindi ha un disco fisso interno e uno esterno, su cui il Macintosh è poggiato.

    Passiamo ora al software.
    In un’inquadratura si vede abbastanza bene l’interfaccia del programma, un sequencer, nonché il titolo del brano a cui Prince sta lavorando, “Can’t Stop This Feeling I’ve Got”, incluso nella colonna sonora (ma non nel film).

    A Mac in Graffiti Bridge 00

    Purtroppo all’epoca il sistema operativo del Mac, il System, non indicava il nome del programma in esecuzione ma solamente l’icona, in alto a destra.

    Mi è però venuto in aiuto l’amico Paolo Tramannoni che ha subito riconosciuto l’applicazione. Prince usa Performer della Mark of the Unicorn (MOTU). Il programma è nella sua versione MIDI-only e non potrebbe essere altrimenti dato che le funzioni per l’audio digitale sono arrivate proprio nel 1990, quando il software ha cambiato nome in Digital Performer.

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