La chiacchierata di Steve e Bill

 03/04/2012 - Archiviato in: Personaggi 

Nel 2007 Steve Jobs e Bill Gates hanno diviso il palco della quinta conferenza “D: All Things Digital” per una chiacchierata a quattro con i giornalisti Walt Mossberg e Kara Swisher.

Steve Jobs and Bill Gates

In quell’occasione Jobs ha usato una citazione, il ritornello del brano “Two of Us” dei Beatles per sottolineare quanto i due fossero simili e la storia che avevano in comune:

“You and I have memories longer than the road that stretches out ahead.”

(Traduzione in italiano)

“Tu ed io abbiamo ricordi più lunghi della strada che si perde di fronte”

Commentando che “And that’s clearly true here”, era proprio il loro caso.
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1955-2011

 06/10/2011 - Archiviato in: Novità,Personaggi 

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Apple ed Astarte

 08/06/2011 - Archiviato in: Personaggi,Software 

Il 10 aprile del 2000 Apple rese noto di aver stretto un accordo con la software house Astarte GmbH, rilevandone tutti i prodotti, tecnologie e brevetti detenuti.
I primi frutti di questa acquisizione maturarono nel gennaio seguente quando, al consueto appuntamento del Macworld, esordì la coppia di software iDVD e DVD Studio Pro.
Non si trattò però dell’unico apporto di Astarte all’azienda di Cupertino, anzi.

DVDirector

Basata in Germania, a Karlsruhe, la Astarte era nota tra gli addetti ai lavori per aver creato il popolare software di masterizzazione Toast, poi venduto alla Adaptec. Alla fine degli anni ’90 la Astarte era di nuovo all’avanguardia e proponeva software che si rivolgevano al nascente mercato dell’authoring DVD. I suoi prodotti si chiamavano DVDelight e DVDirector, costosa soluzione Mac-only che includeva schede di codifica e/o decodifica MPEG-2 (fornite dalla Wired Inc).

A differenza di Adaptec, Apple non era interessata semplicemente alla tecnologia e nel comunicato si specificava che il team di Astarte che si sarebbe unito a quello Apple.
Negli anni a venire il personale acquisito si rivelò estremamente importante, forse ancora di più di software, per la crescita del Mac nell’audio-video.

Uno dei nuovi collaboratori era Mike Evangelist, che gestiva le operazioni di Astarte negli Stati Uniti, che divenne Product Marketing Manager del settore “Professional Applications”.
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Gestire l’interazione – Intervista a Bruce Horn

 13/01/2011 - Archiviato in: Personaggi 

La carriera di Bruce Horn è lunga e prestigiosa e comincia allo Xerox Parc. Qui, da studente, ha contribuito allo sviluppo software dei sistemi grafici lavorando in e su Smalltalk, seminale linguaggio (ed ambiente) di programmazione. Dal 1981 al 1983 è stato in Apple nel team che ha creato il Macintosh: Bruce è stato il progettista e principale sviluppatore del Finder e del sistema di metadati tipo/creatore per file e programmi e del Resource Manager.

Bruce Horn and Steve WozniakPiù avanti, alla fine degli anni ’80 Bruce ha contribuito al progetto Newton ed ha fatto parte del prestigioso gruppo di ricerca ATG (Advanced Technology Group) ed ha contribuito anche dall’esterno al mondo Mac, ad esempio lavorando presso Adobe ad uno spooler per la stampante LaserWriter di Apple.
Verso la fine degli anni ’90 ha rivelato che stava sviluppando in maniera indipendente iFile, un’interfaccia rivista e corretta per Macintosh per la gestione dei file basato sui metadati.

In occasione del venticinquennale della nascita del Macintosh abbiamo contattato Bruce che -con grande disponibilità- ha ripercorso le sue esperienze dentro e fuori Apple.
Ecco di seguito cosa ci ha raccontato.

Storie di Apple: Quali sono i ricordi più belli che hai del lavoro sul Macintosh?

Bruce Horn: Il lavorare con Andy [Hertzfeld], Steve Capps, Steve Jobs, Larry e Patti King, Bill Atkinson e gli altri del Mac software team, ma anche Chris Espinosa, Caroline Rose e gli altri dell’incredibile Publications group. Ci vorrebbe una pagina intera per elencare tutte le persone eccezionali con cui ho avuto il piacere di lavorare sul Mac.

SdA: Ci sono eventi strani o curiosi a cui hai assistito o che ti hanno visto protagonista?

BH: Sono tante e consiglio di leggere il bellissimo libro di Andy ["Revolution In The Valley", ndr]!

SdA: Pensi che lo spirito originario del Macintosh sia ancora presente nell’offerta attuale di Apple?

BH: Assolutamente sì. Il “look and feel” del primo Mac è in gran parte ancora presente e anzi, è stato drammaticamente accresciuto. Ritengo che lo spirito sia stato mantenuto e si sia evoluto nel corso degli anni. Si può ancora riconoscere un Mac come tale e distinguerlo da un PC grazie alla sua singolare) combinazione di facilità, semplicità, potenza e piacere nell’uso.

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