Storie di innovazione – Intervista a Andy Hertzfeld
Sviluppatore, hacker, ma anche instancabile divulgatore, Andy Hertzfeld è stato parte importantissima del team originario che sviluppò il Mac nei primi anni ‘80.
Insieme a Bill Atkinson è uno dei padri del cuore software del computer “for the rest of us” ma altrettanto importanti sono l’entusiasmo con cui all’epoca coinvolse altri professionisti nel progetto (tra cui Susan Kare) e con cui nel corso degli anni -nonostante la vita professionale lo abbia allontanato da Apple- ha proseguito a documentare e valorizzare il lavoro che portò alla “rivoluzione” del Macintosh.
In occasione del quarto di secolo del Mac abbiamo contattato Andy, che ha subito accettato di rispondere a qualche domanda sul suo ruolo in Apple e sul rapporto che ha con il lavoro fatto per l’azienda.
Ringraziandolo per la disponibilità e generosità, eccovi di seguito lo scambio.
Storie di Apple: Quale è il ricordo più bello rimastoti del lavoro fatto sul Macintosh?
Andy Hertzfeld: Probabilmente i ricordi più belli sono quelli legati al giorno del lancio, che è stato il culmine di tre anni di duro lavoro e del giorno in cui il Mac è arrivato nei negozi, diventando qualcosa di reale anche per il resto del mondo. Ma ci sono tanti altri bei ricordi, molti dei quali sono nel mio libro (vedi ad esempio “You Guys Are in Big Trouble”).
SdA: Ritieni che l’offerta attuale di Macintosh abbia ancora ualcosa a che fare con lo spirito originario del Mac?
AH: Certo. Penso che lo spirito singolare del Mac originale sia ancora presente nelle macchine attuali. Uno dei motivi evidenti è Steve Jobs: i suoi forti valori permeano il primo Macintosh tanto quanto gli attuali. Ma anche nella metà degli anni ’90, prima che Steve tornasse in Apple, i Mac dell’epoca avevano ancora molto del carattere ribelle e giocoso dell’originale.
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Documentare il Macintosh – Intervista a Caroline Rose
Caroline Rose è entrata nel team di sviluppo del Macintosh nel giugno 1982.
Anche se non compare in nessuna delle foto ufficiali, interviste o materiale promozionale dell’epoca, i suoi meriti nel campo dello sviluppo del software per Macintosh sono indiscutibili e celebrati in più occasioni.
Caroline ha ricoperto il ruolo di redattrice tecnica del Mac presso Apple, supervisionando e in gran parte scrivendo in prima persona i primi tre tomi di “Inside Macintosh“, la guida ufficiale rivolta agli sviluppatori terzi di software uscita nel 1985. Il suo approccio sistematico e la ricerca della massima chiarezza hanno inoltre giovato anche agli sviluppatori Apple, alcuni dei quali, in seguito alle domande e osservazioni di Caroline, hanno riscritto parti del loro software migliorandolo notevolmente.
Dopo aver lasciato Apple nel 1986 è stata presso NeXT, dove ha curato il lato editoriale, ed in seguito è tornata a Infinite Loop per assumere la direzione di una rivista per sviluppatori di software per Mac. Negli ultimi anni lavora come autrice e redattrice freelance di documentazione tecnica.
In occasione del venticinquennale del Macintosh abbiamo contattato Caroline, che ha gentilmente acconsentito a rispondere ad alcune domande parlando del suo lavoro come coadiuvatrice dello sviluppo di e per il computer “for the rest of us”.
Storie di Apple: Ci puoi raccontare come hai cominciato a lavorare per Apple?
Caroline Rose: Quando venni contattata lavoravo alla Tymshare situata a un isolato di distanza da Apple. Erano in difficoltà con una persona che non afferrava i dettagli tecnici laddove io non solo avevo esperienza di scrittura di documentazione ma anche di programmazione. Aveva fatto il mio nome una persona con cui avevo lavorato in Tymshare ed era poi passata ad Apple. Così il colloquio è stato molto rapido (ed il resto è storia ;-).
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Captain Crunch ha bisogno di una mano
Una delle icone dell’hacking nonché figura importante nella storia di Apple, Jon Draper, ha bisogno di soldi per venire operato: in caso contrario rischia a breve di non essere più in grado di programmare o di scrivere dato che potrebbe perdere l’uso delle mani.
Secondo quanto scritto su Facebook e poi ripubblicato sul sito web savingcaptaincrunch.com sembra che a causa di un’accoglienza un po’ troppo energica di un fan Captain Crunch ha subito un grave trauma:
Alcuni nervi importanti sono bloccati e nonostante terapie e medicine, dita e braccia di Crunch sono prossime alla paralisi totale.
[...]
Il dolore di Crunch è tale che la mattina riesce a malapena a infilare le scarpe. Uno dei pionieri del Word Processor non riesce quasi più a digitare e tantomeno a programmare. I medici gli hanno detto che nel giro di 3-6 mesi rischia di perdere completamente l’uso della mani perché i nervi bloccati dopo un periodo di tempo si atrofizzano.
[...]
Grazie a un’intervento chirurgico è possibile ripristinare i nervi [...] La cattiva notizia è che Crunch non può permetterselo. Ci vogliono $6,000 per coprire la sua quota per l’intervento, $2,000 per la convalescenza e altri soldi ancora per le medicine e la riabilitazione per farlo tornare alla tastiera del suo Mac a scrivere e a programmare.
Potete aiutare l’uomo che ha ispirato Steve Wozniak e Steve Jobs a mettersi in affari, facendo una donazione per coprire le sue spese sanitare. Io l’ho fatto.
Jonathan Ive, Senior Vice President of… espressioni facciali buffe
Senza commento.
Questa è solo una selezione. Tutti gli screenshot accumulati sinora delle curiose espressioni facciali di Mr. Ive sono su Flickr.








