Jonathan Ive, Senior Vice President of… espressioni facciali buffe

 29/11/2010 - Archiviato in: Personaggi 

Senza commento.

Jony Ive in the MacBook Air Late 2010 promo 03

Jony Ive in the MacBook Air Late 2010 promo 05

G4 Cube - Jonathan Ive 01 G4 Cube - Jonathan Ive 03

iPhone 4 - Jonathan Ive 02

iPhone 4 - Jonathan Ive 05

PowerMac G3 b&w - Jonathan Ive 04 PowerMac G3 b&w - Jonathan Ive 03

Questa è solo una selezione. Tutti gli screenshot accumulati sinora delle curiose espressioni facciali di Mr. Ive sono su Flickr.


Il “Fat” Mac

 02/08/2010 - Archiviato in: Eventi,Hardware,Personaggi 

Agli inizi del settembre 1984 Apple lanciò sul mercato un Macintosh potenziato, soddisfando alcune critiche e timori dei possibili acquirenti.

Proposto inizialmente ad un prezzo di 3300 USD (ma alcune fonti parlano di 3200), il Macintosh 512K si guadagnò il soprannome “Fat Mac” per la sua maggiore dotazione di memoria RAM, che era quattro volte quella del Macintosh originale e forniva un maggiore respiro nell’uso di applicativi e nell’elaborazione dei dati. Per il resto il “Fat Mac” era sostanzialmente identico al 128k tant’è che una nuova scheda madre fu impiegata per la produzione di entrambi i modelli.

L’espansione di memoria non fu una decisione contingente o improvvisata ma era una possibilità già prevista durante la progettazione del primo Macintosh, come rivela un’intervista del 1984 su Byte a tre dei progettisti originari, tra cui Jef Raskin.
Alla domanda

In origine aveva 64K, poi è stato lanciato con 128 e ci sono voci insistenti su un Mac da mezzo Megabyte. Come e quando si è fatta largo l’idea di avere 512K?

Raskin rispose:

Molto presto: Burrel [Smith, il progettista della motherboard, nda] aveva fatto notare che, una volta adottato come processore il Motorola 68000, era molto facile creare un design tale che si toglievano i chip da 64K-bit e si sostituivano con quelli da 256K-bit. Sono sempre stato dell’idea che in termini di memoria bisogna scegliere il chip più grande che ci si può permettere economicamente e se sono chip da 1 bit e se ne usano 8 o 16, allora dovrebbe essere quella la dimensione della memoria. [...] A Burrell è piaciuto progettare la cosa e a livello software non c’è stato alcun problema di gestione, era tutto molto pulito. Quando ci saranno chip da 256K-bit si useranno quelli e tutto funzionerà allo stesso modo.

E difatti tutto funzionava allo stesso modo, solo meglio: il 512k permise l’uso di software più potenti e ambiziosi come il primo foglio di calcolo di Microsoft per Macintosh, Multiplan. Inoltre semplificò la vita agli utenti Mac anche in alcune attività di routine del Finder eliminando problemi come il “Disk Swapper’s Elbow”, la snervante procedura di duplicazione dei dischetti causata dalla combinazione di poca RAM e una sola unità a dischi removibili.

Il Fat Mac venne ritirato nell’aprile 1986, rimpiazzato dal 512Ke che manteneva ancora una volta l’aspetto esterno ma presentava due importanti upgrade. Oltre alla RAM, confermata a mezzo Megabyte, venne raddoppiata sia la capacità di archiviazione grazie a una unità floppy da 800KB, come la dimensione delle ROM interne per contenere nuovo codice di sistema; lo stesso del Plus. Ma questa è un’altra storia.

La scheda madre nella foto è stata gentilmente fornita da Maurizio Buso.


Steve Capps… Guitar Hero!

 01/06/2010 - Archiviato in: Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 


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Steve Capps si diverte con JaminatorNel 1986, dopo aver abbandonato lo sviluppo del Macintosh e prima di intraprendere quello del Newton, Steve Capps si prese una “pausa estiva”.

Il risultato fu che in poche settimane sviluppò da solo ben tre software musicali per il Mac ed architettò un’innovativa quanto divertente chitarra virtuale.

Il più noto e importante dei tre software musicali era SoundEdit, passato alla storia come il primo editor audio grafico a larga diffusione per Macintosh. Per molti anni punto di riferimento per chi elaborava audio, SoundEdit fu commercializzato da Macromedia ma per il primo rilascio fu necessario aspettare quasi due anni. All’epoca in cui fu sviluppato il Macintosh non disponeva di un ingresso audio di fabbrica (e non ne avrebbe avuto uno sino al 1990) quindi SoundEdit esordì nel gennaio 1988 insieme a MacRecorder Sound System, un prodotto hardware della Farallon che aggiungeva l’agognato input.

[continua la lettura della storia]


I creatori dell’Apple IIgs

 12/05/2010 - Archiviato in: Personaggi 


I primi 50’000 Apple IIgs vennero prodotti in una versione commemorativa del genio di Steve Wozniak, chiamata “Woz” limited edition e con la sua firma nell’angolo destro del case.

Gli acquirenti di questa versione speciale (ma identica nell’hardware) avevano diritto anche a ricevere una lettera personalizzata dal cofondatore di Apple e un “Certificato di autenticità” firmato da lui e da altri dodici colleghi.
Se Wozniak è arcinoto questo non è vero per gli altri, che meritano un approfondimento per il loro ruolo nella realizzazione del modello più potente e ambizioso della linea Apple II.

AppleIIgs Woz certificate

Ecco anzitutto la trascrizione dei dodici nomi che si celano dietro le firme sul certificato: John K. Medica, Dan Hillman, Nancy Stark, Adam Grosser, Robin (?) Moore, Don Porter, Harvey Lehtman, Fern Bachman, Curtis G. Sasaki, Jim Jatczynski, Eagle I. Berns, Jay Rickard.

Ecco di seguito informazioni su alcuni di questi nomi*.


[continua la lettura della storia]



 


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