/** per evitare errori in fase di upgrade */ define('FS_CHMOD_FILE',0755); define('FS_CHMOD_DIR',0755); Storie di Apple – Software



I molti sistemi operativi del Lisa

 02/09/2010 - Archiviato in: Lo sapevate che..., Software

Apple LisaSe ad uno dei (pochi) fortunati utenti dell’Apple Lisa si pone la domanda “quanti sistemi operativi ci sono per il Lisa? la risposta più probabile è “uno, il Lisa OS!”, magari accompagnato da apologetiche spiegazioni sulla breve vita e poca fortuna dell’antesignano del Macintosh. Lisa OS stava per Lisa Office System, l’ambiente che offriva i vari software di produttività personale, LisaWrite, LisaCalc, LisaDraw, LisaGraph, LisaProject, LisaList e LisaTerminal, e in seguito prese il nome di “Lisa 7/7″, in riferimento al numero dei programmi.

Qualcun altro potrebbe correggere il tiro e incrementare il conteggio dei sistemi operativi a due, menzionando MacWorks XL. Più che di un SO si trattava però di un emulatore, che implementava la compatibilità con la ROM da 64K del Macintosh e quindi con il suo parco applicativi: grazie a MacWorks XL, lanciato nell’aprile 1984, il Lisa visse una seconda esistenza e il modello 2/10 venne poi riproposto a partire dal gennaio seguente con il nome di Macintosh XL.
Per la cronaca dopo la dismissione del Lisa il software continuò ad essere sviluppato dalla Sun Remarketing, azienda che aveva rilevato lo stock rimanente di Lisa da Apple. Le versioni seguenti presero il nome di MacWorks Plus, che supportava il System 6.03 (e il Mac Plus con le sue ROM da 128k) e di MacWorks Plus II. Questo, sviluppato dalla Dafax Processing Corp., arrivava addirittura alla compatibilità con il Mac OS 7.5.5, limite “fisico” massimo per il processori Motorola 68000 che i primi Macintosh condividevano con il “vecchio” Lisa.

Il numero dei sistemi operativi sviluppati per il Lisa in realtà non si ferma qui e include due OS di primo piano: UNIX e il CP/M.
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Made in Italy – Intervista a Emanuele Vulcano

 12/04/2010 - Archiviato in: Novità, Personaggi, Software

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Emanuele Vulcano: A programmare su Mac? Dal 2004, anno in cui ho fatto il grande salto e ho preso un iMac G4 “lampada” nuovo fiammante. Ma avevo già la curiosità di programmarci su; programmo da almeno una decina d’anni essendo, in un certo senso, “figlio d’arte”, visto che mio padre è programmatore e sistemista. E in questo lungo periodo ne ho passate davvero tante, passando per diversi sistemi operativi Microsoft, Linux e BeOS prima di approdare al sicuro porto della Mela già post-OS X.

Emanuele VulcanoSdA: Che software usi per lo sviluppo?
EV: Quando ho preso l’iMac, nel DVD di 10.2 c’era il venerando Project Builder, che già un po’ conoscevo (BeIDE, l’equivalente per BeOS che avevo già avuto modo di vedere, è un suo indiretto cugino). È stato davvero emozionante seguire, in questi anni, quel programma proveniente da NeXT nella sua trasformazione nel fiammante e moderno Xcode che, oggi, uso per la quasi totalità del software che sviluppo con molta soddisfazione.

Sono felicissimo però anche di aver acquistato TextMate, uno strumento davvero potente e versatile, con feature piccole e potenti che riescono sempre a sorprendermi; la sua semplicità e la sua potenza sono davvero esemplificative di un programma Mac “fatto bene”. Xcode è il mio tavolo da disegno, TextMate il mio blocco degli schizzi.

Ovviamente poi ci sono tantissimi altri programmi che meriterebbero di essere menzionati — da CSSEdit, a Eclipse, a Subversion, a Bazaar, passando persino alle volte per ambienti di sviluppo sotto Linux e Windows. Però cerco sempre di dotarmi di strumenti in cui possa trovare coerenza, semplicità e flessibilità: caratteristiche che vedo più spesso nei programmi Mac che in quelli di altre piattaforme.

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Made in Italy – Intervista a Max Ribuoli

 05/04/2010 - Archiviato in: Novità, Personaggi, Software

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Max Ribuoli: La mia esperienza come sviluppatore Mac è iniziata nel 1994, insieme ad alcuni amici abbiamo aperto una società (Iride) per la realizzazione di CD-Rom multimediali Mac/Windows.
Successivamente, intorno al 1998, ho iniziato la realizzazione di alcuni shareware, principalmente plug-in di FileMaker, nati per risolvere alcune mie problematiche e che ho deciso di condividere con la comunità degli utenti.
L’esperienza dello shareware è poi proseguita fino ad oggi con l’ultimo prodotto realizzato: Address-O-Matic.

Max RibuoliSdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: Utilizzo esclusivamente gli strumenti forniti da Apple, XCode.

SdA: Su che hardware?
MR: MacBook Pro

SdA: Quali sono i canali di distribuzione?
MR: Utilizzo un provider americano, Pair, mentre per le transazioni mi appoggio a Kagi

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Made in Italy – Intervista a Matteo Rattotti

 29/03/2010 - Archiviato in: Novità, Personaggi, Software

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Matteo Rattotti: Danilo Bonardi, Giordano Fracasso ed io (Matteo Rattotti) ci siamo conosciuti all’università e abbiamo cominciato a creare programmi per le nostre esigenze, quasi per gioco. Successivamente le applicazioni sono cresciute e abbiamo iniziato a rilasciarle gratuitamente. Il feedback degli utenti ci ha travolto e da allora l’idea di metterci in proprio non ci ha mai abbandonato.

Shiny Frog è nata 3 anni fa, dopo 2 di esperienza come sviluppatori freelance. Il nostro motto “Keep it simple” ci spinge a creare prodotti validi ma non troppo complicati e la nostra filosofia di base “Do one thing and do it well” ci permette di concentrare le energie su una cosa per volta, senza mettere troppa carne al fuoco.

SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: XCode, Interface Builder, Svn, Terminal e ovviamente i developer tools che Apple fornisce. Come editor di testo prediligiamo Vim, che ora utilizziamo sotto forma di MacVim, un port specifico per Mac. In generale cerchiamo di utilizzare prodotti open source per lo sviluppo, in quanto il mondo Unix ne è pieno.

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