Le app indispensabili: TenFourFox

 Articolo pubblicato il 11/11/2015 che parla di Software 

Se avete un vecchio Macintosh con processore PowerPC e volete navigare su siti web moderni la scelta cade per forza di cose su un browser: 10.4Fx, meglio noto come TenFourFox.

TenFourFox: A fork of Mozilla Firefox ESR 38 for the Power Macintosh and Mac OS X Tiger PowerPC

TenFourFox è un acclamato ed eroico port di Firefox realizzato e curato da utenti Power Mac “che lavorano per rendere ancora attuali i Power Macintosh in un mondo Intel”.
Mentre scrivo questo testo, l’ultima versione di TenFourFox rende disponibili “tutte le più recenti correzioni di bug, le migliorie per la sicurezza e le potenti tecnologie alla base di Mozilla Firefox 38 ESR“.

Ma facciamo un passo indietro.
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I primi font del Macintosh

 Articolo pubblicato il 02/09/2015 che parla di Lo sapevate che...,Personaggi,Software 

Nell’agosto del 1983, dopo aver passato più di sei mesi a sfornare simboli e icone per i file e menù del Macintosh, l’attenzione della designer Susan Kare si concentrò su un aspetto che le stava molto a cuore, quello dei caratteri tipografici.

Apple Macintosh Commercial - Susan Kare

All’epoca, sulla stragrande maggioranza dei personal computer, ogni lettera occupava uno spazio identico a prescindere dalla forma. Grazie al suo schermo bitmap ad alta risoluzione (e all’ossessione di Steve Jobs per la calligrafia) il Macintosh era in grado di mostrare font proporzionali, “lasciandosi alle spalle la tirannia degli alfabeti monospaziati con le loro ‘m’ strette e le ‘i’ larghe” come ricorda la Kare.

L’infaticabile progettista Bill Atkinson aveva già dotato il Macintosh di due font, uno calligrafico e uno di fortuna, convertito dai sistemi Smalltalk della Xerox, a cui Apple si era ispirata.

xeroxfonts-byte081981pag120

Libera dalla necessità di realizzare versioni digitali di font preesistenti, scalabili o di versioni per la stampa, la designer puntò a ottimizzare al massimo la leggibilità dei caratteri a schermo creando nuovi font bitmap in grandezze specifiche, operando come suo solito un controllo pressoché totale su ogni pixel.
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E allora fammi causa!

 Articolo pubblicato il 02/07/2015 che parla di Personaggi,Software 

Durante lo sviluppo del nuovo sistema operativo del Macintosh, il System 7, la Apple Computers era alle prese con i legali della Apple Corps dei Beatles. Le due aziende avevano già un patto risalente al 1981 che proibiva alla Apple Computers di operare nel settore musicale, ma nel 1989 si ritrovarono di nuovo in tribunale a causa dell’introduzione del MIDI e della registrazione audio sui computer Apple.

Jim ReekesUna delle caratteristiche del System 7 era un nuovo Sound Manager che sostituiva le vecchie API e, tra le altre cose, permetteva una riproduzione sonora di qualità molto più elevata. Vista la delicatezza della situazione, ogni novità nel settore audio veniva passata al vaglio dall’ufficio legale.

Jim Reekes, l’ingegnere che ha gestito lo sviluppo dell’audio dei Mac dal 1990 al 1999 e che, tra le altre cose*, ha prodotto l’accordo che accompagna l’avvio del computer, si sentì dire che uno dei nuovi suoni di avvertimento creati** per il System 7 era problematico. Secondo i legali di Infinite Loop era “troppo musicale” a causa del suo nome, “xylophone”, ed era quindi necessario ribattezzarlo.
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Le app indispensabili: Mactracker

 Articolo pubblicato il 21/04/2015 che parla di Software 

mactracker iconCercate informazioni tecniche e storiche su un prodotto Apple? Il software gratuito Mactracker per Mac e iOS è la risposta migliore alle vostre esigenze.

Si tratta di un database portabile estremamente completo e periodicamente aggiornato con le informazioni ufficiali di Apple e altro ancora, che surclassa le risorse disponibili online.

Grazie a un’interfaccia compatta e facilmente navigabile, infatti, bastano pochi click (o tap) per trovare quale tipo di memoria RAM usa l’ultimo MacBook, quale sistema operativo è possibile installare, per individuare le differenze tra i vari modelli di Airport o sapere quanti Newton ha prodotto Apple (sette, oppure otto se vogliamo contare anche l’eMate).

Mactracker for Mac

Sviluppato e aggiornato da Ian Page sin dal maggio 2001, Mactracker fornisce informazioni dettagliate su [praticamente] tutti i prodotti mai commercializzati da Apple. Non si limita ai soli Macintosh, ma include anche i server, gli iPod, i dispositivi iOS, tutte le periferiche (anche quelle più rare, come lo schermo LCD per l’Apple IIc) e i sistemi operativi.


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La nascita di Photoshop

 Articolo pubblicato il 03/03/2015 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Verso la fine del 1988, John e Thomas Knoll strinsero un accordo con Steve Schaffran, fondatore e direttore generale di Barneyscan, una giovane azienda californiana che aveva appena prodotto uno dei primi scanner a 24 bit per pellicole a colori.

Nei due anni precedenti i fratelli Knoll avevano ideato e sviluppato un programma che non solo era in grado di di visualizzare immagini sullo schermo di un Macintosh (un Mac Plus inizialmente), ma permetteva anche di modificarne le dimensioni, contrastare, sfocare, schiarire, scurire i colori, regolare l’istogramma attraverso le curve, ed effettuare “decine di altre fantastiche trasformazioni”.

barneyscanxp-boxTra le funzioni del software, come fa notare Schaffran, la più utile era la conversione di un’immagine a colori “dallo spazio colore rosso, verde e blu dello schermo del computer a quello ciano, magenta, giallo e nero necessario per la creazione delle pellicole per la stampa a colori“.

Nel marzo 1989 la versione 0.65 del programma, rinominato per l’occasione Barneyscan XP, iniziò ad essere venduta a corredo dello scanner per pellicole Barneyscan. Questi due prodotti trasformavano il Macintosh in un potente strumento per acquisire e ritoccare immagini a colori, che sebbene portasse a un esborso complessivo di 15000 dollari, costava una frazione del prezzo di analoghe soluzioni utilizzate nell’industria della stampa fino a quel momento.

Barneyscan XP, più apprezzato dell’hardware con cui era venduto, non era altro che la prima incarnazione e distribuzione commerciale di un programma che, undici mesi più tardi, sarebbe stato pubblicato nuovamente e avrebbe avuto un impatto ben diverso sul mercato.
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L’ascesa di Xcode

 Articolo pubblicato il 15/09/2014 che parla di Software 

Nell’estate del 2003, all’incontro per sviluppatori WWDC, Apple annunciò un nuovo ambiente di sviluppo software, mostrando una rinnovata attenzione alle esigenze dei programmatori. E alle evoluzioni hardware e software dell’azienda.

icona Xcode 1.0Dopo diversi anni di onorato servizio il vecchio IDE (Integrated Development Environment) Project Builder, originariamente creato per i sistemi NeXT ed ereditato (con le opportune modifiche) da Mac OS X, venne pensionato a favore del fiammante Xcode.

La prima versione, resa disponibile in forma stabile il 15 settembre 2003, prese (ovviamente) le mosse da Project Builder, ma introdusse anche alcune nuove funzioni. Nel corso degli anni Apple proseguì a potenziare e migliorare Xcode dotandolo di caratteristiche utili e in alcuni casi essenziali per chi sviluppava per Macintosh, e non solo.
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Il Newton: l’idea giusta al momento sbagliato?

 Articolo pubblicato il 21/08/2014 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

NewtonPer Apple doveva essere la più grande opportunità mai avuta dal lancio del Macintosh e un’occasione di reinventare l’azienda stessa. Ma dopo dieci anni di sviluppo, oltre cento milioni di dollari spesi e solo 300000 esemplari venduti in cinque anni, fu chiaro che il Newton non era un altro dispositivo “for the rest of us” e tantomeno rappresentava il futuro di Infinite Loop.

Il progetto era iniziato nel 1987 come ambiziosa piattaforma di pen computing. Nel 1991 dimensioni e mire si erano ridotti dopo che il Product Marketing Manager Michael Tchao aveva ottenuto dall’amministratore delegato di Apple John Sculley di focalizzare gli sforzi su un dispositivo più piccolo, di cui la prima versione venne lanciata nel 1993. Nel 1998 il CEO ad interim Steve Jobs archiviò il capitolo Newton ritirando gli ultimi prodotti ad usarne la tecnologia, il megapalmare MessagePad 2100 e il portatile eMate 300.

Il Newton non era riuscito ad affermarsi ed una Apple sull’orlo del baratro aveva deciso di investire tutte le risorse e i fondi nell’evoluzione del Mac e in un nuovo sistema operativo basato su quello di NeXT. Tchao aveva lasciato l’azienda di Cupertino nel 1994 ed altrettanto avevano fatto i due principali progettisti software, Steve Capps e Walter Smith, che nel 1996 si erano accasati presso Microsoft.
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