Apple PhotoFlash
Quasi dieci anni prima di iPhoto Apple disponeva già di un software per gestire e modificare su Macintosh le immagini scattate con una macchina fotografica digitale. Il programma si chiamava PhotoFlash ed era stato realizzato da Apple con l’assistenza fondamentale della Storm Software. La Storm era un’azienda di Mountain View specializzata nell’elaborazione di foto e immagini e oltre a Apple aveva collaborato o dato in licenza le sue tecnologie a nomi quali Kodak, Aldus, Radius e DayStar Digital.
Dalle note di Copyright di PhotoFlash si apprende che il software venne rilasciato nel 1993, probabilmente in una prima versione. È però nel 1994 e con la release 2 che fece timidamente capolino su riviste, cataloghi software e soprattutto su qualche Macintosh.

Photoflash 2 non solo era in vendita (a 360’000 Lire, in Italia) ma venne anche fornito gratuitamente da Apple in bundle con la sua seminale fotocamera digitale QuickTake 150. Installando i driver della 150 ci si ritrovava installato su disco anche questo misconosciuto software che permetteva di visualizzare le immagini trasferite dalla QuickTake, come anche di modificarle, organizzarle in raccolte e altro ancora.
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Il Newton, Ralph e Dylan
Volete approfondire la storia e la natura di Dylan, il linguaggio di programmazione creato nei primi anni ’90 e dopo poco ritirato da Apple? Ecco alcune utili risorse online.
Chi non dispone di una postazione per provare in prima persona, può dare un’occhiata a un set di schermate messo su Flickr da Oliver Steele. Nelle immagini si può vedere Dylan e il suo IDE in azione sotto il Mac OS (o meglio, il System) dell’epoca.
Ancora più interessante è una serie di video su YouTube che riprende un lungo intervento tenuto nel 2006 da Walter Smith e da James Joaquin e intitolato “A brief history of Newton Technology”.
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Dylan e la promessa mancata di Apple
Nel 1995 Apple lanciò un nuovo linguaggio di programmazione chiamato Dylan.
Ideato nei primi anni ’90 Dylan era un prodotto della sede distaccata Apple Cambridge, nata in seguito l’acquisizione della Coral Software. Ispirato al Lisp e pensato originariamente per il Newton, Dylan venne poi trasformato in uno strumento di sviluppo per i Macintosh ma la licenza era tale che era possibile (e auspicato da Apple stessa) realizzarne e distribuirne altre implementazioni, sia gratuite che a pagamento.
Il nome di Dylan era ufficialmente un acronimo e stava per “DYnamic LANguage”, linguaggio dinamico, ma questa spiegazione non mise a riparo l’azienda di Cupertino da una causa. Gliela intentò Bob Dylan, intenzionato a impedire l’uso del suo nome in prodotti di terzi.
Il risultato fu che -dopo essere giunta a un accordo extra-giudiziale con il cantautore- Apple ritirò in fretta e furia il suo prodotto nonostante vi riponesse diverse aspettative. Lo si può constatare da una brochure datata maggio 1994 e distribuita durante la consueta manifestazione estiva World Wide Developer Conference (WWDC).
Nell’opuscolo si afferma che avrebbe dato una “svolta alla produttività e alla facilità di sviluppo”. Secondo Apple Dylan era “progettato per venire incontro alle esigenze di programmatori professionisti che realizzano programmi per Macintosh e altre piattaforme”grazie a una “combinazione unica formata da un nuovo linguaggio dinamico a oggetti e un ambiente di sviluppo incrementale e all’avanguardia che consente di scrivere software più facilmente e velocemente”
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Apple ed Astarte
Il 10 aprile del 2000 Apple rese noto di aver stretto un accordo con la software house Astarte GmbH, rilevandone tutti i prodotti, tecnologie e brevetti detenuti.
I primi frutti di questa acquisizione maturarono nel gennaio seguente quando, al consueto appuntamento del Macworld, esordì la coppia di software iDVD e DVD Studio Pro.
Non si trattò però dell’unico apporto di Astarte all’azienda di Cupertino, anzi.

Basata in Germania, a Karlsruhe, la Astarte era nota tra gli addetti ai lavori per aver creato il popolare software di masterizzazione Toast, poi venduto alla Adaptec. Alla fine degli anni ’90 la Astarte era di nuovo all’avanguardia e proponeva software che si rivolgevano al nascente mercato dell’authoring DVD. I suoi prodotti si chiamavano DVDelight e DVDirector, costosa soluzione Mac-only che includeva schede di codifica e/o decodifica MPEG-2 (fornite dalla Wired Inc).
A differenza di Adaptec, Apple non era interessata semplicemente alla tecnologia e nel comunicato si specificava che il team di Astarte che si sarebbe unito a quello Apple.
Negli anni a venire il personale acquisito si rivelò estremamente importante, forse ancora di più di software, per la crescita del Mac nell’audio-video.
Uno dei nuovi collaboratori era Mike Evangelist, che gestiva le operazioni di Astarte negli Stati Uniti, che divenne Product Marketing Manager del settore “Professional Applications”.
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