Disponibile CRUX PPC 3.0

 Articolo pubblicato il 17/06/2013 che parla di Novità,Software 

cruxppcNel settembre 2011 ho intervistato Nico Macrionitis, uno dei curatori (italiani) della versione per processori PowerPC della distribuzione Linux CRUX.

A distanza di quasi due anni segnalo con estremo piacere che il progetto è ancora vivo. In questi giorni è infatti stata resa disponibile la versione 3.0 del CRUX PPC.

Come spiegato nell’intervista, questo OS può rivelarsi utile per chi vuole usare e/o rivitalizzare un (ormai) vecchio Macintosh con processore RISC PowerPC, utilizzando software libero e gratuito e un po’ più sicuro e più aggiornato di quello fornito da Apple all’epoca e ormai vetusto, discorso che purtroppo vale anche per gli strumenti di terzi, nonostante lodevoli eccezioni come Classilla e TenFourFox.

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La nascita dell’iPod

 Articolo pubblicato il 02/10/2012 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

Nel febbraio 2001, in concomitanza con la manifestazione MacWorld di Tokyo, Jon Rubinstein fece visita alla Toshiba. Rubinstein all’epoca era il responsabile in capo dell’Hardware Engineering di Apple e Toshiba il fornitore dei dischi fissi usati nei Macintosh. I dirigenti dell’azienda giapponese mostrarono dei prototipi di nuovi dischi spessi solo 1,8 pollici ed erano sensibilmente più sottili di quelli da 2,5 pollici utilizzati computer portatili e nei lettori digitali.

iPodToshiba non aveva ancora individuato un utilizzo per i nuovi dischi ma per Rubinstein era tutto chiaro: si trattava di un altro elemento fondamentale di ciò che sarebbe poi diventato noto come iPod.

Dopo aver parlato con Steve Jobs ebbe l’OK definitivo per procedere con lo sviluppo del progetto: l’obiettivo era quello di avere un prodotto in commercio entro l’autunno, per sfruttare il periodo degli acquisti natalizi.

Il passo successivo di Rubinstein fu di chiamare in Apple Tony Fadell, brillante consulente che aveva lavorato su dispositivi portatili alla General Magic e alla Phillips, su ambienti di sviluppo per videogiochi nonché su sistemi di gestione e controllo di macchine fotografiche digitali e lettori MP3. Fadell venne messo a capo di un team di trenta persone tra progettisti hardware, programmatori e designer che assemblò il dispositivo combinando tecnologie in commercio con altre sviluppate internamente.
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CRUX PPC, il Linux italiano per Mac con PowerPC – Intervista a Nico Macrionitis

 Articolo pubblicato il 09/07/2012 che parla di Personaggi,Software 

Flattr thisSono ormai passati diversi anni da quando Apple ha accantonato i processori PowerPC a favore di quelli Intel. Nel frattempo utenti e sviluppatori si sono adeguati e questo vale anche per i sistemi operativi alternativi. C’è però ancora chi si rivolge a chi ha un vecchio Macintosh e tra questi c’è CRUX PPC, un porting per PowerPC di una distribuzione GNU/Linux.

cruxppcCRUX PPC è un progetto ideato e seguito da sviluppatori italiani che in questi anni prosegue sulla sua strada con lo sviluppo del sistema operativo.
Abbiamo contattato uno dei curatori, Nico Macrionitis che, con la collaborazione di Giorgio Agrelli, ci ha illustrato il progetto, le sue caratteristiche e permesso di fare il punto della situazione di questo “Linux” italiano per PowerPC.

Storie di Apple: Come è nato CRUX PPC?
Nico Macrionitis: Mater artium necessitas.
Correva l’anno 2003 quando venne fatto un primo port della distribuzione CRUX su di un, all’epoca, nuovo portatile: un Apple iBook G3. Era da poco più di un anno che nel NaLug (Napoli Linux User Group) alcuni di noi avevano eletto la CRUX quale degna sostituta della cara vecchia Slackware. Così sono nati il Progetto CRUX Italia e parallelamente CRUX PPC.

SdA: A chi si rivolge Crux PPC? Chi sono i vostri utenti?
NM: La filosofia KISS [acronimo che sta per “Keep It Simple, Stupid”, nda] è alla base della distribuzione CRUX e l’ha portata ad avere come target principale utenti decisamente esperti che non disdegnano di ottimizzare a loro volta, lavorando autonomamente, la distribuzione stessa.
CRUX PPC ha il pregio di esser minimale e per tal motivo è sconsigliato il suo utilizzo ad utenti alle prime armi o che cercano un sistema operativo totalmente automatizzato.
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Quark prima di Xpress

 Articolo pubblicato il 01/06/2012 che parla di Lo sapevate che...,Novità,Software 

Da più di vent’anni al nome “Quark” si fa seguire subito quello di “XPress”: il software e l’azienda che lo produce sono identificati da molti con il concetto stesso di impaginazione digitale, soprattutto dopo aver scalzato il pioniere Page Maker.

Quark Word Juggler AdMa prima di divenire il leader nel settore del DeskTop Publishing su Macintosh (e poi anche su Windows), le attenzioni di Quark erano dedicate a un altro computer di Infinite Loop, l’Apple II, per cui l’azienda produceva software, e si è cimentata anche con dell’hardware.

La Quark Inc. è stata fondata nel 1981 con il nome “Quark Engineering” da Tim Gill e Mark Pope e fino al 1986 il suo prodotto principale è stato il programma di videoscrittura Word Juggler.
Disponibile per l’Apple IIe e l’Apple IIc, Word Juggler era un prodotto professionale che veniva venduto a oltre duecento dollari. Fu uno dei primi software a girare sul “nuovo” sistema operativo ProDos e ne venne realizzata anche una versione per lo sfortunato Apple III/III+ che sfruttava le 80 colonne e la maggiore memoria disponibile ma costava quasi trecento dollari.

Quark Word Juggler and Lexicheck AdInsieme a Word Juggler Quark aveva sviluppato e proponeva anche un suo correttore ortografico, chiamato Lexicheck, che nel 1984 vantava un dizionario di (ben) cinquantamila termini e veniva venduto in bundle o a sè stante, a poco più di un centinaio di dollari.

Un altro software di Quark della prima metà degli anni ’80 rispondeva al nome di Catalyst. Si trattava di un’utility riservata agli utenti Apple II che possedevano un disco fisso e permetteva di lanciare e usare da questa periferica i software progettati e forniti originariamente su floppy disk. Per un breve periodo Catalyst fu parecchio popolare e venne distribuito insieme all’Apple IIe, a cui si poteva affiancare un hard disk targato… Quark.

Già. Per un paio d’anni ci fu una divisione apposita dell’azienda chiamata Quark Peripherals che si cimentò anche nella produzione di dischi rigidi esterni. Il primo (e probabilmente unico) prodotto era il Quark QC10, che si poteva collegare anche a un macintosh (tramite la porta floppy) e offriva una capienza di 10 MB. Venne proposto inizialmente al prezzo di 1995 dollari e nelle recensioni dell’epoca ricevette critiche per il prezzo, le performance non esaltanti e una manualistica poco chiara.

Nel 1987 la Quark Peripherals venne chiusa e i dischi rimasti vennero ceduti alla Sun Remarketing, non nuova a rilevare prodotti del mondo Apple. La Quark si concentro sul suo nuovo programma per Macintosh, Xpress, che aveva lanciato proprio quell’anno. E il resto è storia.

Nota: le pubblicità di Word Juggler e LexiCheck sono tratte da InfoWorld del febbraio 1985 e marzo 1984.

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Apple PhotoFlash

 Articolo pubblicato il 02/02/2012 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Macintosh PhotoFlashQuasi dieci anni prima di iPhoto Apple disponeva già di un software per gestire e modificare su Macintosh le immagini scattate con una macchina fotografica digitale. Il programma si chiamava PhotoFlash ed era stato realizzato da Apple con l’assistenza fondamentale della Storm Software. La Storm era un’azienda di Mountain View specializzata nell’elaborazione di foto e immagini e oltre a Apple aveva collaborato o dato in licenza le sue tecnologie a nomi quali Kodak, Aldus, Radius e DayStar Digital.

Dalle note di Copyright di PhotoFlash si apprende che il software venne rilasciato nel 1993, probabilmente in una prima versione. È però nel 1994 e con la release 2 che fece timidamente capolino su riviste, cataloghi software e soprattutto su qualche Macintosh.

Macintosh PhotoFlash 2.0.1 - About box

Photoflash 2 non solo era in vendita (a 360’000 Lire, in Italia) ma venne anche fornito gratuitamente da Apple in bundle con la sua seminale fotocamera digitale QuickTake 150. Installando i driver della 150 ci si ritrovava anche questo misconosciuto software che permetteva di visualizzare le immagini trasferite dalla QuickTake, come anche di modificarle, organizzarle in raccolte e altro ancora.
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Il Newton, Ralph e Dylan

 Articolo pubblicato il 29/08/2011 che parla di Software 

Apple Dylan hierarchyVolete approfondire la storia e la natura di Dylan, il linguaggio di programmazione creato nei primi anni ’90 e dopo poco ritirato da Apple? Ecco alcune utili risorse online.

Chi non dispone di una postazione per provare in prima persona, può dare un’occhiata a un set di schermate messo su Flickr da Oliver Steele. Nelle immagini si può vedere Dylan e il suo IDE in azione sotto il Mac OS (o meglio, il System) dell’epoca.

Ancora più interessante è una serie di video su YouTube che riprende un lungo intervento tenuto nel 2006 da Walter Smith e da James Joaquin e intitolato “A brief history of Newton Technology”.

Walter Smith - Apple Dylan
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Dylan e la promessa mancata di Apple

 Articolo pubblicato il 27/08/2011 che parla di Software 

Nel 1995 Apple lanciò un nuovo linguaggio di programmazione chiamato Dylan.

Ideato nei primi anni ’90 Dylan era un prodotto della sede distaccata Apple Cambridge, nata in seguito l’acquisizione della Coral Software. Ispirato al Lisp e pensato originariamente per il Newton, Dylan venne poi trasformato in uno strumento di sviluppo per i Macintosh ma la licenza era tale che era possibile (e auspicato da Apple stessa) realizzarne e distribuirne altre implementazioni, sia gratuite che a pagamento.

Il nome di Dylan era ufficialmente un acronimo e stava per “DYnamic LANguage”, linguaggio dinamico, ma questa spiegazione non mise a riparo l’azienda di Cupertino da una causa. Gliela intentò Bob Dylan, intenzionato a impedire l’uso del suo nome in prodotti di terzi.

Il risultato fu che -dopo essere giunta a un accordo extra-giudiziale con il cantautore- Apple ritirò in fretta e furia il suo prodotto nonostante vi riponesse diverse aspettative. Lo si può constatare da una brochure datata maggio 1994 e distribuita durante la consueta manifestazione estiva World Wide Developer Conference (WWDC).

Nell’opuscolo si afferma che avrebbe dato una “svolta alla produttività e alla facilità di sviluppo”. Secondo Apple Dylan era “progettato per venire incontro alle esigenze di programmatori professionisti che realizzano programmi per Macintosh e altre piattaforme”grazie a una “combinazione unica formata da un nuovo linguaggio dinamico a oggetti e un ambiente di sviluppo incrementale e all’avanguardia che consente di scrivere software più facilmente e velocemente”

Apple Dylan
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