Il Power Mac G4 Cube

 Articolo pubblicato il 04/07/2012 che parla di Design,Hardware 


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Ambizioso, potente, elegante, fuori da ogni schema. E sfortunato, tanto che la sua avventura commerciale durò solo dodici mesi. Il Power Mac G4 Cube venne lanciato in pompa magna da Steve Jobs, non nuovo a computer cubici, nel luglio del 2000 con un suggestivo spot con musica di Jimmy Hendrix.

Apple G4 CubeIl Cube aveva un processore PowerPC G4 a 450 MHz, 64 MB di memoria RAM, un disco fisso da 20 GB, un lettore di DVD, due porte FireWire e due USB, una porta Ethernet 10/100Base-T e un modem 56K V.90. Il tutto era racchiuso in un piccolo involucro cubico di acrilico trasparente di venti centimetri per lato, raffreddato a aria (niente ventole).

Secondo Apple, per dimensione e potenza, il Power Mac G4 Cube rappresentava “una classe completamente nuova di computer” al punto tale che la rigida griglia pro/consumer che Jobs aveva ideato al suo ritorno venne forzata per far posto al nuovo, piccolissimo e silenziosissimo “supercomputer”.

G4 Cube con schermo e altoparlantiIl più piccolo dei Power Mac G4 era proposto con uno schermo LCD piatto, un nuovo mouse ottico trasparente, una nuova tastiera e un sistema di altoparlanti -sempre trasparenti- prodotti dalla Harman Kardon. Il design, firmato da Jonathan Ive, era oggettivamente spettacolare tanto che si conquistò un posto nella collezione del MoMA, il Museo statunitense di arte moderna di New York.

Il Cube, però, si rivelò un flop e venne ritirato dal mercato dopo solo un anno e 250’000 esemplari venduti.

A decretarne l’insuccesso presso il pubblico di creativi e appassionati a cui si rivolgeva fu una combinazione di fattori. Anzitutto c’era il prezzo, che era oggettivamente alto e che inizialmente era di 1799 dollari, duecento più di un Power Mac G4 paragonabile. Di pari passo c’era la poca espandibilità e aggiornabilità per gli evidenti limiti di spazio. Da non sottovalutare, infine, i problemi che affliggevano il bellissimo case: i primi esemplari avevano antiestetici segni per errori nella produzione e, col tempo, la fragilità del materiale poteva dare luogo a crepe.

Apple G4 Cube - save 300 USD

A nulla valsero le correzioni di rotta di Apple che risolse le defaillance produttive, aggiunse software in bundle, montò un masterizzatore CD e una scheda grafica più potente e infine ridusse sensibilmente il prezzo fino a scendere a 1299 dollari. Nel luglio del 2001 l’azienda di Cupertino si arrese all’evidenza e annunciò di “aver sospeso a tempo indefinito la produzione del Power Mac G4 Cube” ammettendo che “chi possiede il Cube lo ama, ma la maggior parte della clientela ha invece preferito acquistare le nostre potenti minitowers Power Mac G4”.

In seguito il Cube è stato rivalutato e, anche in virtù della sua diffusione ridotta, è rapidamente divenuto un oggetto di culto. A distanza di dieci anni è uno dei Macintosh desktop più ambiti tra appassionati e collezionisti, secondo probabilmente solo al TAM, il Twentieth Anniversary Macintosh.

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  1. […] acrilico trasparente di venti centimetri per lato, raffreddato a aria (niente ventole, grazie). Il G4 Cube era un progetto molto caro a Jobs, che si rivelò un flop a causa della poca espandibilità, del […]

    Pingback by Nicola D'Agostino » Panorama – 30 anni di Macintosh: la storia (per immagini) — 7 dicembre 2014 @ 9:41 pm

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