La rivoluzione mancata

 Articolo pubblicato il 21/01/2008 che parla di Eventi,Hardware 

Apple LisaIl 21 gennaio del 1983 Apple lanciava sul mercato due nuovi computer agli antipodi in quanto a filosofia e obiettivi ma anche di accoglienza del pubblico.
Si trattava dell’Apple IIe e del Lisa, proposti rispettivamente a 1395 e 9995 dollari.

Come fa notare Owen Linzmayer nel suo “Apple Confidential” il pubblico preferì l’approccio “evolutivo” dell’Apple IIe a quello “rivoluzionario” del Lisa.

L’Apple IIe fu il computer della serie Apple che ebbe più successo in assoluto per l’azienda rimanendo in vendita per più di 10 anni proprio perché non offriva nulla di radicalmente nuovo ma migliorava varie caratteristiche (Rom, Ram, espandibilità) di una formula già apprezzata.

Il Lisa invece, nato come progetto ben cinque anni prima, nel 1978, mancò clamorosamente sia il suo mercato, quello dell’utenza d’ufficio, che il suo lodevole obiettivo, la diffusione dell’interfaccia grafica ispirata dalle ricerche allo Xerox PARC.

Il mouse del Lisa in primo pianoL’insuccesso però conteneva i germi della seconda rivoluzione di Apple (e di tutto il settore): il suo sviluppo rappresentò internamente sia il fertile humus per lo sviluppo di menù, icone, mouse che un contraltare concettuale, strategico e commerciale per il Macintosh, esemplificato anche dalla sua forma compatta e verticale invece che orizzontale.

Il piccolo Mac, esordendo pochi mesi dopo, realizzò a sorpresa il sogno del Lisa e al tempo stesso ne accelerò ulteriormente l’archiviazione, non prima di una breve parentesi in cui il fratello maggiore venne proposto sotto le spoglie del Macintosh XL.

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4 commenti  


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  1. […] Annunciato da un visionario spot pubblicitario di Ridley Scott, il Macintosh riuscì dove il Lisa aveva fallito: rendere semplice e accessibile l’enorme potenziale dell’information technology adottando e elaborando le idee dei laboratori PARC di Xerox.La storia ha poi visto Apple relegata a percentuali marginali e Microsoft diffondere quelle idee, ma il primato di innovazione resta tant’è che si può affermare che, sostanzialmente, ogni PC attuale è un Macintosh.In quel primo modello con un processore a 8MHz, soli 128K di Ram, e solamente un’unità floppy da 400K c’erano difatti già tutte le coordinate chiave dell’attuale informatica “per tutti” e in questi giorni su carta stampata, televisione nonché su Internet è un florilegio di celebrazioni. C’è chi evidenzia l’interfaccia grafica, chi la portabilità, chi l’ergonomia, chi le capacità tipografiche, e chi sottolinea l’enorme attenzione al design, per cui Apple è tutt’ora celebre.E Apple? Purtroppo ancora una volta ha scelto di ignorare la ricorrenza. Come nel 2006, quando ricorreva il trentennale della sua prima fondazione, non ci sono iniziative speciali e nemmeno un cenno simbolico sul sito Apple.com. Del resto Jobs non è tipo da nostalgia e ora come nel 1984 lo sguardo e le energie di Apple sono probabilmente tutti rivolti avanti, verso il futuro. […]

    Pingback by Il Macintosh compie 25 anni » Panorama.it - Hitech e Scienza — 26 gennaio 2009 @ 11:10 am

  2. […] Apple con l’Apple II e la netta superiorità tecnologica dei prodotti che seguirono come il Lisa ed il Macintosh. Nelle prime recensioni del Mac sulle riviste di informatica tra le critiche […]

    Pingback by Storie di Apple – MacCharlie, una fetta di IBM per il Macintosh — 4 marzo 2010 @ 11:06 am

  3. […] da un visionario spot pubblicitario di Ridley Scott, il Macintosh riuscì dove il Lisa aveva fallito: rendere semplice e accessibile l’enorme potenziale dell’information technology […]

    Pingback by Nicola D'Agostino » Mytech – Il Macintosh compie 25 anni — 23 marzo 2013 @ 6:10 pm

  4. […] grafica moderna, quelli dei laboratori PARC di Xerox, che hanno ispirato il lavoro di Apple sul Lisa e sul Macintosh nei primi anni […]

    Pingback by Swift, il nuovo linguaggio di programmazione di Apple - Panorama — 4 giugno 2014 @ 7:00 pm

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