Linux e Mac (2): Un po’ di storia

 Articolo pubblicato il 03/11/2006 che parla di Hardware,Software 

(continua dalla prima parte)

Le radici di Linux su PowerPC affondano nel periodo tra il 1994 e il 1996. L’idea di fare un ‘port’ da x86 pare sia di Gary Thomas, uno sviluppatore che iniziò l’operazione in completa solitudine e già l’anno successivo disponeva di un sistema semifunzionante. Grazie all’apporto di alcuni nuovi collaboratori Thomas riuscì a far notare il suo lavoro e ottenne delle macchine da IBM, Motorola e persino Be, Inc., alcune delle ditte che avevano adottato il chip Power PC al pari di Apple. Quest’ultima era però stranamente assente dal gruppo di interessati, e lo era per un motivo preciso.

bozza per la serigrafia di un CD di MkLinuxCupertino aveva un suo progetto indirizzato ai primi modelli di Power Macintosh su architettura NuBus, chiamato MkLinux. MkLinux adottava come cuore del sistema, scelta assolutamente originale, un microkernel, per la precisione il kernel Mach nato all’Università Carnegie-Mellon (lo stesso usato negli anni ’80 nel NeXTstep del transfuga Steve Jobs). Nato dietro richiesta (qualcuno dice lamentela) del settore commerciale addetto alle Università che chiedeva maggiore versatilità per la piattaforma Mac, il progetto era in partito nel ’94, ed era curato da una sparuta squadra. Lavoravano a MkLinux uno sviluppatore Apple e un paio di membri dell’Open Software Foundation (oggi nota come Open Group).

logo di MkLinuxMkLinux è a tutti gli effetti il primo Linux per computer Macintosh e fu presentato, nella versione ‘DR1’, nel febbraio del 1996 a Cambridge, ad un simposio della Free Software Foundation. Qualche mese più tardi furono addirittura stampati 20’000 cd, poi distribuiti da Apple al meeting mondiale degli sviluppatori e al MacWorld a Boston.
L’accoglienza da parte degli appassionati e dal mondo accademico fu buona e anche se in seguito MkLinux perse il supporto di Apple e venne soppiantato da versioni più mature e adatte alle macchine successive, la sua eredità rimane importante, tant’è che venne saccheggiato durante il lavoro di trasformazione di Openstep in Rhapsody per arrivare poi a Mac OS X.

logo di LinuxPPCLa seconda distribuzione per Macintosh prende il nome di LinuxPPC ed è in realtà il prodotto di ben due team di sviluppo e sopratutto di un lungo periodo che va dal 1996 al 1999, data del rilascio. In questi anni, gli sviluppatori che ci lavoravano ebbero problemi con Apple. L’azienda, dopo l’avventura di MkLinux era totalmente impegnata con il suo nuovo OS basato sull’acquisizione di NeXT, e non solo aveva ritirato ogni tipo di supporto economico ma nicchiava anche nel rilascio di specifiche hardware delle nuove macchine PCI (su cui MkLinux non girava, almeno inizialmente). La conferma dellaa situazione di incertezza del periodo la troviamo ad esempio in una petizione online partita nel 1997 che chiedeva ad Apple di supportare attivamente lo sviluppo di Linux sulle sue macchine.

La versione 1.0 di LinuxPPC fu infine rilasciata nel maggio del 1999. A differenza di MkLinux LinuxPPC è basata su un kernel di tipo ‘monolitico’, sostanzialmente simile a quello per x86. Cosa altrettanto importante è che LinuxPPC, distribuita anche commercialmente con il nome di Linux2000, ha rappresentato un passo importante nella diffusione di Linux grazie al suo supporto ad un parco macchine molto più diffuso rispetto al pionieristico MkLinux.

(continua…)

Immagini tratte da www.mklinux.org e lwn.net

Volete approfondire?

 
9 commenti  


9 commenti »

  1. LinuxPPC (versione del 2000, proprio quella del logo qui riportato) l’ho mandata a prendere direttamente in America: il CD mi è costato 70 $… che emozione vedere il KDE 1.0 sul mio PowerMac 7300!!!

    commenti by Francesco Chicchiricco — 5 novembre 2006 @ 11:08 pm

  2. […] http://www.mklinux.apple.com MkLinux, il primo Linux per Macintosh, una collaborazione tra OSF (Open Group di Grenoble) ed Apple. […]

    Pingback by Storie di Apple » I siti di Apple: provaci ancora, Unix — 22 aprile 2007 @ 3:07 pm

  3. […] C’erano diversi sforzi che procedevano in parallelo: io e Umesh Vaishampayan (di NeXT) avevamo il compito di fare il porting della versione più recente di OpenStep su PowerPC, cosa che facemmo perlopiù approfittando di tutto ciò che si poteva da MkLinux. Nel frattempo una squadra di gente di NeXT convertiva OpenStep dal BSD 4.3 al 4.4 e una squadra Apple lavorava alla Blue Box (e cioé Mac OS emulato come singolo processo). Umesh ed io eravamo stati incaricati di creare un kernel più o meno stabile il più presto possibile così che il team della Blue Box potesse avere qualcosa per fare dei test. […]

    Pingback by Storie di Apple » Rapsodia di una migrazione: la folle corsa — 15 ottobre 2007 @ 3:48 pm

  4. […] (continua dalla seconda parte) […]

    Pingback by Storie di Apple » Linux e Mac (3): arrivano gli altri — 16 marzo 2008 @ 5:59 pm

  5. […] http://www.storiediapple.it/linux-e-mac-2-un-po-di-storia.html Tags: apple, Debian, macintosh, motorola, porting […]

    Pingback by Debianizzati.Org » L’amore di Debian per Apple®. — 30 giugno 2008 @ 10:19 am

  6. […] Secondo alcune fonti Apple aveva però intrapreso e forse anche portato a termine una versione 4.0 di AU/X, adattandolo agli standard della OSF a cui aveva aderito (collaborazione produsse un altro Unix per Mac, MkLinux). Questa versione avrebbe forse potuto fare da base per la migrazione ai processori PowerPC ma non fu mai rilasciata al pubblico e si dubita persino della sua esistenza. Apple preferì archiviare tutta l’avventura A/UX e sulle sue future offerte server negli anni seguenti offrì il Mac OS potenziato con software come AppleShare e brevemente persino l’AIX di IBM, che già girava sui processori RISC di IBM da cui derivavano i PowerPC. Mercoledì 15 Ottobre 2008, 8:08 am […]

    Pingback by Storie di Apple » I sistemi operativi che non vedremo mai: A/UX 4.0 — 9 novembre 2008 @ 7:10 pm

  7. […] Vershen è un veterano di sistemi operativi che è stato alla UniSoft Systems nei primi anni ‘80 mentre questa lavorava al porting dello Unix di AT&T per il Lisa e per un prototipo chiamato lo YACC (acronimo che stava per “Yet Another Color Computer”). Nel 1986 entrò in Apple per diventare il sesto membro del team di lavoro di un progetto partito alla fine dell’anno precedente, A/UX. Tra questi due impegni Vershen afferma di essere stato anche alla Lucasfilm/Pixar ma ancora più notevole è che dopo A/UX, lavorò sul progetto Pink/Taligent, su Copland e brevemente anche su MkLinux. […]

    Pingback by Storie di Apple - Eryk Vershen: il meccanico dei sistemi operativi — 1 febbraio 2009 @ 6:06 pm

  8. […] Darwin fu reso disponibile un anno dopo, il 5 aprile 2000, ma la decisione rappresentò un cambiamento epocale per Apple, che così si avvicinò al movimento open source, dopo i risultati trascurabili di MkLinux. […]

    Pingback by Storie di Apple - Un’apertura darwiniana — 19 marzo 2009 @ 4:24 pm

  9. ho installato sul mio vecchio imac linuxppc 2000….con non poche difficolta’nel tempo libero, ma e’ stata una soddisfazzione vedere il mio vecchio mac funzionare devo dire bene..il mio sistema operativo e’ linuxppc 2000 ambiente gnome , devo dire non cosi’ diverso poi da quello di oggi , anche se molto molto piu’ spartano, l’ho rimediato su un cd allegato ad un vecchio numero di applicando…chi fosse interessato a scambi di opinioni mi contatti pure.

    commenti by roberto danni — 5 gennaio 2011 @ 6:42 pm

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Aggiungete un commento

(necessario)

(necessario)




 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin