Made in Italy – Intervista a Daniele Margutti

 Articolo pubblicato il 22/02/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Daniele Margutti: Avevo intorno ai 9 anni ed era il Mac (un LCII che ancora oggi fa custodisco gelosamente) che mio padre, grafico, aveva deciso di riportare a casa per portarsi avanti il lavoro durante il fine settimana.
Poteva essere l’inizio della “carriera” dell’ennesimo artista della famiglia (mio nonno era un pittore e entrambi i miei genitori erano appassionati del disegno) ma chissà per quale strano motivo un giorno mi ritrovai con un dischetto di sistema in mano. L’etichetta recitava “HyperCard”.

Daniele MarguttiC’è chi (molti) hanno iniziato con il Basic e chi con il Pascal; io lo feci con HyperCard, una vera pietra miliare dell’epoca.
Si poteva realizzare praticamente tutto con HyperCard (perlomeno quello che un bambino appassionato di lego immaginava sui computer) e ancora mi ricordo l’emozione di riuscire a costruire qualcosa, di sentire crescere la consapevolezza che quella macchina era un foglio bianco dove potevo essere a comandare.

E così mentre gli altri amici giocavano col Nintendo, io iniziavo la mia avventura nella programmazione passando per SuperCard, REALbasic, C, Java e infine Objective-C (con relative incursioni anche nel web development).
Sono sempre stato lo “strano” del gruppo, ma almeno in questo ambito sono stato sempre così egocentrico da farlo diventare un vanto. C’è chi superava il livello col mostro e chi, come me, quel giorno era riuscito a far funzionare quel maledetto algoritmo (e credetemi, oggi come allora, è per me una iniezione di vita).

SdA: Che software usi per lo sviluppo?
DM: Ora come era è impossibile prescindere dall’uso di XCode, almeno per quanto riguarda lo sviluppo su Mac. Dopo l’abbandono di Metrowerks (di cui anni fa possedevo anche una versione Student) è anche l’unico tool. Comunque, a parte qualche problemino che ancora rimane da vecchie versioni, è davvero uno dei più potenti e comodi strumenti di sviluppo per computer (anche ben oltre la nostra piattaforma).
Poi ci sono altri tool, come Netbeans o Komodo che uso a seconda del linguaggio di cui ho bisogno.

SdA: Su che hardware?
DM: I miei primi programmi Cocoa li ho fatti con un G4 400. Poi, poco dopo l’iscrizione all’università mi sono spostato sui laptop ed ora posseggo un MacBook Pro prima serie (si, come avrete immaginato ha avuti tutti i problemi del caso, oltre ad essere praticamente un forno).

SdA: Quali sono i tuoi canali di distribuzione?
DM: Oltre alla comunicazione sul mio sito utilizzo la maggior parte dei canali soliti come MacUpdate o VersionTracker. Ora che sto iniziando a sviluppare anche per iPhone mi sposterò anche su AppStore, il negozio di Apple (scelta decisamente obbligata e che continuo, ad oggi, a digerire poco).

SdA: Rapporti con Apple?
DM: Purtroppo nessuno. Sì insomma a parte quelli onirici (in cui mi immagino in quel di Cupertino) non ho mai avuto relazioni dirette con Apple. In compenso se serve un buon programmatore magari potreste metterci una buona parola :-) A parte gli scherzi, lavorare per Apple è ad oggi una delle mie più grandi aspirazioni anche se mi piacerebbe mettere su qualcosa in proprio.

SdA: Un bilancio di questi anni come sviluppatore?
DM: Decisamente positivo. Non mi sono mai pentito di questa scelta.
Da quando ho iniziato ad oggi è stato un continuo migliorarsi ed imparare (e l’avvento di internet è stato fondamentale per relazionarsi con gli altri colleghi); capisco che per alcuni questo genere di lavoro potrebbe essere la cosa più noiosa al mondo, ma per me è un’avventura ogni giorno.
Durante questo periodo ho sviluppato diversi software, alcuni pubblicati su internet, alcuni per privati (questi soprattutto per Windows) e ogni avventura ha arricchito la mia personale esperienza.
Se c’è una cosa che ancora mi manca è lavorare in team, magari in qualche progetto Open. Ma c’è ancora tutto il tempo del mondo per farlo.

Nome programma: Nemo
Descrizione: Client per newsgroup USENet realizzato in cocoa che implementa tutte le ultime tecnologie Apple come Core-Data, Spotlight, WebKit.
Prezzo/licenza: 14 EUR Shareware
Requisiti: Mac OS X 10.5 o successivi

Una versione di questo articolo è stata pubblicata su “Applicando” 271 del dicembre 2008.

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2 commenti  


2 commenti »

  1. Alla descrizione del programma bisognerebbe aggiungere che Nemo è in beta perenne, che è pieno di bug e che lo sviluppo è fermo nonostante gli utenti abbiano pagato la licenza. E il link al sito del programmatore porta a un bel 404

    commenti by ODB — 22 febbraio 2010 @ 8:47 am

  2. Giusta osservazione, ODB.
    L’intervista -come si può desumere dalla data originaria in calce- è stata fatta e pubblicata diverso tempo fa, quando Nemo era ancora in corso di sviluppo e supportato.

    nda

    commenti by Nicola D'Agostino — 22 febbraio 2010 @ 9:06 am

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