Paul Mercer

 Articolo pubblicato il 06/11/2006 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

A 38 anni Paul Mercer è un libero professionista veterano del Mac e di Apple.
La sua specialità? Sistemi operativi. La sua passione? Sistemi operativi per dispositivi portatili.

“Il mio obiettivo di sempre è di prendere la tecnologia del Mac e di diffonderla in altri ambienti”

una foto recente di Paul MercerMercer, che Steve Capps ha definito come un “ingegnere software insolitamente attento ai dettagli” e di cui ha lodato la capacità di progettazione di software snello, ha lavorato prima al Finder del System 7 (poi rinominato Mac OS per questioni di licenza) che, una volta uscito da Apple, all’iPod tramite l’azienda da lui fondata, la Pixo.

Mercer si è formato in informatica alla Syracuse University e realizzando programmi per il Mac si è guadagnato l’interesse e poi l’assunzione da parte di Apple. Qui è rimasto per sette anni, dal 1987 al 1994 arrivando al ruolo di co-responsabile dello sviluppo del Finder.

Ma l’interesse di Mercer già allora era per i dispositivi portatili.
Nei primi anni della Apple del post-Jobs Mercer esplorò, sotto l’egida di Sculley, due progetti dal nome in codice Swatch e Pen Mac (detto anche Folio) di computer palmari. Nei primi anni Novanta, in largo anticipo sull’uscita di Newton, Palm Pilot o sulle idee di General Magic, pare che Mercer abbia mostrato a dirigenti un prototipo funzionante dello Swatch su cui girava software Mac-like. Sculley rimase intrigato ma gli altri e nello specifico Larry Tesler -veterano del PARC in forze ad Apple- non gradirono: le energie e gli investimenti dell’azienda erano puntati tutti sul Newton, capitanato da Tesler, con in ballo vitali accordi di licenza. A Mercer fu quindi chiesto di lasciar perdere e di unirsi al team che lavorava sul Newton, cosa che fece fino al 1994, anno in cui lasciò Apple. E fondò la Pixo.

Negli anni seguenti Pixo è cresciuta sino ad avere un centinaio di dipendenti ed a collaborare con aziende prestigiose. Quando è stata venduta a Sun, tra il 2003 e il 2004 Mercer non c’era più. Nel 2000 se n’era andato per fondare la Iventor, volutamente più piccola ma anche coesa, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare software per i lettori Mp3 per clienti come Samsung, per cui ha lavorato sul lettore Z3.

Foto di Chris Hardy tratta da www.sfgate.com

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  1. […] Anche Sculley però non ebbe vita facile e nei primi anni ‘90 la fine del suo regno fu sofferta: vittima di uno plateale sgambetto da parte del rampante Michael Spindler, rivelatosi poi inadeguato come leader, le sue dimissioni furono un graduale stillicidio della sua carica e voglia di condurre Apple verso un futuro fatto non solo di Macintosh. Lo dimostra il suo caparbio supporto al progetto Newton ed all’esplorazione di dispositivi palmari, che al tempo stesso lo resero inviso a una dirigenza sempre più attenta ai guadagni immediati. […]

    Pingback by Apple: John Sculley « damned’s blog — 28 aprile 2007 @ 12:33 pm

  2. […] operativo dell’iPod venne fornito dalla Pixo, azienda fondata da un ex progettista Apple, Paul Mercer, che da anni si dedicava a tablet, palmari e cellulari. L’interfaccia, però, venne ideata da […]

    Pingback by Storie di Apple – La nascita dell’iPod — 2 ottobre 2012 @ 7:52 am

  3. […] fatto non solo di Macintosh. Lo dimostra il suo caparbio supporto al progetto Newton ed all’esplorazione di dispositivi palmari, che lo resero inviso a una dirigenza sempre più attenta solo a introiti […]

    Pingback by Storie di Apple – L’era Sculley — 6 ottobre 2014 @ 11:26 pm

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