Rapsodia di una migrazione: da OpenSTEP a Rhapsody

 Articolo pubblicato il 14/10/2007 che parla di Eventi,Personaggi,Software 

Il rilascio nell’autunno del 1997 di Rhapsody rappresenta un importante passo intermedio verso il sistema operativo poi noto come Mac OS X.

Rhapsody DR1 CD 2In realtà i confini tra il sistema operativo offerto da NeXT e ciò che Apple avrebbe poi proposto nel 2001 a tutta la sua utenza sono molto sfocati. C’è addirittura chi, come Eryk Vershen, non vede differenze sostanziali tra Rhapsody e Mac OS X dato che il “core OS è in entrambi i casi un misto di [kernel] Mach e BSD”.

Il lavoro per il nuovo Mac OS prese il via dalla collaborazione degli ingegneri NeXT con il team (Mk)Linux di Apple per realizzare il porting su hardware PowerPC di una versione di OpenStep interna e mai rilasciata commercialmente. Le Developer Release di Rhapsody e poi le due versioni di Mac OS X Server hanno infatti anche una numerazione secondaria non ufficiale che di fatto si interseca e prosegue quella di OpenSTEP interrotta con la 4.x da cui si passa alla 5 (Rhapsody DR1) arrivando sino alla 5.6 (Mac OS X Server 1.2).

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  1. […] Meno opinabile è però l’esistenza di OPENSTEP 4.5 per un dato tecnico oggettivo: sino all’inverno del 1996 i sistemi operativi di NeXT supportavano solo i processori x86 di Intel, PA RISC, gli SPARC di Sun e la famiglia Motorola 68k. Per arrivare a Rhapsody ed a OPENSTEP 5 fu necessario un passo intermedio: il porting per processori PowerPC, definito una “folle corsa” da uno degli addetti. OPENSTEP 4.3 ha gettato un ponte provvisorio ma fondamentale tra il mondo *STEP e quello di Mac OS X ma, in quanto versione intermedia e puramente strumentale, è destinata a rimanere archiviata per sempre in qualche scaffale (reale o virtuale che sia) a Infinite Loop. Mercoledì 08 Ottobre 2008, 8:47 am […]

    Pingback by Storie di Apple » I sistemi operativi che non vedremo mai: OPENSTEP 4.5 — 8 Ottobre 2008 @ 9:11 pm

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