Steve Capps: un genio in calzoncini

 Articolo pubblicato il 30/10/2006 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

Poco noto ai più, Steve Capps è stato una figura cruciale nello sviluppo di ben due progetti storici di Apple: il Macintosh e il Message Pad (Newton), lasciando la sua impronta nella storia dell’informatica sia degli anni ’80 che degli anni ’90.

Steve CappsFormatosi al Rochester Institute of Technology e contemporaneamente impiegato presso la Xerox Corporatio, il corpulento, barbuto e sorridente Capps è entrato in Apple nel 1981 contribuendo prima alla nascita del Lisa e poi a quella del Mac, di cui fece parte del celebrato team originale, aiutando nello sviluppo del Finder.

Capps era amato e rispettato dai suoi colleghi tanto che nel 1983, in pieno rush finale per la realizzazione del Mac, lo festeggiarono con uno scherzo, lo “Steve Capps Day” in cui si presentarono tutti con la stessa buffa mise che contraddistingueva Steve: camicia bianca, pantaloncini corti di jeans e scarpe da tennis Vans a quadretti.

Steve Capps e colleghi al lavoro sul NewtonDopo il lancio (ed il successo) del Mac Capps si guadagnò il titolo di prestigio di “Apple Fellow” e come tale dal 1987 al 1996 Capps fu l’ingegnere capo del progetto Newton, per cui stabili e guidò la realizzazione dell’interfaccia utente, coordinò gli sviluppatori e scrisse molta parti degli applicativi software inclusi. L’epopea del Newton è descritta con dovizia di particolari nel libro illustrato “Defying Gravity” in cui la figura di Capps emerge in tutta la sua genialità ed umanità e tra le foto ce ne sono alcune che mostrano Capps alle prese con gli ultimi problemi del primo prototipo da presentare al MacWorld e poi addormentato sul pavimento del backstage della fiera perché stremato dopo le notti in bianco.

Notevole è che nel 1986, tra il lavoro sul Macintosh e quello sul Newton, Capps si prese una “pausa estiva”.
Il risultato fu che scrisse in proprio tre software musicali per il Mac: Jam Session, Super Studio Session e SoundEdit, il primo editor audio grafico a larga diffusione che fu poi venduto e reso ulteriormente celebre da Macromedia.

Nel 1996 Capps lasciò Apple per l’avversaria Microsoft, dove è rimasto fino al 2001: il suo ruolo fu di “user interface architect” e contribuì alle funzioni di Ricerca, History e Favoriti di Internet Explorer.

In seguito Capps ha lavorato come libero professionista fondando la Onedotzero, che “sviluppa interacce utente, software e hardware e fornisce servizi per rendere la comunicazione più facile, completa e personale”. Non stentiamo a crederlo.

Immagini tratte da www.folklore.org e dal libro “Defying Gravity”

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    Pingback by Storie di Apple - Paul Mercer — 1 febbraio 2009 @ 6:12 pm

  2. […] approfondiamo infatti le pionieristiche iniziative musicali, sia software che hardware, di quel “genio in calzoncini” che ha contribuito a creare sia il Newton che il […]

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