Doris Norton – Personal (Apple) Computer

 Articolo pubblicato il 26/01/2016 che parla di Ascolti,Lo sapevate che... 

Nel 1984 in Italia uscì un disco di musica elettronica ispirato da (e in parte realizzato con) un Apple II. È “Personal Computer”, quinto disco di Doris Norton, registrato tra Roma e New York pubblicato dall’etichetta italiana Durium.

Pioniera nell’utilizzo di synth e computer, Norton è la moglie di Antonio Bartoccetti, chitarrista rock progressive, nonché madre del musicista e produttore techno Rexanthony.

Doris Norton - Personal Apple Computer

Tra le due parole del titolo di “Personal Computer” campeggia la (vecchia) mela morsicata a sei colori e nella foto di copertina si vede Doris Norton alle prese con un Apple IIe.

L’elaboratore di Apple, adottato nei primi anni 80 da diversi musicisti (ad esempio da Herbie Hancock), è elencato tra gli strumenti utilizzati da Norton, come “Apple IIe alphanumeric keyboard”.
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La voce del Macintosh

 Articolo pubblicato il 26/02/2009 che parla di Lo sapevate che... 

Alla presentazione agli azionisti nel gennaio 1984 Steve Jobs non si limitò a mostrare le capacità grafiche del Macintosh ma anche quelle audio, facendolo parlare poco dopo averlo estratto dalla borsa in cui era nascosto.

Le sue capacità di sintesi vocale furono impiegate per alcuni paragrafi in cui il piccolo Mac salutò il mondo pronunciando con voce robotica parole piene di cordialità ed ironia.

Da allora il Macintosh ha avuto numerose occasioni di far sentire (letteralmente) al mondo la sua voce e in questi venticinque anni ha parlato, cantato e persino rappato in numerosi brani.

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Ecco gli Apple 32 SuperMicro

 Articolo pubblicato il 26/01/2009 che parla di Hardware 

Nel comunicato stampa del Macintosh diffuso da Apple nel gennaio 1984 si poteva leggere* che il

Macintosh, insieme a tre potenti modelli Lisa 2, rappresenta la base su cui poggia la famiglia di computer Apple 32 SuperMicro. Tutti i sistemi della famiglia eseguono software Macintosh.

e che

“Riteniamo che la tecnologia del Lisa rappresenti la direzione futura per tutti i personal computer” ha affermato Steven P. Jobs, presidente del consiglio di amministrazione Apple. “Macintosh rende questa tecnologia per la prima volta disponibile ad un pubblico ampio- ad un prezzo e dimensioni sinora impossibili con altri produttori. In virtù dell’ampio parco di software realizzato, l’Apple II e il PC IBM sono diventati i primi due standard di mercato del personal computing. Ci aspettiamo che Macintosh diventi il terzo.”

Si trattava di una strategia di marketing con cui Apple intendeva sfruttare il divario tra i sistemi a 8 e 16 bit e i suoi più nuovi (e potenti) microcomputer a 32 bit ed allo stesso tempo un modo grazie al quale presentare insieme il Macintosh ed il Lisa cercando così di spingere un po’ le (deludenti) vendite del suo primo computer con interfaccia grafica e mouse.

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Le persone dietro il Macintosh

 Articolo pubblicato il 24/01/2009 che parla di Eventi,Personaggi 

Storie di Apple - Original Mac people

“Le persone che fanno il lavoro sono la vera forza dietro il Macintosh. Il mio compito è sgombrare loro la strada, per mettere da parte e tenere a bada il resto dell’azienda. Sfortunatamente non riesco a passare abbastanza tempo qui con loro perché ho anche altre responsabilità. Ma ogni volta che ho un momento libero torno subito perché questo è il posto più divertente al mondo.

Si tratta del gruppo di persone più acute con cui ho mai lavorato. Sono tutti incredibilmente intelligenti, ma la cosa ancora più importante è che hanno in comune il modo in cui affrontano la vita e cioé che la vera ricompensa è il cammino intrapreso. Loro desiderano davvero che questo prodotto veda la luce. In questo momento è più importante delle loro vite personali.

L’Apple II aveva un qualcosa di magico. Non era quantificabile ma era comunque percepibile. Il Macintosh è la seconda cosa nella mia vita che dà le stesse sensazioni. Opportunità come questa non capitano spesso. In qualche modo lo si sente quando ci si trova agli inizi di qualcosa di grande. È per questo che tutti vogliono che sia perfetto e lavorano duramente. Tutti sentono una responsabilità personale verso il prodotto.

Il Macintosh è il futuro di Apple Computer. Ed è opera di un gruppo di persone dall’incredibile talento ma che nel grosso delle aziende si troverebbe tropo in basso perché le loro decisioni abbiano lo stesso impatto che hanno qui. È una di quelle cose che si sa non dureranno per sempre. Il gruppo forse rimarrà insieme per un’altra iterazione del prodotto e poi ognuno andrà per la sua strada. Ma in questo momento molto speciale, tutti noi siamo stati insieme per realizzare questo prodotto. E sentiamo che potrebbe rappresentare la cosa migliore che abbiamo fatto con le nostre vite.”

Traduzione libera del saggio di Steve Jobs nel 1984 nel primo numero di Macworld

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Buon compleanno, Macintosh!

 Articolo pubblicato il 24/01/2009 che parla di Eventi,Hardware 

MVC-148F

La scheda madre nell’immagine è stata gentilmente fornita da Maurizio Buso

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“Prova su strada Macintosh”

 Articolo pubblicato il 23/01/2009 che parla di Lo sapevate che... 

Nel novembre 1984 Apple lanciò una curiosa iniziativa per spingere le vendite del suo nuovo computer.

Prova su strada MacintoshGrazie a “Test Drive A Mac” chiunque fosse interessato ad un Macintosh (probabilmente un modello 512k vista la data) poteva recarsi presso i punti vendita e -per un breve periodo- averne gratuitamente un esemplare al fine di effettuare una “prova su strada”.

In questa prova l’utente non era abbandonato a sè stesso ma era assistito da materiali appositamente preparati da Apple e concretamente da una brochure, un software dimostrativo ed una cassetta audio. La combinazione di questi materiali guidava l’utente nell’esplorazione del mondo delle interfacce grafiche e del mouse e nell’apprendimento dell’uso del sistema operativo e dei programmi acclusi con il Mac.

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E vedrete…

 Articolo pubblicato il 22/01/2009 che parla di Eventi,Lo sapevate che... 

Anya Major in corsaScritto da Steve Hayden e Lee Clow, prodotto dall’agenzia Chiat/Day e diretto da Ridley Scot con un budget di 900’000 USD lo spot “1984” per il lancio del Macintosh fu “ufficialmente” mandato in onda il 22 gennaio 1984 durante il terzo quarto della finale del 18° Super Bowl, che vedeva affrontarsi i Washington Redskin ed i Tampa Stadium.

La pubblicità, mostrata in quell’occasione in una versione abbreviata di soli 30 secondi, prendeva in prestito i concetti del romanzo “Nineteen Eighty-Four” (1984) di George Orwell e la sua descrizione di una tetro futuro sotto il tallone di un “Big Brother” (Grande Fratello), riferimento poco velato ad IBM, temibile avversario di Apple sul mercato dei personal computer.

Quella di gennaio non fu però l’unica nè tantomeno la prima volta in cui lo spot venne trasmesso o mostrato al pubblico.

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