CLImax: un’altra linea di comando prima di Mac OS X

 Articolo pubblicato il 22/12/2008 che parla di Lo sapevate che...,Personaggi,Software 

Prima dell’avvento di Mac OS X una delle critiche storiche al sistema operativo dei Macintosh per anni è stata l’assenza di una “shell”. Le lamentele sulla mancanza di una “linea di comando” non solo dimostravano la poca comprensione della filosofia del Mac OS ma erano anche sostanzialmente errate vista che in realtà esistevano software che fornivano l’agognata interfaccia a caratteri.

about CLImaxAnche se è vero che solo a partire dal 2001 ne venne fornita una “di fabbrica”, per anni sono state rese disponibili alcune shell testuali a partire da quella contenuta nell’ambiente di sviluppo MPW della stessa Apple.
Tra le molte soluzioni di terzi ce n’è stata una chiamata CLImax risalente ai tempi del System 7 e facente uso di AppleScript, il linguaggio di scripting ufficiale di Infinite Loop.
Ne parliamo perché l’autore è quel Drew Thaler che abbiamo intervistato a proposito della sua collaborazione con Apple.
Abbiamo chiesto perciò a Drew di raccontarci di CLImax e di come sia nata questa CLI (Command Line Interface) per il cosiddetto Mac OS “Classic”.

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
1 commento  

Chris Espinosa: l’uomo dei manuali

 Articolo pubblicato il 18/01/2007 che parla di Personaggi,Software 

Assunto nel 1976 e tutt’ora in Apple, Chris Espinosa è stato il più giovane impiegato di Apple, dove è entrato ancora adolescente guadagnandosi poi la tessera numero 8.

Espinosa ai tempi dello sviluppo del MacintoshIn questi decenni Espinosa è stato coinvolto in parecchi progetti importanti a Cupertino, dall’Apple II al Macintosh (sua è una delle firme all’interno del case del Mac originale) in HyperCard ed AppleScript ma anche in A/UX, Taligent, i Kaleida Labs, e infine Mac OS X. Attualmente è parte del team dell’ambiente di sviluppo Xcode, di cui è “development engineering manager”.

Ma torniamo al 1976. All’epoca Espinosa era alle superiori e il suo primo ruolo era di dimostratore al pubblico dell’Apple II presso l’azienda, o meglio il garage di Jobs, che raggiungeva in bicicletta (o con un motorino, ci sono due versioni). Più tardi Espinosa lasciò Apple e si iscrisse all’Università della California a Berkeley dove come studente anziano di riferimento si ritrovò Andy Hertzfeld e scopri il suo vero amore: la redazione di documentazione tecnica. A Berkeley gli fu infatti assegnato come compito produrre un manuale tecnico degno di questo nome per l’Apple II usando come base la raccolta fotocopiata incoerente di singole istruzioni ed appunti (tra cui pagine scritte a mano da Wozniak) che fino a quel momento era stato l’unico riferimento per gli utilizzatori.

Il Red Book di Chris EspinosaLa leggenda vuole che Espinosa abbia lavorato al progetto giorno e notte sul mainframe di Berkeley e a causa degli orari insoliti spesso non sia riuscito a tornare al dormitorio prima della chiusura dormendo sui divani del laboratorio di informatica o dove capitava. Il risultato di queste fatiche fu l’“Apple II Technical Reference Manual” noto come “Red Book” (dal colore rosso della copertina), una pubblicazione che rispondeva alle richieste di professionalità e ricercatezza volute da Jobs per il rivoluzionario Apple II e -secondo molti- rappresenta un punto fermo per la storia della manualistica informatica.

Anche se Espinosa sapeva programmare ed ha realizzato demo per l’Apple II in BASIC e parte della mitica calcolatrice originale del Mac OS il veterano di Apple si è sempre definito uno sviluppatore mediocre ma profondamente interessato e appagato dal lavoro di documentazione ed illustrazione del funzionamento del software.
Per nostra fortuna.

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , ,
 
2 commenti  




 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin