Gli scherzi di Woz – Il parcheggio di Jobs
Un ingrediente chiave negli scherzi di Steve Wozniak è quello di non rivelarsi mai come autore degli stessi ma anzi far credere che ci sia dietro qualcun’altro.
È il caso del generatore di interferenze nascosto in un pennarello, del finto volantino promozionale dello Zaltair e anche di un altro scherzo che provò a giocare sempre a spese di Jobs e della sua brutta abitudine di parcheggiare negli spazi riservati ai disabili.
Ne parla Andy Hertzfeld, che si è ritrovato coinvolto nella burla:
Un giorno dell’ottobre 1983 mentre ero al lavoro in Apple ricevetti una chiamata dalla polizia di Cupertino che mi diceva più o meno “La macchina che lei ha denunciato perché parcheggiata nello spazio riservato agli handicappati. Beh, non la possiamo portare via col carro attrezzi perché i confini dello spazio non sono adeguatamente demarcati.”
Al che la mia risposta fu “Scusi come?”
Scoprii che Woz aveva chiamato la polizia e gli aveva segnalato la macchina di Steve Jobs parcheggiata nel posto per gli handicappati e gli aveva detto come nome Andy Hertzfeld lasciandogli il mio numero di telefono.
Era uno scherzo colossale sia a me che Steve Jobs che per un pelo non era andato a segno, grazie a Dio. Già mi immaginavo Steve che andava a recuperare la sua macchina [alla polizia, ndr] e scopriva che era stato Andy Hertzfeld a farla portar via.
Immagine tratta da www.romain-moisescot.com e da differnet.com
Gli scherzi di Woz – Largo allo Zaltair
Una delle burle più clamorose di Wozniak ebbe luogo alla prima “West Coast Computer Faire” nell’aprile 1977 proprio in concomitanza alla presentazione dell’Apple II.
Mike Markkula aveva fatto stampare 20’000 brochure e da questo particolare Wozniak capì che la manifestazione rappresentava una ghiotta occasione per un colossale scherzo.
Fondendo il nome del pionieristico elaboratore Altair della MITS con la moda dell’epoca di usare la lettera “Z” Woz ideò una sua personale brochure pubblicitaria per un nuovissimo e rivoluzionario (ma totalmente fittizio) computer chiamato Zaltair. La pubblicità fu infarcita di termini ridicoli come “perZonality” e “BaZic”, dichiarazioni di noti personaggi e persino confronti tecnici con altri computer tra cui quello di Apple.
Woz ideò e realizzò il volantino pubblicitario con un amico di Los Angeles e lì lo fece stampare in ben 8000 copie per non insospettire nessuno. Poi, con la compicità di Chris Espinosa e Randy Wiggington, fece circolare i volantini alla Computer Faire lasciandoli qui e lì e mischiandoli a quelli delle altre aziende. Da qui le pubblicità del fantomatico Zaltair finirono un po’ ovunque: nelle mani di Markkula e Jobs, ovviamente, in quelle di altri progettisti e produttori di computer (tra cui della MITS) e degli smanettoni che si riunivano al seminale Homebrew Computer Club.
Il clamore generato dal foglietto dello Zaltair divertì moltissimo Wozniak come anche la “caccia” a chi l’avesse realizzato dato che Woz furbescamente aveva inserito indizi e riferimenti ad altre ditte e sembrò a tutti che il buontempone fosse un collega della Processor Technology, Larry Ingram. Wozniak inoltre tenne il segreto a lungo e si svelò come l’ideatore dello Zaltair al suo amico e socio Steve Jobs solo sei anni dopo, regalandogli per un compleanno una copia incorniciata del volantino.
Immagine tratta da www.digibarn.com/collections/articles/allan-lundell/zaltair/
Gli scherzi di Woz – Divertirsi con la tecnologia
L’amore di Stephan Gary “Woz” Wozniak per scherzi e burle risale sin alla tenera età.
Alla Homestead High School, in quella che poi -anche per suo merito- divenne la Silicon Valley, Wozniak stampò etichette identiche a quelle ufficiali con cui rimescolò le aule per le lezioni provocando caos e confusione per ore. Peggio ancora: costruì persino una finta bomba con ticchettio incluso che causò l’evacuazione della scuola e a lui il suggerimento di sedute con uno psichiatra.
Al college Wozniak si divertì tantissimo con un generatore di interferenze televisive che riuscì ad infilare in un pennarello. Con questo aggeggio interrompeva e disturbava trasmissioni o anche lezioni (le classi numerose spesso usavano TV a circuito chiuso) divertendosi in particolare ad accendere e spegnere il congegno mentre i compagni provavano ad aggiustare l’antenna. Wozniak riattivava la visione quando i compagni erano in posizioni particolarmente ridicole o da equilibrista.
Anche quando non sono anonimi (e gran parte lo sono) gli scherzi di Wozniak puntano a scioccare o lasciare perplesse le persone, che siano amici o sconosciuti. Ad esempio un filmato del 2005 lo mostra fingere di elettrizzarsi i denti con un cavo Firewire di un Macintosh e per anni Woz ha pagato i conti con banconote da 2 dollari che strappava sul momento da blocchetti: il cofondatore di Apple infatti acquistava dal Tesoro fogli di banconote non tagliati e poi se li rilegava in blocchi e libricini.
Immagine tratta da historytech.org/i e da www.powerpage.org/
Gli scherzi di Woz
Aprile è il mese degli scherzi e non è un caso che la prima incarnazione di Apple sia nata proprio nella giornata dei “pesci” o che in questi lunghi 30 giorni si festeggino diverse ricorrenze importanti.
Seppure Steve Jobs sia indubbiamente originale ed iimprevedibile, lo spirito scherzoso e irriverente di Apple si deve sopratutto all’altro cofondatore dell’azienda, Steven Wozniak, noto anche come “Woz”.
La sua carica e genialità irruenta accoppiata ad una capacità rara di manipolare la tecnologia (da vero hacker) non si è espressa solo nei primi innovativi e seminali prodotti come l’Apple I e II ma anche in una vita tutta a modo suo, piena di giochi, beffe e miriadi di scherzi ad amici, collaboratori e sconosciuti (tra cui alla futura moglie).
Visto l’interesse dimostrato verso Wozniak dai lettori di Storie di Apple nel sondaggio di qualche settimana fa sfruttiamo l’occasione di aprile per dare il via una serie di articoli sul geniale progettista a cui devono così tanto Infinite Loop e tutta l’industria dei PC (o degli “home computer”, come si chiamavano un tempo).
L’obiettivo? Capire meglio questo personaggio e di riflesso la Apple di allora ma anche solo e semplicemente divertirci. Proprio come piacerebbe a “Woz”.
Immagine tratta da www.oreillynet.com

Al che la mia risposta fu “Scusi come?”