Made in Italy – Intervista a Emanuele Vulcano
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Emanuele Vulcano: A programmare su Mac? Dal 2004, anno in cui ho fatto il grande salto e ho preso un iMac G4 “lampada” nuovo fiammante. Ma avevo già la curiosità di programmarci su; programmo da almeno una decina d’anni essendo, in un certo senso, “figlio d’arte”, visto che mio padre è programmatore e sistemista. E in questo lungo periodo ne ho passate davvero tante, passando per diversi sistemi operativi Microsoft, Linux e BeOS prima di approdare al sicuro porto della Mela già post-OS X.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
EV: Quando ho preso l’iMac, nel DVD di 10.2 c’era il venerando Project Builder, che già un po’ conoscevo (BeIDE, l’equivalente per BeOS che avevo già avuto modo di vedere, è un suo indiretto cugino). È stato davvero emozionante seguire, in questi anni, quel programma proveniente da NeXT nella sua trasformazione nel fiammante e moderno Xcode che, oggi, uso per la quasi totalità del software che sviluppo con molta soddisfazione.
Sono felicissimo però anche di aver acquistato TextMate, uno strumento davvero potente e versatile, con feature piccole e potenti che riescono sempre a sorprendermi; la sua semplicità e la sua potenza sono davvero esemplificative di un programma Mac “fatto bene”. Xcode è il mio tavolo da disegno, TextMate il mio blocco degli schizzi.
Ovviamente poi ci sono tantissimi altri programmi che meriterebbero di essere menzionati — da CSSEdit, a Eclipse, a Subversion, a Bazaar, passando persino alle volte per ambienti di sviluppo sotto Linux e Windows. Però cerco sempre di dotarmi di strumenti in cui possa trovare coerenza, semplicità e flessibilità: caratteristiche che vedo più spesso nei programmi Mac che in quelli di altre piattaforme.
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Made in Italy – Intervista a Max Ribuoli
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Max Ribuoli: La mia esperienza come sviluppatore Mac è iniziata nel 1994, insieme ad alcuni amici abbiamo aperto una società (Iride) per la realizzazione di CD-Rom multimediali Mac/Windows.
Successivamente, intorno al 1998, ho iniziato la realizzazione di alcuni shareware, principalmente plug-in di FileMaker, nati per risolvere alcune mie problematiche e che ho deciso di condividere con la comunità degli utenti.
L’esperienza dello shareware è poi proseguita fino ad oggi con l’ultimo prodotto realizzato: Address-O-Matic.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: Utilizzo esclusivamente gli strumenti forniti da Apple, XCode.
SdA: Su che hardware?
MR: MacBook Pro
SdA: Quali sono i canali di distribuzione?
MR: Utilizzo un provider americano, Pair, mentre per le transazioni mi appoggio a Kagi
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Made in Italy – Intervista a Matteo Rattotti
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Matteo Rattotti: Danilo Bonardi, Giordano Fracasso ed io (Matteo Rattotti) ci siamo conosciuti all’università e abbiamo cominciato a creare programmi per le nostre esigenze, quasi per gioco. Successivamente le applicazioni sono cresciute e abbiamo iniziato a rilasciarle gratuitamente. Il feedback degli utenti ci ha travolto e da allora l’idea di metterci in proprio non ci ha mai abbandonato.
Shiny Frog è nata 3 anni fa, dopo 2 di esperienza come sviluppatori freelance. Il nostro motto “Keep it simple” ci spinge a creare prodotti validi ma non troppo complicati e la nostra filosofia di base “Do one thing and do it well” ci permette di concentrare le energie su una cosa per volta, senza mettere troppa carne al fuoco.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: XCode, Interface Builder, Svn, Terminal e ovviamente i developer tools che Apple fornisce. Come editor di testo prediligiamo Vim, che ora utilizziamo sotto forma di MacVim, un port specifico per Mac. In generale cerchiamo di utilizzare prodotti open source per lo sviluppo, in quanto il mondo Unix ne è pieno.
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Made in Italy – Intervista a Lorenzo Puleo
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Lorenzo Puleo: Ho iniziato all’università. Mi sono laureato in architettura con una tesi in “Scienza delle costruzioni” che includeva la realizzazione di un software per il calcolo strutturale. Una volta imparato a programmare non ho smesso più. Ho progressivamente lasciato la professione di architetto per dedicarmi “tout court” all’informatica.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
LP: Principalmente uso i tools di Apple: XCode e Interface Builder. I frameworks che uso di più sono Cocoa, OpenGL e QuickTime. Il linguaggio che uso di più è Objective-C.
SdA: Su che hardware?
LP: Se sono in studio, lavoro su un MacPro 8-core per avere la massima velocità di compilazione e di esecuzione. E dato che mi occupo di software di animazione 3D in tempo reale (Kinemac) uso una scheda grafica Nvidia GeForce 8800 che garantisce prestazioni di alto profilo.
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