Steve Jobs, Apple e il Product Marketing – Intervista a Jay Elliot

 Articolo pubblicato il 02/08/2012 che parla di Personaggi 

In occasione del lancio di “Steve Jobs – L’uomo che ha inventato il futuro”, c’è stata l’occasione per una chiacchierata con Jay Elliot, ex Senior Vice President of Human Resources di Apple e coautore del testo, edito originariamente come “The Steve Jobs Way” e portato in Italia da Hoepli.

Storie di Apple: Quanti anni ha lavorato in Apple?
Jay Elliot: Sono stato in Apple dal 1980 al 1986.

Storie di Apple: In che ruolo?
Jay Elliot: Ero un Vice Presidente Senior addetto al lato operativo. Jay Elliot in BolognaMi occupavo di tutti gli aspetti del personale dell’azienda e ho continuato ad avere il titolo [di addetto alle risorse umane] anche quando curavo l’IT o il lato finanziario. Ero in carica del “motore amministrativo” di Apple ma lavoravo anche per il Mac group agli ordini di Steve.

SdA: “Product Marketing”: cosa vuol dire questo termine in Apple?
JE: Sono dell’opinione che il successo di Apple sia tutto nel prodotto. Steve è il “product guy”. Mi piace definire l’azienda come un’organizzazione prodotto-centrica e tutto viene fatto in virtù di questo. Il Product Marketing in realtà è il rapporto che c’è tra il prodotto, il marketing e la vendita e richiede uno sforzo in più per assicurarsi che le caratteristiche salienti non si perdano nell’elaborazione, nel percorso verso la messa in commercio. C’è una fase di elaborazione che serve a integrare modifiche o qualsiasi cosa emerga dal marketing vero e proprio e serve a valutare se questo qualcosa ci debba essere o meno nel prodotto. A volte la cosa funziona. Nella Apple degli anni ‘80 non funzionava: c’erano problemi tra la divisione Apple II e quella del Macintosh e così [John] Sculley decise per un’organizzazione più funzionale. Ridusse tutto a un unico dipartimento di marketing per tutti i prodotti. È una decisione che non ha funzionato.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
2 commenti  

CRUX PPC, il Linux italiano per Mac con PowerPC – Intervista a Nico Macrionitis

 Articolo pubblicato il 09/07/2012 che parla di Personaggi,Software 

Flattr thisSono ormai passati diversi anni da quando Apple ha accantonato i processori PowerPC a favore di quelli Intel. Nel frattempo utenti e sviluppatori si sono adeguati e questo vale anche per i sistemi operativi alternativi. C’è però ancora chi si rivolge a chi ha un vecchio Macintosh e tra questi c’è CRUX PPC, un porting per PowerPC di una distribuzione GNU/Linux.

cruxppcCRUX PPC è un progetto ideato e seguito da sviluppatori italiani che in questi anni prosegue sulla sua strada con lo sviluppo del sistema operativo.
Abbiamo contattato uno dei curatori, Nico Macrionitis che, con la collaborazione di Giorgio Agrelli, ci ha illustrato il progetto, le sue caratteristiche e permesso di fare il punto della situazione di questo “Linux” italiano per PowerPC.

Storie di Apple: Come è nato CRUX PPC?
Nico Macrionitis: Mater artium necessitas.
Correva l’anno 2003 quando venne fatto un primo port della distribuzione CRUX su di un, all’epoca, nuovo portatile: un Apple iBook G3. Era da poco più di un anno che nel NaLug (Napoli Linux User Group) alcuni di noi avevano eletto la CRUX quale degna sostituta della cara vecchia Slackware. Così sono nati il Progetto CRUX Italia e parallelamente CRUX PPC.

SdA: A chi si rivolge Crux PPC? Chi sono i vostri utenti?
NM: La filosofia KISS [acronimo che sta per “Keep It Simple, Stupid”, nda] è alla base della distribuzione CRUX e l’ha portata ad avere come target principale utenti decisamente esperti che non disdegnano di ottimizzare a loro volta, lavorando autonomamente, la distribuzione stessa.
CRUX PPC ha il pregio di esser minimale e per tal motivo è sconsigliato il suo utilizzo ad utenti alle prime armi o che cercano un sistema operativo totalmente automatizzato.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
2 commenti  

Made in Italy – Intervista a Emanuele Vulcano

 Articolo pubblicato il 12/04/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Emanuele Vulcano: A programmare su Mac? Dal 2004, anno in cui ho fatto il grande salto e ho preso un iMac G4 “lampada” nuovo fiammante. Ma avevo già la curiosità di programmarci su; programmo da almeno una decina d’anni essendo, in un certo senso, “figlio d’arte”, visto che mio padre è programmatore e sistemista. E in questo lungo periodo ne ho passate davvero tante, passando per diversi sistemi operativi Microsoft, Linux e BeOS prima di approdare al sicuro porto della Mela già post-OS X.

Emanuele VulcanoSdA: Che software usi per lo sviluppo?
EV: Quando ho preso l’iMac, nel DVD di 10.2 c’era il venerando Project Builder, che già un po’ conoscevo (BeIDE, l’equivalente per BeOS che avevo già avuto modo di vedere, è un suo indiretto cugino). È stato davvero emozionante seguire, in questi anni, quel programma proveniente da NeXT nella sua trasformazione nel fiammante e moderno Xcode che, oggi, uso per la quasi totalità del software che sviluppo con molta soddisfazione.

Sono felicissimo però anche di aver acquistato TextMate, uno strumento davvero potente e versatile, con feature piccole e potenti che riescono sempre a sorprendermi; la sua semplicità e la sua potenza sono davvero esemplificative di un programma Mac “fatto bene”. Xcode è il mio tavolo da disegno, TextMate il mio blocco degli schizzi.

Ovviamente poi ci sono tantissimi altri programmi che meriterebbero di essere menzionati — da CSSEdit, a Eclipse, a Subversion, a Bazaar, passando persino alle volte per ambienti di sviluppo sotto Linux e Windows. Però cerco sempre di dotarmi di strumenti in cui possa trovare coerenza, semplicità e flessibilità: caratteristiche che vedo più spesso nei programmi Mac che in quelli di altre piattaforme.

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Max Ribuoli

 Articolo pubblicato il 05/04/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Max Ribuoli: La mia esperienza come sviluppatore Mac è iniziata nel 1994, insieme ad alcuni amici abbiamo aperto una società (Iride) per la realizzazione di CD-Rom multimediali Mac/Windows.
Successivamente, intorno al 1998, ho iniziato la realizzazione di alcuni shareware, principalmente plug-in di FileMaker, nati per risolvere alcune mie problematiche e che ho deciso di condividere con la comunità degli utenti.
L’esperienza dello shareware è poi proseguita fino ad oggi con l’ultimo prodotto realizzato: Address-O-Matic.

Max RibuoliSdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: Utilizzo esclusivamente gli strumenti forniti da Apple, XCode.

SdA: Su che hardware?
MR: MacBook Pro

SdA: Quali sono i canali di distribuzione?
MR: Utilizzo un provider americano, Pair, mentre per le transazioni mi appoggio a Kagi

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Matteo Rattotti

 Articolo pubblicato il 29/03/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Matteo Rattotti: Danilo Bonardi, Giordano Fracasso ed io (Matteo Rattotti) ci siamo conosciuti all’università e abbiamo cominciato a creare programmi per le nostre esigenze, quasi per gioco. Successivamente le applicazioni sono cresciute e abbiamo iniziato a rilasciarle gratuitamente. Il feedback degli utenti ci ha travolto e da allora l’idea di metterci in proprio non ci ha mai abbandonato.

Shiny Frog è nata 3 anni fa, dopo 2 di esperienza come sviluppatori freelance. Il nostro motto “Keep it simple” ci spinge a creare prodotti validi ma non troppo complicati e la nostra filosofia di base “Do one thing and do it well” ci permette di concentrare le energie su una cosa per volta, senza mettere troppa carne al fuoco.

SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: XCode, Interface Builder, Svn, Terminal e ovviamente i developer tools che Apple fornisce. Come editor di testo prediligiamo Vim, che ora utilizziamo sotto forma di MacVim, un port specifico per Mac. In generale cerchiamo di utilizzare prodotti open source per lo sviluppo, in quanto il mondo Unix ne è pieno.

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Lorenzo Puleo

 Articolo pubblicato il 22/03/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Lorenzo Puleo: Ho iniziato all’università. Mi sono laureato in architettura con una tesi in “Scienza delle costruzioni” che includeva la realizzazione di un software per il calcolo strutturale. Una volta imparato a programmare non ho smesso più. Ho progressivamente lasciato la professione di architetto per dedicarmi “tout court” all’informatica.

Lorenzo PuleoSdA: Che software usi per lo sviluppo?
LP: Principalmente uso i tools di Apple: XCode e Interface Builder. I frameworks che uso di più sono Cocoa, OpenGL e QuickTime. Il linguaggio che uso di più è Objective-C.

SdA: Su che hardware?
LP: Se sono in studio, lavoro su un MacPro 8-core per avere la massima velocità di compilazione e di esecuzione. E dato che mi occupo di software di animazione 3D in tempo reale (Kinemac) uso una scheda grafica Nvidia GeForce 8800 che garantisce prestazioni di alto profilo.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Claudio Procida

 Articolo pubblicato il 15/03/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Claudio Procida: Ho iniziato quasi per scherzo creando una Dashboard Widget per Tiger (batterystatus) sviluppandola “alla cieca” su Panther (l’aiuto degli utenti di it.comp.macintosh è stato fondamentale per effettuarne il testing).
Poi da cosa nasce cosa, ho appreso l’Objective-C, iniziato ad utilizzare Xcode ed Interface Builder, studiato diversi libri e dopo quasi un anno avevo già sviluppato la mia prima applicazione Cocoa (GuidaTV).
Ad oggi sviluppo attivamente tre applicazioni principali e cinque Dashboard widgets che servono una base di circa 100,000 utenti sparsi in tutto il mondo.

Claudio ProcidaSdA: Che software usi per lo sviluppo?
CP: Come IDE per Cocoa utilizzo la coppia Xcode ed Interface Builder, per la gestione del codice mi affido a Subversion in esecuzione su un PC che fa da server domestico.
Quando c’è qualcosa che non va nel codice ricorro al debugger gdb integrato in Xcode e altri strumenti diagnostici come Shark, MallocDebug etc.
Come editor utilizzo molto spesso anche TextMate, dal momento che è ben integrato con Subversion, per scrivere codice Javascript, HTML, CSS e a volte Ruby.
Per il resto tanto GNU make e shell script
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  


 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin