Ecco a voi l’iPod

 23/10/2011 - Archiviato in: Hardware 

Dieci anni fa Apple lanciava il primo iPod.

Ecco la presentazione di Steve Jobs durante il primo Apple Music Event:

Ecco invece il video promozionale:

La prima pubblicità televisiva:

Il filmato QuickTime VR interattivo:

Nota: tutti i contenuti sono “courtesy of Apple”.


Un tocco di verde shuffle

 01/02/2011 - Archiviato in: Design 

iPod shuffle 1gen - cartolina pubblicitariaLe prime tre generazioni dell’iPod shuffle dimostrano come Apple continui a far evolvere e reinventare la sua offerta. Ma al tempo stesso l’azienda punta a comunicare un senso di continuità con il passato, affermando che, nonostante tutto, l’identità ed i concetti base del prodotto sono immutati.

Nel caso dell’iPod shuffle questo è comunicato per mezzo di un elemento comune a tutti i modelli lanciati sinora: l’uso del colore verde. Apple, all’inizio, ha scelto di associare il verde all’atto dello shuffling, del rimescolamento e della riproduzione casuale del contenuto audio e quindi all’iPod shuffle stesso.

iPod Shuffle 1gen back - shuffle onL’iPod shuffle originale di prima generazione, lanciato nel gennaio 2005, impiegava il verde a profusione sia nel packaging che nella promozione.
Verde era lo sfondo dello spot televisivo e delle pubblicità stampate e verde era anche il colore dominante della confezione in cui lo shuffle veniva venduto così come verde era il colore sotto il pulsante da spostare per accendere e mettere il dispositivo nella modalità di riproduzione continua o in quella casuale (shuffle).

[continua la lettura della storia]


Il sorprendente successo dell’iPod mini

 02/07/2010 - Archiviato in: Design,Hardware 

iPod mini - pinkL’iPod mini venne lanciato da Apple nel gennaio 2004 al Macworld e presentato come “il più piccolo player musicale portatile in grado di contenere fino a 1000 canzoni in qualità CD”.

Il mini venne messo in vendita negli Stati Uniti alla fine di febbraio ma arrivò nel resto del mondo (Italia inclusa) solo a luglio, e non in aprile come originariamente annunciato, a causa di uno strabiliante successo che tra le altre cose lo rese il modello in assoluto più venduto tra tutti gli iPod.


Flattr this
In un comunicato stampa di febbraiosi poteva leggere che Apple aveva avuto “oltre 100’000 preordini” e Philip Schiller, Senior Vice President del Worldwide Product Marketing, affermò che la risposta del pubblico era stata al di là di ogni previsione. L’accoglienza riservata all’iPod mini sembrò lasciare di sorpresa anche Apple che aveva ideato il mini per insidiare il settore dei riproduttori di fascia alta basati su memorie flash.

Alla fine di marzo l’azienda dovette diffondere un altro comunicato in cui avvisava di aver posticipato a luglio la data di disponibilità internazionale “in seguito alla fortissima domanda di iPod mini negli Stati Uniti, superiore alle attese, che ha superato di molto le forniture pianificate fino alla fine di giugno”. Nello stesso comunicato Tim Cook, Executive Vice President Worldwide Sales and Operations, precisava che “iPod mini aumenta il successo di iPod, che è già il lettore di musica digitale più famoso e venduto al mondo.”

Un’occhiata alle statistiche dell’epoca rende ancora più evidente l’effetto dell’iPod mini sulle fortune di Apple.
In meno di tre anni l’azienda cofondata da Steve Jobs aveva conquistato il 31% del mercato statunitense di player mp3. Grazie all’iPod mini durante il 2004 la percentuale di mercato crebbe ben oltre le stime e nel gennaio 2005 era più che raddoppiata, arrivando al 65%.
[continua la lettura della storia]


P.A. Semi ed Apple: storia di un matrimonio rimandato

 02/04/2010 - Archiviato in: Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Furono in molti a stupirsi quando nell’estate del 2005, sul palco della World wide Developer Conference (WWDC), Steve Jobs annunciò il passaggio dei Macintosh da processori RISC PowerPC di IBM ai Core Duo di Intel, evoluzione dei criticati e sbeffeggiati Pentium.

Logo della PA SemiLo stupore più grande in assoluto fu però quello di un gruppo di sviluppatori di microchip che nei giorni seguenti si aggirarono nei corridoi di Infinite Loop in preda a shock. Si trattava del personale della P.A. Semi, un’azienda di Palo Alto (da cui le iniziali nel nome) giovane e piccola ma con un pedigree prestigioso che stava collaborando con Apple su una futura evoluzione dei PowerPC.

Come riferì nel 2006 The Register, gli sviluppatori erano all’opera da mesi ed avevano unito le loro forze a quelle di Apple. L’obiettivo era quello di capire se Mac OS X poteva essere oggetto di un porting sui nuovi microprocessori della Semi. Quando arrivò la notizia che l’azienda di Cupertino aveva raggiunto un accordo con Intel, la sorpresa fu tanta e foriera di problemi: come affermò una persona informata dei fatti “la P.A. Semi ci contava proprio” e dopo il passaggio ad Intel “non avevano alcuna idea di cosa sarebbe successo”. Lo sapeva invece Apple, e molto bene, ma prima di arrivare alla conclusione facciamo un passo indietro.

[continua la lettura della storia]



 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin