Made in Italy – Intervista a Marco Piovanelli
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Marco Piovanelli: Dopo aver assaggiato la programmazione su varie piattaforme, fino dai miei primi anni da teenager, ho addentato la mela verso la fine degli anni ‘80, su un Macintosh IIsi che aveva un processore Motorola 68030 e ben 5 MB di RAM. Il primo IDE che ho usato su Mac era il THINK Pascal, per l’epoca un prodotto incredibilmente ben fatto e integrato. Da quel momento, non mi sono più allontanato dalle piattaforme Apple.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MP: Attualmente la scelta è pressoché obbligata: Xcode e gli altri strumenti del toolchain offerto da Apple. Da quando Apple offre gratuitamente un ambiente di sviluppo integrato, non credo ci sia più spazio per ambienti di sviluppo commerciali di terze parti. Peccato, perché CodeWarrior era un ottimo prodotto.
SdA: Su che hardware?
MP: Un MacBook Pro Core 2 Duo, con un Cinema Display che uso quando non sono in trasferta. Lo uso anche per il 99% dello sviluppo di applicazioni iPhone, ovviamente.
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Made in Italy – Intervista a Marco Pifferi
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Marco Pifferi: Ho iniziato a sviluppare nel 1984: Tweakersoft, dedicata allo sviluppo di applicazioni consumer per Mac è nata nel 2001.
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MP: XCode naturalmente!
Tutte le applicazioni di Tweakersoft sono state sviluppate con Cocoa e Objective C.
SdA: Su che hardware?
MP: Mac PRO 4 core anche se spesso uso anche un MacBook “on the road”.
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Made in Italy – Intervista a Daniele Margutti
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Daniele Margutti: Avevo intorno ai 9 anni ed era il Mac (un LCII che ancora oggi fa custodisco gelosamente) che mio padre, grafico, aveva deciso di riportare a casa per portarsi avanti il lavoro durante il fine settimana.
Poteva essere l’inizio della “carriera” dell’ennesimo artista della famiglia (mio nonno era un pittore e entrambi i miei genitori erano appassionati del disegno) ma chissà per quale strano motivo un giorno mi ritrovai con un dischetto di sistema in mano. L’etichetta recitava “HyperCard”.
C’è chi (molti) hanno iniziato con il Basic e chi con il Pascal; io lo feci con HyperCard, una vera pietra miliare dell’epoca.
Si poteva realizzare praticamente tutto con HyperCard (perlomeno quello che un bambino appassionato di lego immaginava sui computer) e ancora mi ricordo l’emozione di riuscire a costruire qualcosa, di sentire crescere la consapevolezza che quella macchina era un foglio bianco dove potevo essere a comandare.
E così mentre gli altri amici giocavano col Nintendo, io iniziavo la mia avventura nella programmazione passando per SuperCard, REALbasic, C, Java e infine Objective-C (con relative incursioni anche nel web development).
Sono sempre stato lo “strano” del gruppo, ma almeno in questo ambito sono stato sempre così egocentrico da farlo diventare un vanto. C’è chi superava il livello col mostro e chi, come me, quel giorno era riuscito a far funzionare quel maledetto algoritmo (e credetemi, oggi come allora, è per me una iniezione di vita).
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
DM: Ora come era è impossibile prescindere dall’uso di XCode, almeno per quanto riguarda lo sviluppo su Mac. Dopo l’abbandono di Metrowerks (di cui anni fa possedevo anche una versione Student) è anche l’unico tool. Comunque, a parte qualche problemino che ancora rimane da vecchie versioni, è davvero uno dei più potenti e comodi strumenti di sviluppo per computer (anche ben oltre la nostra piattaforma).
Poi ci sono altri tool, come Netbeans o Komodo che uso a seconda del linguaggio di cui ho bisogno.
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Made in Italy – Intervista a Alessandro Levi Montalcini
Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Alessandro Levi Montalcini: Questa è facile: iniziai nel 1981, quando mio papà mi regalò un Sinclair ZX81 per il mio decimo compleanno. Lo ZX81 aveva 1K di RAM e scarsissime capacità grafiche, quindi l’unica cosa divertente che ci si poteva fare era programmare in Basic. Il mio primo programma, copiato dal manualetto dello ZX81, fu precisamente:
10 FOR I = 1 TO 10
20 PRINT I
30 NEXT I
Ricordo che lo scrissi seduto per terra sulla moquette dei miei nonni che in montagna possedevano una TV in bianco e nero. Noi non avevamo neanche quella, ma ero troppo eccitato per aspettare di tornare a Torino. Quando mandai il comando RUN e vidi il risultato sullo schermo mi si aprì un mondo, e iniziai a cambiare tutti i numerini nel programma per vedere cosa succedeva. Immagina la gioia di scoprire che il computer poteva contare non solo fino a 10, ma anche fino a 1000!
SdA: Che software usi per lo sviluppo?
ALM: Oggi uso Xcode e ne sono molto contento, non mi serve altro. Su Mac ho iniziato la programmazione seria quando ho comprato il Lightspeed C 2.01, poi diventato THINK C e successivamente Symantec C++. Sono passato a CodeWarrior quando sono usciti i Mac con PowerPC, poi a Xcode quando è uscito Mac OS X.
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