Doris Norton – Personal (Apple) Computer

 Articolo pubblicato il 26/01/2016 che parla di Ascolti,Lo sapevate che... 

Nel 1984 in Italia uscì un disco di musica elettronica ispirato da (e in parte realizzato con) un Apple II. È “Personal Computer”, quinto disco di Doris Norton, registrato tra Roma e New York pubblicato dall’etichetta italiana Durium.

Pioniera nell’utilizzo di synth e computer, Norton è la moglie di Antonio Bartoccetti, chitarrista rock progressive, nonché madre del musicista e produttore techno Rexanthony.

Doris Norton - Personal Apple Computer

Tra le due parole del titolo di “Personal Computer” campeggia la (vecchia) mela morsicata a sei colori e nella foto di copertina si vede Doris Norton alle prese con un Apple IIe.

L’elaboratore di Apple, adottato nei primi anni 80 da diversi musicisti (ad esempio da Herbie Hancock), è elencato tra gli strumenti utilizzati da Norton, come “Apple IIe alphanumeric keyboard”.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
1 commento  

Airport atterra in Italia

 Articolo pubblicato il 10/11/2011 che parla di Hardware 

“È finalmente arrivato anche in Italia il rivoluzionario Airport di Apple” recitava un comunicato stampa della filiale italiana di Apple del 13 novembre 2000.
Logo AirportIn questa data veniva finalmente recuperato un ritardo di numerosi mesi, ben sedici, rispetto agli Stati Uniti e godere infine appieno anche nella nostra penisola delle soluzioni per la portabilità dell’azienda di Cupertino.

Il primo Macintosh con tecnologia wireless è l’iBook originale, che risale al luglio 1999 quando vennero presentati anche la relativa scheda di espansione e la prima Base Station per condividere la connessione via onde radio.
Nei mesi successivi la tecnologia Airport, basata sullo standard 802.11b, è comparsa man mano su tutti i computer di Apple: a settembre sui PowerMac G4 con grafica AGP, in ottobre sugli iMac slot loading, nel febbraio 2000 sul PowerBook G3 Pismo e nel luglio 2000 era possibile montarla anche sul compatto PowerMac G4 Cube.

PowerBook G3 Pismo e Airport Base Station

L’Italia intanto restava a guardare, come ci dimostra anche il caso del lancio del Pismo.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , ,
 
2 commenti  

La Laser Writer in Italia: date e prezzi

 Articolo pubblicato il 09/09/2010 che parla di Eventi,Hardware 

Laser WriterLanciata nel marzo del 1985, la Laser Writer ha contribuito a cambiare le sorti del Macintosh e a renderlo lo strumento di riferimento per il nascente settore del DeskTop Publishing (DTP).

In Italia, però, la prima stampante laser targata Apple arrivò diversi mesi dopo e a un prezzo non indifferente. I 6’995 dollari statunitensi si trasformarono in 14’400’000 Lire, Iva esclusa quando comparve a listino sulle principali riviste di settore nel settembre 1985.
Se si somma la spesa a quella di un Mac 128k il totale arrivava a sfiorare i venti milioni e lo superava se si optava per il più capace 512K, il “Fat Mac”.

Listino Apple Italia - settembre 1985

Il prezzo rimase invariato sino all’aprile 1986 quando venne lievemente ritoccato a 12’600’000 Lire e a ottobre scese a 10’900’000 Lire, cifra ben più accessibile di quella iniziale, che come si leggeva in un articolo dell’epoca, bastava ad acquistare un’automobile di piccola cilindrata.

Un ulteriore ribasso avvenne nell’aprile del 1987 quando arrivò in Italia la nuova Laser Writer Plus, proposta a 11’400’000 Lire. La “vecchia” Laser Writer rimase a listino a 9’900’000 Lire prima e poi a 7’990’000, sino al maggio del 1988 quando venne ritirata dal mercato italiano.

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
1 commento  

Made in Italy – Intervista a Emanuele Vulcano

 Articolo pubblicato il 12/04/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Emanuele Vulcano: A programmare su Mac? Dal 2004, anno in cui ho fatto il grande salto e ho preso un iMac G4 “lampada” nuovo fiammante. Ma avevo già la curiosità di programmarci su; programmo da almeno una decina d’anni essendo, in un certo senso, “figlio d’arte”, visto che mio padre è programmatore e sistemista. E in questo lungo periodo ne ho passate davvero tante, passando per diversi sistemi operativi Microsoft, Linux e BeOS prima di approdare al sicuro porto della Mela già post-OS X.

Emanuele VulcanoSdA: Che software usi per lo sviluppo?
EV: Quando ho preso l’iMac, nel DVD di 10.2 c’era il venerando Project Builder, che già un po’ conoscevo (BeIDE, l’equivalente per BeOS che avevo già avuto modo di vedere, è un suo indiretto cugino). È stato davvero emozionante seguire, in questi anni, quel programma proveniente da NeXT nella sua trasformazione nel fiammante e moderno Xcode che, oggi, uso per la quasi totalità del software che sviluppo con molta soddisfazione.

Sono felicissimo però anche di aver acquistato TextMate, uno strumento davvero potente e versatile, con feature piccole e potenti che riescono sempre a sorprendermi; la sua semplicità e la sua potenza sono davvero esemplificative di un programma Mac “fatto bene”. Xcode è il mio tavolo da disegno, TextMate il mio blocco degli schizzi.

Ovviamente poi ci sono tantissimi altri programmi che meriterebbero di essere menzionati — da CSSEdit, a Eclipse, a Subversion, a Bazaar, passando persino alle volte per ambienti di sviluppo sotto Linux e Windows. Però cerco sempre di dotarmi di strumenti in cui possa trovare coerenza, semplicità e flessibilità: caratteristiche che vedo più spesso nei programmi Mac che in quelli di altre piattaforme.

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Max Ribuoli

 Articolo pubblicato il 05/04/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Max Ribuoli: La mia esperienza come sviluppatore Mac è iniziata nel 1994, insieme ad alcuni amici abbiamo aperto una società (Iride) per la realizzazione di CD-Rom multimediali Mac/Windows.
Successivamente, intorno al 1998, ho iniziato la realizzazione di alcuni shareware, principalmente plug-in di FileMaker, nati per risolvere alcune mie problematiche e che ho deciso di condividere con la comunità degli utenti.
L’esperienza dello shareware è poi proseguita fino ad oggi con l’ultimo prodotto realizzato: Address-O-Matic.

Max RibuoliSdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: Utilizzo esclusivamente gli strumenti forniti da Apple, XCode.

SdA: Su che hardware?
MR: MacBook Pro

SdA: Quali sono i canali di distribuzione?
MR: Utilizzo un provider americano, Pair, mentre per le transazioni mi appoggio a Kagi

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Matteo Rattotti

 Articolo pubblicato il 29/03/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Matteo Rattotti: Danilo Bonardi, Giordano Fracasso ed io (Matteo Rattotti) ci siamo conosciuti all’università e abbiamo cominciato a creare programmi per le nostre esigenze, quasi per gioco. Successivamente le applicazioni sono cresciute e abbiamo iniziato a rilasciarle gratuitamente. Il feedback degli utenti ci ha travolto e da allora l’idea di metterci in proprio non ci ha mai abbandonato.

Shiny Frog è nata 3 anni fa, dopo 2 di esperienza come sviluppatori freelance. Il nostro motto “Keep it simple” ci spinge a creare prodotti validi ma non troppo complicati e la nostra filosofia di base “Do one thing and do it well” ci permette di concentrare le energie su una cosa per volta, senza mettere troppa carne al fuoco.

SdA: Che software usi per lo sviluppo?
MR: XCode, Interface Builder, Svn, Terminal e ovviamente i developer tools che Apple fornisce. Come editor di testo prediligiamo Vim, che ora utilizziamo sotto forma di MacVim, un port specifico per Mac. In generale cerchiamo di utilizzare prodotti open source per lo sviluppo, in quanto il mondo Unix ne è pieno.

[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  

Made in Italy – Intervista a Lorenzo Puleo

 Articolo pubblicato il 22/03/2010 che parla di Novità,Personaggi,Software 

Storie di Apple: Come e quando hai iniziato?
Lorenzo Puleo: Ho iniziato all’università. Mi sono laureato in architettura con una tesi in “Scienza delle costruzioni” che includeva la realizzazione di un software per il calcolo strutturale. Una volta imparato a programmare non ho smesso più. Ho progressivamente lasciato la professione di architetto per dedicarmi “tout court” all’informatica.

Lorenzo PuleoSdA: Che software usi per lo sviluppo?
LP: Principalmente uso i tools di Apple: XCode e Interface Builder. I frameworks che uso di più sono Cocoa, OpenGL e QuickTime. Il linguaggio che uso di più è Objective-C.

SdA: Su che hardware?
LP: Se sono in studio, lavoro su un MacPro 8-core per avere la massima velocità di compilazione e di esecuzione. E dato che mi occupo di software di animazione 3D in tempo reale (Kinemac) uso una scheda grafica Nvidia GeForce 8800 che garantisce prestazioni di alto profilo.
[continua la lettura della storia]

Volete approfondire?
Ecco altri articoli che parlano di , , , ,
 
Avete dei commenti?  


 


Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin