Il Lisa/Macintosh XL, uno dei “più memorabili tra i vecchi Mac”

 Articolo pubblicato il 17/11/2015 che parla di Hardware 

Alcuni mesi fa su Quora qualcuno ha chiesto “Quali sono i vecchi Mac più memorabili?”

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Gran parte delle risposte decanta (prevedibilmente) classici come il primo iMac, l’iMac G4 a “lampada”, il TAM (Twentieth Anniversary Macintosh), il Portable o modelli un po’ più oscuri ma tuttora affascinanti, per funzione o per aspetto, come il Macintosh TV.

Nella mia risposta ho optato di andare controcorrente, suggerendo i seguenti prodotti con la mela morsicata:
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I molti sistemi operativi del Lisa

 Articolo pubblicato il 02/09/2010 che parla di Lo sapevate che...,Software 

Se ad uno dei (pochi) fortunati utenti dell’Apple Lisa si pone la domanda “quanti sistemi operativi ci sono per il Lisa? la risposta più probabile è “uno, il Lisa OS!”, magari accompagnato da apologetiche spiegazioni sulla breve vita e poca fortuna dell’antesignano del Macintosh.

Apple Lisa - 1983

Lisa OS stava per Lisa Office System, ambiente operativo che offriva i vari software di produttività personale realizzati e forniti da Apple con il computer. I software erano LisaWrite, LisaCalc, LisaDraw, LisaGraph, LisaProject, LisaList e LisaTerminal; in seguito furono proposti col nome “Lisa 7/7″, in riferimento al numero dei programmi.

Lisa Office System

Qualche appassionato potrebbe però correggere il tiro e incrementare il conteggio dei sistemi operativi del Lisa a due, menzionando MacWorks XL.
Più che di un SO si trattava però di un emulatore, che implementava la compatibilità con la ROM da 64K del Macintosh e quindi con il suo parco applicativi.

Grazie a MacWorks XL, lanciato nell’aprile 1984, il Lisa visse una seconda esistenza e il modello 2/10 venne poi riproposto a partire dal gennaio seguente con il nome di Macintosh XL.

MacWorks XL

Per la cronaca, dopo la dismissione del Lisa, il software continuò ad essere sviluppato dalla Sun Remarketing, azienda che aveva rilevato lo stock rimanente di Lisa da Apple.
Le versioni seguenti presero il nome di MacWorks Plus, che supportava il System 6.03 (e il Mac Plus con le sue ROM da 128k) e di MacWorks Plus II. Quest’ultimo, sviluppato dalla Dafax Processing Corp., arrivò addirittura alla compatibilità con il Mac OS 7.5.5: era un limite “fisico” legato all’utilizzo del Motorola 68000, CPU che era stata usata sia nei primi modelli di Macintosh che nel “vecchio” Lisa.

Il numero dei sistemi operativi sviluppati per il Lisa in realtà non si ferma qui e include due OS di primo piano: UNIX e il CP/M.
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Ecco gli Apple 32 SuperMicro

 Articolo pubblicato il 26/01/2009 che parla di Hardware 

Nel comunicato stampa del Macintosh diffuso da Apple nel gennaio 1984 si poteva leggere* che il

Macintosh, insieme a tre potenti modelli Lisa 2, rappresenta la base su cui poggia la famiglia di computer Apple 32 SuperMicro. Tutti i sistemi della famiglia eseguono software Macintosh.

e che

“Riteniamo che la tecnologia del Lisa rappresenti la direzione futura per tutti i personal computer” ha affermato Steven P. Jobs, presidente del consiglio di amministrazione Apple. “Macintosh rende questa tecnologia per la prima volta disponibile ad un pubblico ampio- ad un prezzo e dimensioni sinora impossibili con altri produttori. In virtù dell’ampio parco di software realizzato, l’Apple II e il PC IBM sono diventati i primi due standard di mercato del personal computing. Ci aspettiamo che Macintosh diventi il terzo.”

Si trattava di una strategia di marketing con cui Apple intendeva sfruttare il divario tra i sistemi a 8 e 16 bit e i suoi più nuovi (e potenti) microcomputer a 32 bit ed allo stesso tempo un modo grazie al quale presentare insieme il Macintosh ed il Lisa cercando così di spingere un po’ le (deludenti) vendite del suo primo computer con interfaccia grafica e mouse.

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Le figure chiave del Lisa

 Articolo pubblicato il 25/10/2008 che parla di Hardware,Lo sapevate che...,Personaggi 

Chi sono i “padri” dell’Apple Lisa?

Key members of the Lisa team

Da sinistra a destra abbiamo Paul Baker, Bruce Daniels, Chris Franklin, Rich Page, John Couch e Larry Tesler.

Bruce Daniels ricoprì il ruolo di “Lisa software team manager” mentre Tesler, uno dei prestigiosi fuoriusciti dallo Xerox PARC, fu “applications group manager” e negli anni seguenti lo si ritroverà a capo di vari progetti a Infinite Loop tra cui quello che portò alla realizzazione del Newton.

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La rivoluzione mancata

 Articolo pubblicato il 21/01/2008 che parla di Eventi,Hardware 

Apple LisaIl 21 gennaio del 1983 Apple lanciava sul mercato due nuovi computer agli antipodi in quanto a filosofia e obiettivi ma anche di accoglienza del pubblico.
Si trattava dell’Apple IIe e del Lisa, proposti rispettivamente a 1395 e 9995 dollari.

Come fa notare Owen Linzmayer nel suo “Apple Confidential” il pubblico preferì l’approccio “evolutivo” dell’Apple IIe a quello “rivoluzionario” del Lisa.

L’Apple IIe fu il computer della serie Apple che ebbe più successo in assoluto per l’azienda rimanendo in vendita per più di 10 anni proprio perché non offriva nulla di radicalmente nuovo ma migliorava varie caratteristiche (Rom, Ram, espandibilità) di una formula già apprezzata.

Il Lisa invece, nato come progetto ben cinque anni prima, nel 1978, mancò clamorosamente sia il suo mercato, quello dell’utenza d’ufficio, che il suo lodevole obiettivo, la diffusione dell’interfaccia grafica ispirata dalle ricerche allo Xerox PARC.

Il mouse del Lisa in primo pianoL’insuccesso però conteneva i germi della seconda rivoluzione di Apple (e di tutto il settore): il suo sviluppo rappresentò internamente sia il fertile humus per lo sviluppo di menù, icone, mouse che un contraltare concettuale, strategico e commerciale per il Macintosh, esemplificato anche dalla sua forma compatta e verticale invece che orizzontale.

Il piccolo Mac, esordendo pochi mesi dopo, realizzò a sorpresa il sogno del Lisa e al tempo stesso ne accelerò ulteriormente l’archiviazione, non prima di una breve parentesi in cui il fratello maggiore venne proposto sotto le spoglie del Macintosh XL.

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Apple, Xerox e l’interfaccia grafica

 Articolo pubblicato il 22/06/2007 che parla di Personaggi,Software 

Molti testi sulla nascita dell’interfaccia grafica riportano la storia di una Apple che approfittò del lavoro del centro di ricerca Xerox Palo Alto Research Center (PARC) e lo commercializzò con il Lisa e con il Macintosh, derubando Xerox ed i suoi ricercatori di gloria e profitti.

il vecchio logo PARCSi tratta di un falso mito: ad indagare meglio, ad esempio leggendo testi come “Dealers of Lightning”, si scopre che Apple pagò per la possibilità di visitare i laboratori del PARC. In cambio della visione dei prototipi di GUI di Xerox e dei colloqui con ingegneri e sviluppatori, la Xerox ricevette in cambio l’opzione su un pacchetto di azioni di Apple, che all’epoca era in procinto quotarsi in borsa.
Addirittura i ricercatori di Xerox sulle prime si opposero a mostrare a Steve Jobs e ai suoi le idee sviluppate nel centro (nell’ordine: interfaccia grafica, stampante laser e ethernet) e lo fecero solo in seguito a pressione dei dirigenti.

Adesivo del vecchio logo AppleUn dettaglio importante è che quella al PARC fu solo una dimostrazione e che non ci fu alcun passaggio di materiale o codice: il risultato fu indubbiamente di ispirare gli sviluppatori del Lisa e del Mac ma gli uomini di Apple reimplementarono, ripensarono e completarono le idee ancora acerbe di Xerox, in modo diverso ed originale.
Un caso esemplare fu quello di Bill Atkinson che, all’oscuro di come funzionasse il sistema di gestione della grafica su schermo del PARC e cercando di eguagliarla, ne realizzò una versione superiore chiamata prima LisaGraf e poi QuickDraw.

La perspicacia di Apple nel mettere in pratica le idee in nuce del PARC fu infine capita anche dagli stessi ricercatori del PARC: alcuni di loro, come Larry Tesler e Alan Kay, passarono a Cupertino perché frustrati dalla miopia di Xerox e lavorarono al Lisa ed a vari progetti di Apple nel corso degli anni ’80.

Triste epilogo dei rapporti tra le due aziende è il ripensamento che ebbe Xerox nel dicembre 1989 quando provò a fare causa ad Apple sul copyright dell’interfaccia del Lisa e del Macintosh: l’anno dopo una corte statunitense pose fine ai procedimenti scagionando Apple.

Immagini tratte da http://en.wikipedia.org/wiki/Xerox_PARC e da redlightrunner.stores.yahoo.net

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Steve Capps: un genio in calzoncini

 Articolo pubblicato il 30/10/2006 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

Poco noto ai più, Steve Capps è stato una figura cruciale nello sviluppo di ben due progetti storici di Apple: il Macintosh e il Message Pad (Newton), lasciando la sua impronta nella storia dell’informatica sia degli anni ’80 che degli anni ’90.

Steve CappsFormatosi al Rochester Institute of Technology e contemporaneamente impiegato presso la Xerox Corporatio, il corpulento, barbuto e sorridente Capps è entrato in Apple nel 1981 contribuendo prima alla nascita del Lisa e poi a quella del Mac, di cui fece parte del celebrato team originale, aiutando nello sviluppo del Finder.

Capps era amato e rispettato dai suoi colleghi tanto che nel 1983, in pieno rush finale per la realizzazione del Mac, lo festeggiarono con uno scherzo, lo “Steve Capps Day” in cui si presentarono tutti con la stessa buffa mise che contraddistingueva Steve: camicia bianca, pantaloncini corti di jeans e scarpe da tennis Vans a quadretti.

Steve Capps e colleghi al lavoro sul NewtonDopo il lancio (ed il successo) del Mac Capps si guadagnò il titolo di prestigio di “Apple Fellow” e come tale dal 1987 al 1996 Capps fu l’ingegnere capo del progetto Newton, per cui stabili e guidò la realizzazione dell’interfaccia utente, coordinò gli sviluppatori e scrisse molta parti degli applicativi software inclusi. L’epopea del Newton è descritta con dovizia di particolari nel libro illustrato “Defying Gravity” in cui la figura di Capps emerge in tutta la sua genialità ed umanità e tra le foto ce ne sono alcune che mostrano Capps alle prese con gli ultimi problemi del primo prototipo da presentare al MacWorld e poi addormentato sul pavimento del backstage della fiera perché stremato dopo le notti in bianco.

Notevole è che nel 1986, tra il lavoro sul Macintosh e quello sul Newton, Capps si prese una “pausa estiva”.
Il risultato fu che scrisse in proprio tre software musicali per il Mac: Jam Session, Super Studio Session e SoundEdit, il primo editor audio grafico a larga diffusione che fu poi venduto e reso ulteriormente celebre da Macromedia.

Nel 1996 Capps lasciò Apple per l’avversaria Microsoft, dove è rimasto fino al 2001: il suo ruolo fu di “user interface architect” e contribuì alle funzioni di Ricerca, History e Favoriti di Internet Explorer.

In seguito Capps ha lavorato come libero professionista fondando la Onedotzero, che “sviluppa interacce utente, software e hardware e fornisce servizi per rendere la comunicazione più facile, completa e personale”. Non stentiamo a crederlo.

Immagini tratte da www.folklore.org e dal libro “Defying Gravity”

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