Tempest & Cyclone: i primi Mac Audio Video

 Articolo pubblicato il 02/07/2014 che parla di Hardware 

Nel luglio del 1993, Apple presentò due modelli di Macintosh molto speciali: il Centris 660AV e il Quadra 840AV. I due Mac appartenevano a linee di prodotto differenti, avevano case agli antipodi (uno era un desktop basso e largo e l’altro un tower) e anche le possibilità di espansione erano molto diverse. In comune, però c’era la stessa tecnologia, che offriva un’integrazione di audio, video e voce inedita. La sigla “AV” dopo il numero del modello stava ad indicare che input ed output professionali per suono e video erano inclusi da Apple e non c’era bisogno di espansioni di terze parti.

Sia il Centris 660AV (nome in codice Tempest) che il Quadra 840AV (nome in codice Cyclone) furono i primi Macintosh a supportare l’audio stereo a 16-bit 48 KHz, e potevano registrare e riprodurre suono di qualità CD. Potevano essere usati per acquisire video da una telecamera o altra fonte, come pure per reindirizzare il segnale a un televisore o videoregistratore grazie alle porte S-Video e Composite in entrata e in uscita. Altra novità era il supporto di fabbrica per il riconoscimento vocale Plaintalk di Apple.

Centris 660AV and Quadra 840AV ad detail

Tutte queste fantastiche capacità erano rese possibili da una nuova scheda madre con circuiteria pensata apposta per gestire le funzionalità AV.

Tempest e Cyclone vantavano il potente processore Motorola 68040, con un clock di 25 MHz nel Centris e di 40 MHz nel Quadra, surclassando quindi il possente Quadra 950, attuale top di gamma. Per alleggerire il carico di lavoro del 68040 e velocizzare l’elaborazione audio-video, era inoltre presente un chip AT&T 3210 DSP (Digital Signal Processor), con un clock di 55 MHz nel 660AV e di 66.7 MHz nel 840AV.

I due Mac AV erano venduti con un adattatore Apple GeoPort che metteva a disposizione dell’utente numerose funzioni di telecomunicazione basate sul DSP, come modem, fax e telefonia. Purtroppo, come già successo con il Mac IIfx, pochissimi software facevano uso della circuiteria specifica a causa della necessità di una programmazione specifica.

Ecco un video che mostra i progettisti che festeggiare il lavoro fatto per la scheda madre dei due Mac AV. La ripresa è del 1993 e il filmato è presente sul CD-Rom con il System 7.1, fornito insieme ai due Macintosh AV.

Il Quadra 840AV e il Centris 660AV, in seguito rinominato Quadra 660AV dopo l’eliminazione della linea Centris, furono tra gli ultimi Macintosh professionali basati su CPU Motorola 680X0, ma non gli ultimi modelli AV. Il testimone venne raccolto dai PowerMac, che in molti casi implementarono le loro funzionalità audio/video grazie a un concetto di “AV su scheda” concepito originariamente per Tempest & Cyclone.

Note: la pubblicità del Quadra 840AV e del Centris 660AV è “courtesy of Apple”.
Si ringrazia Serena Di Virgilio per l’aiuto nella traduzione dall’inglese dell’articolo originario.

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Indovina la versione

 Articolo pubblicato il 22/05/2014 che parla di Software 

L’immagine qui sotto mostra il pannello di controllo con i suoni d’avviso del Macintosh, tra cui il celebre sosumi (di cui riparleremo).

Sapreste indovinare da quale versione del sistema operativo del Mac è tratta la schermata? Anche se non vengono mostrati altri elementi dell’interfaccia utente (come menù o la scrivania) ci sono almeno tre indizi utili.

Sound

p.s. Non fatevi ingannare dal bianco e nero e dall’aspetto bidimensionale…

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Pencil Test: lo schermo del Mac si anima

 Articolo pubblicato il 06/05/2014 che parla di Hardware,Personaggi,Software 

Il lancio del Macintosh II nel marzo del 1987 aveva portato in dote all’utenza professionale un potenziale enorme. La sua nuova architettura a 32 bit, basata sul processore Motorola 68020 a 16 MHz (contro il vecchio 68000 che girava a 8 MHz), la presenza di un coprocessore matematico e l’incredibile espandibilità offerta da sei slot NuBus in cui infilare schede aggiuntive, erano perfetti per l’elaborazione ad alti livelli di audio e di immagini, sia statiche che in movimento.

Pencil TestIl Mac II era il primo modello di Macintosh che supportava ufficialmente monitor a colori (anche più di uno) e l’iconografia promozionale del 1987 lo mostrava abbinato a schermi in cui apparivano fotografie e immagini ricche di dettagli e sfumature. Ma a Apple non bastava: l’azienda di Cupertino voleva mostrare di cosa fosse davvero capace il suo nuovo computer e investì diversi mesi di lavoro in un ambizioso progetto di animazione in computer grafica.

Il risultato fu “Pencil Test”, un cortometraggio comico di circa tre minuti che venne presentato l’anno seguente alla manifestazione SIGGRAPH 88. Il protagonista del filmato è lo strumento matita presente nella palette di un programma sul Mac che osserva incuriosito il mondo al di là dello schermo, in cui va a cercare di inserirsi senza molto successo, per poi tornare dentro il suo Mac.

Come spiegato con dovizia di dettagli in una nota tecnica ufficiale, Pencil Test venne prodotto dall’Advanced Technology Group, il laboratorio di ricerca di Apple, e fu creato in computer grafica esclusivamente su Macintosh II* utilizzando sia software commerciali, come Super3D della Silicon Beach Software, che programmi di pubblico dominio e strumenti sviluppati internamente. Il filmato è composto da 5000 frame con immagini a 24-bit con una risoluzione di 2160 x 1458 pixel.

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Due accessori ispirati a vecchi prodotti Apple: il lettore di schede SD Disk II e il dock per iPod Nano a forma di Mac

 Articolo pubblicato il 28/04/2014 che parla di Design,Hardware,Novità 

Il retrocomputing (o la storia dell’informatica, se preferite) e i prodotti tecnologici attuali sono due mondi che purtroppo hanno pochi punti di contatto.
In passato, in alcune occasione, mi è stato chiesto di propin^^pubblicizzare oggetti tecnologici ma ho sempre declinato le offerte perché le novità non avevano nulla a che fare con le vecchie tecnologie di cui mi interesso e scrivo su Storie di Apple (e Stories of Apple).

Il caso ha voluto che qualche giorno fa, su Etsy, mi sia imbattuto in due oggetti che richiamano felicemente le forme di altrettanti prodotti storici Apple, entrambi realizzati da RetroConnector.

Il Disk II styled USB SD Card Reader è un lettore esterno di schede di memoria SD, modellato come una versione microscopica del lettore di floppy disk da 5,25″ per l’Apple II, prodotto da Apple nel 1978. Il lettore è venduto in beige, che ripropone il colore originale del drive, e in una versione nera e bianca, che invece richiama la rara versione Bell & Howell dell’Apple II.

Ecco di seguito la scheda da Etsy.

Disk II styled USB SD Card Reader

Il secondo oggetto è il Classic Macintosh iPod Nano Dock, ovvero un dock per l’iPod nano di sesta generazione. La forma questa volta è quella di un Macintosh degli anni ’80, e il colore è un grigio “platinum” simile a quello del Mac Plus. Lo schermo dell’iPod nano, una volta inserito nel dock, funge da display di questo microscopico “computer for the rest of us”.

Ecco la scheda.

Classic Macintosh iPod Nano Dock

Gli accessori sono decisamente costosi (il lettore di memorie costa 50 dollari e il dock ben 60) e si tratta – ovviamente – di prodotti non ufficiali, non licenziati o approvati in alcun modo da Apple.
Detto questo bisogna riconoscere che ripropongono in maniera originale e fedele l’aspetto di due oggetti con più di 30 anni di storia e al contempo non sono semplici ninnoli ma due accessori che possono essere impiegati con i prodotti attuali di Apple, il che non è poco.

Ben fatto, RetroConnector!

p.s. Nei link e nelle schede dei prodotti non c’è alcun tipo affiliazione e il sottoscritto non riceve alcun tipo di guadagno dalla vendita dei suddetti.

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La parabola del MacBook Air

 Articolo pubblicato il 10/02/2014 che parla di Hardware 

Presentato nel gennaio del 2008 da Steve Jobs sul palco del Macworld, il MacBook Air è stato il culmine della “thinnovation” inseguita per almeno due decenni da Apple.

Criticato per il suo minimalismo spinto, per la poca potenza iniziale e per un prezzo elevato, (con duecento dollari in più si potevano acquistare i modelli “Pro”), il MacBook Air si rivelato non solo un successo oltre ogni aspettativa, ma un manifesto di come sarebbe evoluta l’offerta portatile di Apple.

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A distanza di pochi anni dal lancio ormai buona parte della lineup dei MacBook ha perso peso e spessore, ha ridotto la dotazione di input/output affidandosi al Wi-Fi e dicendo addio alle unità ottiche ed ha abbandonato i dischi fissi a favore delle unità a memoria solida. E altrettanto hanno fatto marche come Samsung e HP che hanno riproposto più o meno sfacciatamente design e molti dei punti chiave del MacBook Air sotto la nomea Ultrabook.

Il MacBook Air non è ovviamente il primo o l’unico tentativo di Apple di proporre un portatile ridotto all’osso.


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Pensare in maniera diversa, e saper guardare indietro

 Articolo pubblicato il 27/01/2014 che parla di Eventi,Novità,Personaggi 

“Abbiamo iniziato a fare alcune cose in maniera diversa”.

È quanto Phil Schiller pare abbia detto nel febbraio 2012 al blogger John Gruber durante un incontro privato per la presentazione di [Mac] OS X Mountain Lion.

Se ce ne fosse bisogno il trentennale del Macintosh è una dimostrazione ulteriore che lo sguardo di Apple non coincide più necessariamente con quello di Steve Jobs e che Tim Cook ragiona e opera in maniera diversa dal suo acclamato predecessore.

mac 128k 1984 font iconaApple ha creato un mini sito web per celebrare il “Computer for the rest of us” con un video, pagine in cui ci sono profili di sviluppatori, creativi e persone che hanno lasciato un segno tangibile grazie al Mac, foto di modelli storici e addirittura un font con icone stilizzate di gran parte dei computer con la mela morsicata.

Come Cook stesso ha affermato il 24, presentando uno “Special Event” per i dipendenti al Campus Apple:

“Non passiamo molto tempo a guardarci indietro.”
“Passiamo tutto il nostro tempo a guardare avanti e a lavorare sulla next big thing. Ma oggi facciamo un’eccezione, perché 30 anni fa, è nato il Macintosh.”

Non posso che concordare. E ora che a Cupertino (e altrove) sono tornati a lavorare e a guardare avanti, Storie di Apple è qui, a disposizione di chiunque voglia guardare indietro, per vedere il cammino fatto da Apple e cercare di capire meglio le nuove strade che intraprenderà.

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Il 2013 di Apple

 Articolo pubblicato il 20/01/2014 che parla di Eventi 

Quali sono i prodotti di rilievo presentati da Apple nel corso del 2013? E i traguardi più importanti?

Ecco una sintesi dell’anno appena concluso, focalizzata su una decina di novità hardware e software dell’azienda californiana, tratti da una lista ben più ampia. Replicando l’esperimento dello scorso anno, ho scremato dati importanti ma secondari e assemblato un quadro veloce delle “tre gambe” su cui continua a reggersi il tavolo di Apple: Macintosh, dispositivi iOS e servizi. Proprio questi ultimi, nel 2013, hanno registrato due traguardi non da poco e l’aggiunta di una nuova offerta musicale, iTunes Radio.

Anche questa volta, per assemblare la presentazione, ho usato Haiku Deck, ma non più tramite l’app per iPad ma dalla versione via web, lanciata nel frattempo. Ha un set di funzioni più limitato dell’app (nel frattempo evolutasi) ma comunque più che sufficiente allo scopo prefissatomi.

La presentazione “Il 2013 di Apple” è stata pubblicata online dove si può visualizzare, condividere, se ne può scaricare una copia, e fare embedding.

Buona visione!

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Basato su WordPress e sul tema Conestoga Street di Theron Parlin