Le altre novità di Mac OS 9
La funzione più pubblicizzata di Mac OS 9 era Sherlock 2, ma il sistema operativo conteneva diverse altre novità, quasi tutte inerenti allo sviluppo e all’arrivo del nuovo OS per Macintosh derivato da NeXT, Mac OS X.
Mac OS 9 infatti aggiungeva tra le altre cose la multiutenza, le password vocali, il portachiavi, la condivisione dei file e l’aggiornamento software via Internet, la crittografia, AppleScript via TCP/IP e un Network Browser con supporto per l’FTP. Molte erano funzioni presenti anche in Mac OS X, sviluppate in contemporanea o frutto di backporting.
L’obiettivo di Apple era non solo di rendere il Mac OS più potente e al passo coi tempi ma anche di preparare il terreno alla migrazione verso OS X, che all’epoca si pensava sarebbe cominciata già agli inizi del 2000.
Da 25 a 75 milioni
Durante la sua presentazione al WWDC 2009 Phil Schiller, responsabile del Product Marketing di Apple, ha mostrato il Macintosh in forte crescita e un’ascesa ancora più impressionante del numero di utenti di OS X.
Se nel 2007 il numero di utenti attivi del sistema operativo di Apple era di 25 milioni* nel 2009 questi sono cresciuti a 75 milioni. Viene da chiedersi come sia possibile.
Il segreto della triplicazione nel giro di due anni della base di utenti di Apple sta tutta nel successo clamoroso della piattaforma iPhone. Schiller ha mostrato infatti un grafico con i numeri di OS X, non solo quelli di Mac OS X, una distinzione di termini apparentemente piccola ma invece molto importante.
La crescita è dovuta perlopi ai moltissimi iPhone e iPod touch venduti sinora, almeno 40 milioni. Entrambi i dispositivi montano una versione di Mac OS X e delle sue tecnologie, incrementando sensibilmente la quota di mercato del sistema operativo di Apple e di alcuni programmi chiave come il browser web Safari.
* anche se ci risulta una cifra più bassa, di “soli” 22 milioni.
Immagine di Phil Schiller durante il keynote al WWDC 2009, “courtesy of Apple”
Il ritmo dei rilasci di Mac OS X
Il 19 maggio 2004 Avie Tevanian, all’epoca Chief Software Technology Officer di Apple, affermò in occasione di un appuntamento per addetti che l’azienda di Cupertino avrebbe rallentato il ritmo dei rilasci del suo sistema operativo.
Mac OS X 10.4, nome in codice “Tiger”, non avrebbe deviato dalla regola del “una release all’anno” mantenuta da Apple e avrebbe richiesto 20 mesi.
Cinque anni dopo diamo un’occhiata alle date in cui Apple ha reso disponibili i suoi sistemi operativi, a partire dalla prima versione, ed escludendo la public beta:
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Un’apertura darwiniana
Il 16 marzo 1999 Apple annunciò il rilascio del “cuore” open source di Mac OS X con il nome Darwin.
Darwin fu reso disponibile un anno dopo, il 5 aprile 2000, ma la decisione rappresentò un cambiamento epocale per Apple, che così si avvicinò al movimento open source, dopo i risultati trascurabili di MkLinux.
L’annuncio di Darwin e contestualmente di una versione open source di QuickTime per lo streaming erano strettamente legati alla prima versione del sistema operativo di Apple basato sul lavoro NeXT, Mac OS X Server, annunciato in gennaio al Macworld e di cui in marzo non solo iniziò la consegna ai clienti ma furono rese “libere” le fondamenta tecnologiche.
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