Jerry York e Apple
Jerome B. York è entrato a far parte del consiglio d’amministrazione di Apple nell’agosto 1997 ed è ha mantenuto il suo ruolo per quasi tredici sino alla sua scomparsa, avvenuta nel marzo 2010.
L’aggiunta di York al consiglio rientrava nell’opera di ricostruzione del marchio di Apple da parte di Steve Jobs, che al Macworld Boston ’97 descrisse il dirigente in questo modo:
Jerry ha messo in atto molti cambiamenti alla Chrysler e in IBM ed è estremamente noto e rispettato negli ambienti finanziari per quanto ha fatto.
Per il Macworld venne inoltre realizzato un video che conteneva varie dichiarazioni dei nuovi dirigenti che si univano al consiglio d’amministrazione tra cui Gareth Chang della Hughes International, Bill Campbell della Intuit, Larry Ellison di Oracle e Ed Woolard della DuPont.
Ecco cosa disse York* a proposito di Apple e sui concetti di realtà, esperienza, obiettivi e passione, ritenuti cruciali da Jobs per la ripresa dell’azienda:
- Le aziende devono prendere in esame tutte le loro attività e individuare [...] quali sono le componenti chiave, le parti fondamentali della loro attività.
- Alla Chrysler abbiamo dovuto ridurre i costi di quasi quattro miliardi di dollari per renderla davvero competitiva, in particolare rispetto ai giapponesi.
- Apple ha una posizione molto forte in due settori di mercato: il primo è quello della formazione e il secondo è la creatività.
- Quando si ha una posizione forte in un settore di mercato la si può sfruttare.
- Per costruire il proprio marchio le aziende possono arrivare a spendere miliardi di dollari. Apple non ne ha bisogno: l’ha già fatto.
* Il testo originale in inglese si può leggere su Stories of Apple.
Il segreto di un Keynote perfetto?
I “Keynote” e in generale le presentazioni di Steve Jobs delle novità Apple sono un appuntamento imperdibile per utenti, appassionati e anche esperti di comunicazione pubblicitaria. Tra questi ultimi c’è chi ha addirittura consigliato lo studio e l’analisi dell’introduzione dell’iPod fatta nel 2001 quale lezione esemplare di marketing.
Tra i “segreti” dei Keynote oltre a una indiscutibile bravura personale, il famigerato “Reality Distortion Field”, c’è anche una gestione sapiente degli argomenti e dei tempi. Una presentazione, specie se composta da più punti e novità, è un meccanismo complesso e sarebbe ingenuo pensare che non ci sia una qualche forma di traccia. Ad esempio una scaletta, come quella immortalata almeno in due occasioni negli ultimi anni.
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